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Sismabonus, detrazioni fino all'85%
di Rosario Battiato

Ok dal Ministero alle linee guida per gli interventi: opportunità per la Sicilia dove il patrimonio edilizio è vecchio e da ristrutturare. L’incentivo può crescere in base al tipo di lavori antisismici e alle zone in cui vengono effettuati

Tags: Sismabonus, Terremoto, Sicilia, Incentivi



PALERMO – Da quanto si apprende dal profilo facebook del presidente della Commissione Ambiente, Ermete Realacci, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio,  ha varato “le linee guida per la classificazione del rischio sismico nelle costruzioni”. Il Sismabonus, pertanto, parte ufficialmente oggi con tante novità e numerose modalità di detrazione degli interventi.

La scadenza di febbraio era stata confermata alla fine di gennaio dal ministro Delrio, in occasione dell’incontro con Gabriele Buia, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance). Il 28 febbraio era anche la data ultima prevista dalla legge di Bilancio 2017 per l’attivazione del provvedimento.

Cominciamo dall’analisi della misura contenuta nella legge di Bilancio, che prevede la proroga del Sismabonus. In linea generale c’è una riduzione della percentuale di detraibilità, che passa dal 65 al 50%, per gli interventi eseguiti dal 1 gennaio di quest’anno al 31 dicembre del 2021. Il valore di spesa complessivo non potrà essere superiore a 96 mila euro che verranno ripartiti in 5 anni (erano 10 nella  formulazione in vigore fino allo scorso anno).

L’incentivo, inoltre, può crescere. “Per la ricostruzione privata e pubblica – si legge in una nota del Mit –, con criteri antisismici, nelle zone sismiche 1, 2 e 3 le detrazioni sono state aumentate e si potranno detrarre in 5 anni”. La detrazione per interventi antisismici è al 70% se migliora di una classe di rischio, fino all’80% se migliora di due classi di rischio. Per quanto riguarda i condomini e gli interventi antisismici sulle parti comuni, la detrazione può arrivare fino all’85%, secondo l’entità del miglioramento della classe di rischio.
La definizione della classe di rischio, passaggio essenziale per assegnare bonus migliori, è contenuta nelle Linee guida di classificazione sismica degli edifici, il documento approvato lo scorso 21 febbraio dall’Assemblea del Consiglio superiore dei LL.PP. Questo determinante documento tecnico è composto da 12 pagine.

Sono previste otto classi di rischio (erano sei nella prima versione) con l’introduzione della A+, sul modello della certificazione rilasciata per la qualificazione energetica delle abitazioni. Classe di partenza e classe di arrivo, in seguito ai lavori, saranno determinanti per l’ottenimento della detrazione fiscale per un bonus che varierà dal 70 all’85% (solo per le parti comuni dei condomini). Ovviamente sarà necessaria una diagnosi prima della ristrutturazione, così che il tecnico incaricato possa definire la classe di partenza, e quindi un’altra alla fine dei lavori con la nuova misurazione e  la nuova classe di riferimento.

Per calcolare la classe di rischio, stando a quanto anticipato da diverse testate di settore come ediltecnico.it e ingenio-web.it, gli addetti ai lavori dovranno attuare due schemi di riferimento: uno relativo al costo di ricostruzione in caso di danni da terremoto e un altro relativo alla salvaguardia delle vite umane.  La medesima operazione dovrà essere ripetuta in seguito ai lavori finiti.

Esiste anche la possibilità di effettuare la diagnosi con modalità straordinaria/semplificata. Quest’ultima si può applicare soltanto a determinate tipologie di interventi: “consolidamento locale” o per gli “edifici in muratura” e con un ammontare massimo da 28.500 euro.

Articolo pubblicato il 01 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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