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Taormina, nel 2016 superato il milione di pernottamenti
di Massimo Mobilia

Restano però dubbi sulla correttezza dei dati: i numeri dei b&b continuano a sfuggire alle rilevazioni. Gli stranieri rimangono il punto di forza (837.518). Crescono gli italiani (+15%)

Tags: Taormina, Turismo



TAORMINA (ME) - La Perla dello Ionio si conferma capitale del turismo siciliano, tornando a superare il milione di presenze nel corso del 2016. L’Osservatorio turistico regionale ha reso noti i rilevamenti statistici dello scorso anno, con Taormina che ha fatto segnare 1.010.380 presenze, con un aumento di circa 50mila unità rispetto al 2015. Rimane sempre il dubbio sulla correttezza dei dati, sia perché continuano a sfuggire dal rilevamento decine di strutture non registrate tra B&b e case vacanze, sia perché il sistema informatico della Regione, il tanto discusso “web based” gestito dalla cooperativa Advice (già impegnata in consulenze con Sicilia e-Servizi) e in funzione dal 2015, continua a registrare problemi d’interfacciamento con i software gestionali utilizzati dagli alberghi.

Stando comunque ai dati ufficiali c’è da registrare quindi una ripresa del turismo a Taormina, dopo anni di difficoltà e calo delle presenze che, dal 2007 a oggi, avevano superato il milione soltanto nel 2014. è tornato sorprendentemente a salire il mercato italiano con un aumento del 15,3%, mentre quello straniero, che rimane il punto di forza della Perla con 837.518 presenze, ha segnato una risalita più modesta con il 3,4%. “I dati positivi sono dovuti ai collegamenti aerei diretti tra la Sicilia e varie destinazioni europee”, ha commentato l’assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo. Grazie ai voli su Catania, Taormina può infatti continuare a contare tanti arrivi dalla Scandinavia, con punte soprattutto da Danimarca (+29,6%) e Finlandia (+16,1%). A segnare l’aumento maggiore sono stati i turisti provenienti dalla Slovacchia (+41,7%), seguiti da Spagna (+26,7%) e Grecia (+25,8%), mentre dai Paesi extraeuropei c’è stato il boom del mercato venezuelano (+71,5%) e quello dei Paesi mediorientali (+33,7%). I cali più significativi sono arrivati invece da Bulgaria (-23,3%) e Brasile (-12%).

In leggero ribasso i mercati storicamente forti di Taormina ovvero inglesi, tedeschi e americani, che comunque si confermano nelle prime tre posizioni in termini assoluti: oltre 173mila presenze dal Regno Unito (-1,2%), 107mila presenze dalla Germania (-2,7%) e più di 83mila turisti dagli Stati Uniti. Buoni risultati si sono avuti anche da Francia, Olanda, Australia, Argentina e Giappone. Taormina rimane invece poco appetibile per i nuovi protagonisti del turismo globale, con i cinesi stabili e sotto le 5mila presenze, e i russi che confermano il lento e costante calo degli ultimi anni (-3,2%).

In attesa che riparta la nuova stagione, con l’apertura delle strutture ricettive prevista tra marzo e aprile, le previsioni per l’anno in corso sembrano buone, in vista anche del richiamo mediatico che porterà il G7 di maggio. D’altro canto però rimangono senza soluzione i soliti problemi, a cominciare dalla destagionalizzazione invernale e la salvaguardia dei posti di lavoro. Nei giorni scorsi il Comune di Giardini Naxos si è intestato il “Patto d’Area per il Turismo”, riunendo tutti gli altri Comuni del comprensorio, dalla Valle dell’Alcantara alla Val d’Agrò, le associazioni di categoria e i sindacati. In questo tavolo non era presente Taormina, probabilmente non invitata tra noti campanilismi e diversità di vedute su prospettive di sviluppo.

La Perla dello Ionio, da parte sua, sta muovendo la battaglia per uscire dal Parco archeologico di Naxos (come da geografia indicata dalla Regione siciliana) e creare un Parco archeologico di Taormina, con tutti i principali siti ricadenti nel proprio territorio che sono anche tra i più visitati della Sicilia, come il Teatro Antico e l’Isola Bella. Se ne sta parlando in Consiglio comunale, e si dovrebbe arrivare a definire una delibera (con voto trasversale) che dichiari illegittima l’appartenenza al Parco di Naxos, non solo per una questione di nome e planimetria. Il problema di fondo riguarda la gestione degli incassi del Teatro Antico, con la Regione debitrice nei confronti del Comune di quasi 5 milioni di euro, che rappresentano il 30% da versare per legge ogni anno nelle casse della città. L’azione legale è in dirittura d’arrivo.

Articolo pubblicato il 01 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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