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Quotidiano di Sicilia

Dirette da giovani il 52,4 per cento delle imprese di telecomunicazioni
di Roberto Pelos

Unioncamere: gli imprenditori under 35 scommettono anche sul settore finanziario e dell’estetica. Ad andare per la maggiore restano però commercio, costruzioni e turismo

Tags: Economia, Innovazione, Unioncamere



ROMA - “Innovazione ma anche riscoperta e valorizzazione delle tradizioni del nostro Paese sembrano guidare le scelte d’impresa dei giovani”. Sono le parole di Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere, riguardo alla recente analisi secondo la quale il 52,4% delle imprese che si occupano di telecomunicazioni e di servizi di accesso ad Internet, nel 2016, è guidata da giovani con meno di 35 anni.
 
Va bene anche il settore finanziario: le 3.400 imprese giovanili iscritte nel 2016 che si occupano di attività ausiliarie (promotori, agenti e broker assicurativi), rappresentano quasi il 50% delle nuove attività fondate in questo comparto. Giovane è il 46% delle neonate attività di parrucchieri, barbieri, estetisti (3.756).

Ad andare per la maggiore sono comunque i settori tradizionali come il commercio (174mila imprese), le costruzioni (85mila), il turismo (62mila) e, con sorpresa, considerando la lenta riduzione che sta conoscendo il settore nel nostro Paese, l’agricoltura: 52mila le attività giovanili registrate a fine dicembre, quasi 10mila le iscrizioni nel 2016, oltre un terzo di quelle totali.

La regione in cui le imprese giovanili hanno spiccato il volo nel 2016 rispetto al 2015 è la Basilicata: +16,7% il saldo tra iscrizioni e cessazioni e +1.078 le imprese. A seguire troviamo il Molise (+14,7%, +570) e il Trentino Alto Adige (+13,8%, +1.294). I tassi di crescita più contenuti si registrano invece in Abruzzo (+7,1%, +1.094), Valle d’Aosta (+8,5%, +102) e Sicilia (+8,8%, +5.389).
In valori assoluti, è in testa la Lombardia (+8.800 imprese di under 35), seguita Campania (+8.600) e Lazio (+7.600).

Concentrandoci sulla nostra regione a Palermo, le imprese registrate sono 13.961 per un saldo di 1.059 e un tasso di crescita del 7,3%; a Catania le imprese sono 13.610 per un saldo di 1.391 e un tasso di crescita del 10,0%; a Messina le imprese sono 7.347 (685 e 9,0%); a Siracusa 4.345 (375 e 8,3%); a Ragusa le imprese sono 4.486 per un saldo di 486 e un tasso di crescita del 10,8%; a Caltanissetta le imprese sono 3.227 (256 e 7,6%); a Trapani le imprese registrate sono 5.142 per un saldo di 465 e un tasso di crescita dell’8,7% mentre ad Agrigento le imprese registrate sono 5.341 (489 e 8,9%); ad Enna le imprese registrate risultano 2.107 per un saldo di 183 e un tasso di crescita dell’8,3%.

A livello nazionale, in evidenza i giovani di Matera (+429 imprese nel 2016 con un tasso di crescita del 18,3%), seguiti dai nuoresi (+562, +16,4%) e dai potentini (+649, +15,7%); in valori assoluti, ottimi risultati per i giovani romani (+5.514, +12%), napoletani (+4.667, +11,7%) e milanesi (+3.738, +12,8%).

Per Ivan Lo Bello “se il digitale è certamente il futuro delle economie avanzate come la nostra, la ricchezza e varietà delle produzioni agricole e agroalimentari sono una peculiarità dell’Italia che i giovani stanno evidentemente riscoprendo”.

608.204 erano le imprese guidate da giovani meno che trentacinquenni a fine dicembre 2016 il cui apporto diventa ancora più significativo soprattutto in alcuni settori: nei servizi postali e attività di corrieri ad esempio i giovani sono 1 su 5. Consistente la presenza di imprese di under 35 anche nelle attività di servizi per gli edifici e il paesaggio (che includono sia le imprese di pulizia sia quelle di giardinaggio), dove i giovani sono oltre il 16% del totale delle imprese registrate; nei servizi alla persona (15,5%); nella ristorazione (15,2%) e nelle attività di supporto per le funzioni di ufficio (15%).

Articolo pubblicato il 01 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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