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Formazione ancora nel caos. La Regione blocca le assunzioni
di Michele Giuliano

Gli enti, dopo l’avvio dei corsi, stanno assumendo liberamente senza tener conto dell’esistenza dell’albo. Crocetta: “Non siamo disponibili ad accettare questo comportamento irresponsabile”

Tags: Formazione, Bruno Marziano, Lavoro



PALERMO - Ciò che si temeva sta effettivamente succedendo. Al via i primi corsi di formazione e gli enti, alla ricerca del personale, stanno assumendo liberamente, senza tener conto dell’esistenza di un albo regionale degli operatori. È così che persone che hanno lavorato per decenni nel settore si ritrovano a rimanere a casa, mentre nuove leve ne prendono il posto. Il governo regionale non sembra, però, voler rimanere con le mani in mano, e le recenti notizie relative a queste assunzioni hanno determinato una presa di posizione netta da parte del presidente Crocetta. “Non siamo disponibili ad accettare questo comportamento irresponsabile degli enti - dice il presidente della Regione - C’è un albo dei formatori e da esso bisogna attingere per reclutare il personale. Non si possono utilizzare scappatoie false per lasciare disoccupati gli attuali formatori ed assumerne altri”.
 
L’ennesimo passo verso la distruzione del settore così come finora lo abbiamo conosciuto, un carrozzone sempre più ingombrante, per le casse regionali, che conta parecchi enti accreditati, e soprattutto, circa 8.000 dipendenti, fermi ormai da tempo, in attesa di una risoluzione. Nelle parole di Crocetta si legge una ferma intenzione di proteggere comunque questo personale “storico”: “Voglio ricordare a questi enti  - dice il presidente - che, sulla base del mio decreto presidenziale del 2015, in Sicilia vige l’obbligo di assumere i formatori dallo specifico albo e che gli enti che non rispettano tale prescrizione, rischiano il disaccreditamento. Coloro che condividevano quel decreto potevano impugnarlo nei due mesi successivi alla sua pubblicazione. Voglio specificare, inoltre, che i nuovi bandi pubblicati per i corsi di formazione prevedono l’obbligo di assunzione dal bacino. In pratica, se gli enti non rispettano tale clausola, rischiano concretamente il disaccreditamento. L’assessorato alla Formazione sta facendo le opportune verifiche e su questo fronte non ci saranno sconti per nessuno”.

In attesa dei controlli necessari, l’unica prospettiva sembra essere l’inserimento nel sistema di altre migliaia di persone. A disattendere completamente quella che era la funzione primaria dell’albo, che doveva permettere di fermare il continuo inserimento di nuova forza lavoro in modo da eliminare, nel tempo, il surplus già presente. Operazione in realtà fallita miseramente ancora prima dell’emissione degli attuali bandi. Il requisito fondamentale per l’accesso all’albo, quello della assunzione a tempo indeterminato in un ente accreditato prima del 31 dicembre 2008, non è stato considerato attuabile in sede giudiziaria e comunque, anche prima delle sentenze che ne inficiano la validità, è stato rilevato un continuo aumento del numero degli iscritti a partire dalla prima emissione dell’elenco, continuamente aggiornato, anche a causa della presenza di parecchi errori, spesso piuttosto grossolani.
 
Alla fine della fiera, il numero degli esclusi appare davvero irrisorio rispetto a ciò che è sempre stato denunciato da più parti, e dimostra come si sia andati avanti per anni con assunzioni selvagge che sono proseguite a ritmo frenetico anche dopo il 2008, e di conseguenza, con una spesa lievitata all’inverosimile e che ha superato abbondantemente i due miliardi e mezzo solo negli ultimi 11 anni. Non solo, le diverse Procure siciliane interessate avrebbero appurato indebite percezioni di finanziamenti per quasi 200 milioni di euro, cifra che supera abbondantemente un’intera annualità di attività formative.

Articolo pubblicato il 07 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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