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Quotidiano di Sicilia

Artigianato, le imprese continuano a faticare
di Rosario Battiato

Unioncamere e Infocamere: il settore ha chiuso il 2016 in segno negativo (-15.811 unità), ma è in miglioramento rispetto al 2015. Si registra la contrazione delle piccole aziende artigiane a fronte della crescita delle più grandi

Tags: Artigianato, Pmi, Unioncamere



PALERMO – Piccolo è bello, ma continua a faticare sul mercato. Ci sono due tendenze differenti nell’analisi di Unioncamere e Infocamere, condotta sulla base dei dati del registro delle imprese delle Camere di commercio relativi allo scorso anno, che registra la contrazione delle piccole imprese artigiane e la crescita delle più grandi. A livello provinciale, la migliore delle siciliane, quella cioè che registra una perdita più contenuta, è Caltanissetta, la peggiore è Siracusa.

A fine 2016 il saldo tra iscrizioni e cessazioni di impresa per le ditte individuali (-1,39%) si è contratto di 12.333 unità (-1,39%), quasi 6mila in meno per le società di persone (-2,51%). Dall’altra parte della barricata, invece, il bilancio è positivo per le società di capitali con 2.477 imprese in più, pari al +3,28% rispetto al 2015. “Complessivamente - si legge nella nota di Unioncamere e InfoCamere -, per l’artigianato il 2016 si è chiuso ancora con il segno ‘meno’ tra iscrizioni e cessazioni (-15.811 unità) ma in miglioramento rispetto al 2015. Ed è il risultato meno pesante dal 2011”.

Se in generale il segno meno continua a determinare il saldo annuale delle imprese artigiane, non si può certo sottostimare la crescita di alcuni settori. In particolare è l’universo dei servizi a determinare una delle performance più importanti: quasi 1.900 le imprese artigiane in più nel Noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese, anche grazie all’impulso positivo proveniente dalle Attività di servizi per gli edifici e per il paesaggio. Un saldo positivo si registra anche nel settore dei servizi alla persona (+1.205). A registrare l’ennesima contrazione, all’interno di un comparto in crisi perenne ormai da anni, è l’area delle imprese artigiane che opera nel settore delle costruzioni (511 mila nel 2016) con un segno meno di oltre 10mila attività. L’altro grande settore del passato e tuttora determinante in termini di numerosità è la manifattura (312 mila nel 2016) che ha visto la riduzione di poco meno di 5.500 unità. Duemila in meno sono state le imprese nel settore del Trasporto e magazzinaggio.

La distribuzione provinciale è negative pressoché ovunque con le uniche eccezioni di Milano (in saldo positivo di 300 imprese, +0,43%) e Bolzano (+26, +19%). Sostanziale pareggio a Imperia, dove non è cambiato nulla rispetto allo scorso anno. Tutte le altre oscillano tra il segno negativo più contenuto di Grosseto (-0,12%) e quello più elevato di Chieti (-2,95%).

In termini di saldo delle imprese artigiane, la migliore delle siciliane è la provincia di Caltanissetta che si posiziona tra le prime dieci d’Italia. Nel nisseno sono state registrare 217 nuove imprese e ne sono scomparse 236 con un saldo negativo di -19 e un tasso di crescita contenuto sul -0,54%. Più distante Messina, la seconda delle siciliane si trova oltre la ventesima posizione, con 586 imprese registrate e 685 scomparse con un saldo negativo di circa un centinaio e un tasso pari al -0,85%.

È  Palermo a sfiorare il -1% di tasso di crescita (-144 imprese, 719 registrate e 863 cessate), seguita da Agrigento (-1%, -61 imprese, 328 iscritte e 389 cessate), e da Catania che, a fronte del tasso negativo pari a -1,18%, ha fatto registrare comunque 961 imprese iscritte a fronte di oltre un migliaio di cessazioni.

A seguire ci sono Enna (-1,24%), Trapani (-1,58%), Ragusa (-2,04%) e quindi l’ultima delle siciliane che è Siracusa con 249 imprese iscritte, 383 cessate per un saldo di -277 e un tasso pari a -2,12%.

Articolo pubblicato il 07 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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