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Psr Sicilia, aumenta al 70% il contributo a fondo perduto
di Gaia Perniciaro

Il finanziamento, dapprima al 50%, riguarda gli investimenti su trasfomazione e commercializzazione. L’assessore Cracolici: “Si rafforzerà la capacità di investimento delle aziende”

Tags: Agricoltura, Sicilia, Psr 2014-2020, Antonello Cracolici



PALERMO - “Aumenta dal 50 al 70% il contributo a fondo perduto per gli investimenti su trasformazione e commercializzazione previsti nella misura 4.1 del Psr”. Ad annunciarlo l’assessore regionale dell’ Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, Antonello Cracolici.

“Questa scelta - continua Cracolici - permetterà di rafforzare la capacità di investimento per le aziende che scommettono sul valore aggiunto della produzione e sulla chiusura della filiera produttiva. Appena dieci giorni fa la Commissione europea ha risposto positivamente ad un quesito sollevato dallo Stato italiano, concordato con le regioni, sulla possibilità di innalzare il contributo per gli investimenti delle aziende agricole finalizzati a queste attività”.

Si precisa che il bando 4.1 scadrà comunque il prossimo 10 aprile. Verrà invece modificato il testo della misura nel Psr, in modo da potere utilizzare risorse aggiuntive ai 100 milioni già previsti nel bando, per finanziare la quota relativa all’innalzamento del regime di aiuto per le attività di trasformazione e commercializzazione e non penalizzare le imprese che hanno già presentato la domanda di aiuto. I benefici ricadranno su tutti i progetti finanziabili in graduatoria, sia su quelli già presentati che su quelli che verranno presentati nelle prossime settimane. Naturalmente queste ulteriori risorse aggiuntive verranno decurtate dai fondi attualmente previsti per le prossime misure.

“Mentre in fase di negoziazione regionale del Programma - spiega il dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Gaetano Cimò - la Commissione europea aveva interpretato la materia in maniera più restrittiva, in sede di Comitato per lo Sviluppo rurale è stata presa una posizione diversa, consentendo di allargare la maggiorazione del contributo del 20% anche per le attività di trasformazione e commercializzazione. Finora infatti la soglia del 70% era riservata soltanto agli investimenti collettivi, ai giovani e alle zone montane. Stiamo lavorando alla modifica della scheda di misura per prevedere la retroattività di questa disposizione e riconoscere un pagamento complementare sugli investimenti dedicati alla chiusura della filiera, come ad esempio calibratura delle merci, lavaggio, confezionamento e trasformazione dei prodotti aziendali”.

“Accogliamo favorevolmente - commentano i rappresentanti di Coldiretti Sicilia – l’accoglimento del 20% perché era praticamente assurdo che la parte di valore aggiunto doveva rimanere all’azienda forse penalizzata invece rispetto alla parte produttiva. Prendiamo atto delle difficoltà tecniche anche nella modifica del bando che comunque porteranno ugualmente al risultato. L’unico problema è che essendo un bando nuovo con nuove strategie e regole, anche se riporta vecchie regole e vecchi problemi, ci sono delle difficoltà interpretative che ancora oggi le aziende e i tecnici non riesco a dirimere. Siamo anche noi consapevoli del fatto che un’ulteriore proroga non porterebbe un risultato migliorativo, ma forse peggiorativo, quindi è meglio che l’Amministrazione si faccia carico di dare tutti i chiarimenti possibili interpretativi della misura e che comunque vengano rispettate le scadenze naturale così come è previsto”.

Articolo pubblicato il 07 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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