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Palermo - Partecipate, ecco il bilancio Sispi, ricavi in calo e costi in crescita
di Gaspare Ingargiola

Dal 2014 a oggi l’azienda ha visto diminuire il valore della produzione di circa due milioni di euro. Precipitato anche l’utile in esercizio. Stabili, invece, le spese per il personale

Tags: Palermo, Partecipate, Sispi



PALERMO – La scorsa settimana abbiamo analizzato il bilancio della Reset. Adesso torniamo a occuparci delle partecipate del Comune, puntando i riflettori sulla Sispi. Anche in questo caso non mancano le difficoltà. Di recente la Corte dei Conti ha criticato la gestione del sistema informatico del Comune, in special modo delle multe.

Nel suo documento finanziario l’azienda ha sottoposto all’Amministrazione un prospetto dei bilanci degli ultimi anni. Dal 2014 i ricavi da vendita sono diminuiti da 13,6 a 12,9 milioni e il valore della produzione - frutto dei 9,2 milioni per la gestione del Sitec, il Sistema Informatico e Telematico Comunale, e dei 3,7 per la gestione informatica di multe, tributi e pass per le zone blu - è sceso di anno in anno, passando da 14 milioni tondi a 12,5, per poi risalire, secondo le stime per il 2017, all’attuale valore di 12,9.

Di conto, dal 2014 sono aumentati i costi: il consumo di materie prime quest’anno lieviterà a 637mila euro contro i 542mila del 2014, ma a pesare sono i rinnovi delle licenze per i software e i sistemi di pagamento elettronico ma anche i costi legati ai nuovi compiti affidati da Palazzo delle Aquile, come la notifica delle contravvenzioni o gli accertamenti tributari.

L’utile di esercizio, infine, dal 2014, quando segnava 1,3 milioni, è precipitato a 105mila euro. Costante la spesa per il personale (intorno ai 6,2-6,4 milioni, quindi quasi metà del budget complessivo, ma l’azienda ha comunque chiesto di assumere dieci tecnici informatici, ipotesi su cui il Comune ha frenato), in netto calo quella per la sede e gli organi sociali.

Nel piano industriale sono previsti investimenti per 6,2 milioni (oltre un terzo lo finanzia il Pon Metro) tra cui 850mila euro per rinforzare i servizi di rete e le infrastrutture telematiche, 650mila per sostituire gli strumenti tecnologici più vecchi in uso al Comune, 1,4 milioni per l’adeguamento della sede.

Che nell’azienda di via Piraino non siano tutte rose e fiori lo conferma lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi da Fiom Cgil e Fim Cisl: “Da oltre 10 anni, con il pretesto di vincoli normativi come la spending review, in Sispi si è registrato un blocco totale sulle progressioni di carriera del personale. Il Piano triennale operativo della Sispi, approvato dalla giunta nei giorni scorsi, prevede nuove assunzioni di personale per circa 10 unità che graverebbero ulteriormente sul bilancio Sispi. Tutto questo nel quadro di una storia aziendale che ha visto negli ultimi 10 anni la costante chiusura dei bilanci della Sispi con attivi per milioni di euro e, nel contempo, il cospicuo recupero di risorse finanziarie per il Comune di Palermo attraverso la lotta all’evasione dei tributi locali, la gestione delle multe del codice della strada, Ztl e tanti altri servizi telematici erogati dal Comune ai cittadini grazie al lavoro e alle competenze del personale Sispi. Il sindacato considera legittime le aspettative di crescita dei lavoratori che sono inquadrati con contratto nazionale dei metalmeccanici e ritiene che non possono essere sospese illimitatamente nel tempo, specialmente in un settore tecnologico come quello in cui esercita l’azienda”.

Le Rsu hanno chiesto “un tavolo di confronto urgente con il sindaco e l’amministrazione” e hanno proclamato “lo stato di agitazione con decorrenza immediata e il blocco delle attività lavorative in regime di straordinario”.

Articolo pubblicato il 08 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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