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Aria, ecco il Piano per evitare le sanzioni Ue
di Rosario Battiato

Alla fine di febbraio l’apprezzamento espresso dalla Giunta regionale. È lo strumento di intervento per il prossimo decennio. Due le procedure che gravano anche sulla Sicilia per lo sforamento dei valori limite di Pm10 e N02

Tags: Ambiente, Inquinamento, Aria, Pm10



PALERMO – Una storia lunga e complicata che è giunta a un passaggio fondamentale. Lo scorso 23 febbraio la giunta Regionale ha deliberato l’apprezzamento del “Piano regionale di tutela della qualità dell’aria” di attuazione della direttiva 2008/50/CE, il documento necessario per superare le due procedure di infrazione dell’Ue e per migliorare la qualità dell’aria sulla base del trend registrato nel periodo 2012-2015.

A sottolineare la particolare rilevanza dell’atto ci ha pensato l’assessore Maurizio Croce. Nella nota del 17 febbraio ha voluto ricordare tutti i punti del faticoso iter di redazione del piano. “Com’è noto alla giunta regionale, lo scrivente (l’assessore Croce, ndr), preso atto della perdurante inerzia del dipartimento regionale dell’Ambiente, con la nota prot. n. 780/Gab. Del 12/2/2015, ha provveduto alla nomina di commissario ad acta”. Una nomina ricaduta su Francesco Licata di Baucina, direttore dell’Arpa, che è stato riconfermato il 23 febbraio dell’anno successivo e quindi al 31 dicembre dello stesso anno e poi al 30 gennaio del 2017. Il percorso dell’elaborazione del piano si è chiuso lo scorso 8 febbraio quando il commissario ad acta ha portato a termine l’incarico conferito, in conformità al d.gls 13 agosto 2010 n.155 di attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa. L’elaborazione del piano è stata conclusa.

Proprio la non conforme applicazione della direttiva ha provocato le due procedure d’infrazione che riguardano direttamente la Sicilia: 2014/2017 – cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambente – Superamento dei valori limite di Pm10 in Italia; 2015/2043 – applicazione della direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria ambiente e in particolare obbligo di rispettare i livelli di biossido di azoto (NO2).

“Poiché il Piano persegue l’obiettivo di predisporre il quadro conoscitivo e di intervento che riguarderà le politiche per la qualità dell’aria dei prossimi anni, – si legge nella nota – con la sua adozione ed approvazione sarà possibile per la Regione siciliana superare le censure mosse dall’Ue”.

Il piano, infatti, costituisce “l’ineludibile strumento di pianificazione e coordinamento delle strategie di intervento volte a garantire il mantenimento della qualità dell’aria in Sicilia, laddove è buona, e il suo miglioramento, nei casi in cui siano stati individuati elementi di criticità”. In tal senso questo prezioso strumento individua le azioni più idonee per adeguare la qualità dell’aria del territorio regionale ai limiti previsti nel d.lgs 155/2010. La proposta contiene, infatti, un piano di intervento in relazione alle politiche per la qualità dell’aria dei prossimi dieci anni.

Il piano è composto da sei capitoli: quadro conoscitivo, valutazione della qualità dell’aria, effetti sulla salute, fase propositiva: analisi degli scenari, sintesi delle misure di piano e monitoraggio del piano. Inoltre esistono altri 13 allegati che comprendono i focus relativi ai tre centri metropolitani (Palermo, Catania e Messina) e la parte relativa alle aree industriali.

Il documento, assieme all’Inventario delle Emissioni ed ai Focus sugli agglomerati di Palermo e Catania e sulla zona Aree industriali, è lo strumento base che “dovrà essere sottoposto alla procedura di Vas (valutazione ambientale strategica, ndr), – leggiamo nella prefazione del commissario ad acta – come previsto al comma 12 dell’art. 9 del D.Lgs. 155/2010 e ss.mm.ii., che costituisce parte integrante del procedimento di approvazione, ai sensi del comma 5 dell’art. 11 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii., e quindi adottato dalla giunta di governo, affinché possa diventare il Piano di intervento delle politiche per la qualità dell’aria dei prossimi dieci anni”.

L’elaborazione del piano non conclude il processo di monitoraggio e controllo della qualità dell’aria isolana. Francesco Licata di Baucina lo considera “un passaggio fondamentale ma non conclusivo” che “necessita inoltre di uno sguardo attento e continuo, sia a quanto prescritto dalla normativa di settore, che richiede un periodico aggiornamento dei dati dell’inventario delle emissioni, sia per garantire una gestione univoca e qualificata della rete di monitoraggio della qualità dell’aria, oggi in fase di realizzazione”. Un’azione da integrare con altri strumenti di pianificazione del territorio, prestando sempre attenzione all’applicazione di tutte le azioni proposte nel Piano che dovranno essere sostenute da una “decisa e continua volontà politica”.

Articolo pubblicato il 08 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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