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Palermo - Stadio, centro sportivo e museo, Paul Baccaglini sogna in grande
di Gaspare Ingargiola

Il neo presidente del Palermo calcio ha presentato il suo programma alla stampa e al sindaco Orlando. L’ex-Iena punta tutto sul nuovo impianto (a giugno il progetto), ma non parla di cifre

Tags: Paul Baccaglini, Palermo, Stadio



PALERMO - Stadio, centro sportivo, museo, negozi e ristoranti. C’è tutto questo nell’impegno economico che il nuovo presidente del Palermo calcio, Paul Baccaglini, intende riversare sul club. Ieri mattina il co-fondatore di Integritas Capital, la società in trattative per l’acquisizione dell’intero gruppo Zamparini, ha incontrato per la prima volta, prima in privato e poi davanti alla stampa, il sindaco Leoluca Orlando. Il giorno precedente, mercoledì, c’era già stato un primo assaggio istituzionale all’Ars con il presidente Giovanni Ardizzone e il suo vice Giuseppe Lupo. Dopo i dubbi sollevati dai mass media sulla solidità della sua società, insomma, l’ex Iena come prima mossa ha cercato la sponda delle istituzioni per conferire credibilità al suo progetto agli occhi dei tifosi.

E non può mancare la bacchettata alla stampa: “Spero che finalmente voi giornalisti possiate farvene una ragione, come se l’è fatta Maurizio Zamparini, che è quello che doveva farlo in primis, e come se la sono fatta le istituzioni - ha detto -. Il convincimento della solidità del gruppo non è affare dei giornalisti”, perché, ha aggiunto, “le istituzioni hanno accettato la solidità di questo progetto. Capisco che nei primi giorni c’era la necessità di raccontare delle cose che avete letto come incongruenti, ma ora vorrei cominciare a parlare d’altro, a partire dalla partita di domenica”. Dopo aver messo i puntini sulle ‘i’ per quanto riguarda l’Integritas, e dopo aver sottolineato che “i nostri clienti e i nostri investitori hanno piena fiducia in noi”, largo ai progetti sul futuro.

A partire, appunto, dal progetto per il nuovo stadio, che sarà presentato “entro la fine di questa stagione, entro giugno”. Anche qui, però, Baccaglini non ha voluto fare cifre: “Non butto soldi sul tavolo, non voglio creare aspettative. Daremo agli organi competenti le assicurazioni finanziarie del caso, ma questo non significa creare un pentolone in cui riversiamo centinaia di milioni ma creare un progetto sostenibile con garanzie economiche stabili. Daremo dimostrazione alle autorità competenti che questi soldi ci sono”. Il neo presidente rosanero non intende buttar via il vecchio progetto “altrimenti dovremo ricominciare da capo, ci sono comunque delle idee valide”; ma saranno ovviamente apportate le modifiche necessarie a quegli aspetti che hanno fatto naufragare i sogni dell’ex presidente Maurizio Zamparini, a partire dalla compensazione edilizia: “Nel vecchio progetto del 2011 si prevedeva la compensazione edilizia - ha spiegato Orlando -, cioè l’edificazione fuori dallo stadio di edifici che servivano a compensarne il costo. Dopo la presentazione di questo progetto la legge è cambiata: in quello nuovo lo stadio dovrà essere auto-sostenibile dal punto di vista economico perché non potrà contare sulla compensazione edilizia. Quando presenteranno un progetto conforme e idoneo alla legge e che abbia una sua sostenibilità finanziaria, l’Amministrazione osserverà la proposta con attenzione, se sarà conforme alla normativa”. Nessun problema per l’italo-americano: non ci sarà un nuovo caso Roma-Raggi. “Se in passato il progetto è stato respinto – ha detto - non è stato per mancanza di volontà da parte dell’Amministrazione ma perché bisogna seguire le normative. Se presentiamo un progetto a norma, e noi lo vogliamo fare, le istituzioni saranno ben liete di accoglierlo. Faremo un progetto di livello internazionale. Possiamo portare a Palermo l’attenzione del mondo”.

A prescindere da chi sarà il prossimo sindaco: “Chiunque sia, sono sicuro che avrà come interesse primario la promozione e il benessere della città e non potrà non vedere in questo progetto un grande valore”. Il nuovo impianto sarà futuristico, come lo Juventus Stadium: “Riteniamo che la parte delle infrastrutture interne non sia stata sviluppata adeguatamente. Faremo negozi, ristoranti, un museo e uno spazio eventi. Il ritorno economico sarà importante”. Quanto alla location, l’area preferita resta il Velodromo (“è una zona fantastica, a pelle non vedo controindicazioni”) ma “stiamo studiando anche altre ipotesi e presenteremo alternative per evitare che, se il Velodromo non dovesse andar bene, si debba ripartire da zero”. Quanto alla capienza, “analizzeremo le statistiche del bacino di utenza. Uno stadio è bello se è pieno, pensate al ‘San Paolo’. Già questo diventa un elemento di attrazione mondiale”. Le buone premesse ci sono. Non resta che aspettare il closing del 30 aprile.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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