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Palermo - La corsa a sindaco entra nel vivo
di Gaspare Ingargiola

Primi sostegni per Fabrizio Ferrandelli, che ha già iniziato a corteggiare possibili assessori. Un Pd diviso punta su Leoluca Orlando per “stoppare grillini e centrodestra”

Tags: Palermo, Elezioni, Leoluca Orlando, Fabrizio Ferrandelli, Ugo Forello



PALERMO - In un mondo politico ormai tripolare - con il terzo incomodo rappresentato dal Movimento 5 Stelle, presente a Palermo con Ugo Forello - i due schieramenti un tempo etichettati come centrodestra e centrosinistra sono ormai pressoché delineati nella corsa delle Amministrative 2017.

Il primo appoggerà il leader de “I Coraggiosi” Fabrizio Ferrandelli; mentre un Pd spaccato si avvia a sostenere senza simbolo la ricandidatura del sindaco uscente Leoluca Orlando. Certo, scorrendo i nomi delle liste dei candidati in Consiglio comunale sorgono dubbi sulle etichette di “centrodestra” e “centrosinistra”, visto che le adesioni sono trasversali e i confini tra un fronte e l’altro non più netti come in passato.

In questo quadro, i due principali competitor - Forello a parte - vanno avanti per la loro strada apartitica e continuano a incastrare i pezzi dei rispettivi puzzle. Orlando ha già raddoppiato: dopo “Mosaico Palermo”, “Palermo 2022” e il confermato “Movimento 139”, ecco gli alleati più prettamente politici, pur se “ripuliti” da simboli, come vuole la strategia scelta dal Professore con “Uniti per Palermo”, “Alleanza per Palermo” e “Sinistra comune”. “Uniti per Palermo” è la lista che fa riferimento a “Sicilia Futura”, il partito capeggiato da Totò Cardinale che esprime i deputati regionali palermitani Edy Tamajo (eletto con Grande Sud) e Salvatore Lo Giudice (ex sodale di Nello Musumeci). Nella lista ci saranno anche Sandro Leonardi (in Consiglio transitato da Idv, Mov 139, “Leva democratica” e Pd prima di lasciare i dem) e Nicolò Galvano, altro “orlandiano di ritorno” ora nel gruppo misto. “Alleanza per Palermo” è guidata da Totò Lentini, altro deputato regionale, ex Sicilia democratica, ex Sicilia Futura, ex Udc, ora nel gruppo misto. Nella lista compaiono diversi consiglieri di Circoscrizione e il presidente della II Antonio Tomaselli. Infine, “Sinistra Comune”: nella compagine che ha unito la gauche palermitana (tra il deputato nazionale di Sinistra italiana Erasmo Palazzotto, Rifondazione comunista, i verdi, associazioni e movimenti civici) ci sono anche gli assessori Giusto Catania (Mobilità) e Barbara Evola (Scuola), Francesco Mazzola (che lascerà il Mov 139) e Delfina Nunes, presidente della Consulta delle Culture.

Ferrandelli non è rimasto a guardare. Ha corteggiato come possibili assessori il Garante siciliano dei detenuti Giovanni Fiandaca e Rosi Pennino, ex moglie del sottosegretario dem Davide Faraone, che, pur dicendosi “lusingata”, ha preso tempo e rimandato la risposta; ha respinto la candidatura a Sala delle Lapidi dell’attore Francesco Benigno, invischiato in alcune polemiche sui social cui ha reagito “in maniera scomposta” (per usare le parole di Ferrandelli); ha presentato anche lui le prime tre liste, “Coraggiosi Palermo”, “Palermo prima di tutto” e “Per Palermo con Fabrizio”.

Zero simboli e zero riferimenti ai partiti, con le prime due liste più prettamente civiche: “Coraggiosi Palermo” viene fuori dal movimento fondato dopo le dimissioni dall’Ars, “Palermo Prima di tutto” dal percorso di partecipazione nei quartieri e nelle borgate con l’iniziativa “Palermocrazia”. Più “politica” è, invece, “Per Palermo con Fabrizio”. L’ex Pd ha poi stretto alleanza con Marianna Caronia, leader del movimento “Amo Palermo”, ex deputata regionale, assessore provinciale e vice sindaco con Diego Cammarata, con un passato nel Pid-Cantiere popolare. Caronia si ritroverà alleata proprio di quel Saverio Romano con cui aveva strappato qualche anno fa e che da subito ha deciso di puntare su Ferrandelli, insieme a Forza Italia e in divergenza con le altre forze di centrodestra, in primis la Lega-Noi con Salvini. Al fianco di Ferrandelli anche i socialisti, come ufficializzato dall’esponente siciliano Turi Lombardo.

Intanto il Pd è rimasto nel guado: e se Ferrandelli si è chiesto come il partito “possa rimangiarsi anni di attacchi a Orlando”, il segretario provinciale Carmelo Miceli ha rotto l’impasse, evidenziando la necessità di “sciogliere le riserve” creando con Orlando “una grande coalizione moderata e riformista, in grado di stoppare l’avanzata dei grillini o la restaurazione del centrodestra”. Poi ha replicato a Ferrandelli: “Leggo che non capisce la nostra scelta. E io come faccio a spiegarla a uno che nella sua storia ha rinnegato tutto e tutti, cambiato partiti manco fossero calzini?”. L’assessore regionale Antonello Cracolici e i membri della segreteria regionale Antonio Rubino e Antonino Ferrante, però, restano contrari alla soluzione Orlando. Nei prossimi giorni il sindaco uscente potrebbe iniziare un tour fra i circoli Pd per confrontarsi con la base e ricucire lo strappo mai sanato dalle primarie del 2012. Intanto, però, è iniziata la diaspora degli insoddisfatti: hanno detto addio la deputata regionale Mariella Maggio, passata col Dp di Roberto Speranza, Caterina Altamore, componente esecutivo regionale, e Ninni Terminelli, già segretario provinciale del Pd.

Articolo pubblicato il 11 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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