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Quotidiano di Sicilia

Riscossione Sicilia, solo liti ma niente soluzioni
di Raffaella Pessina

I sindacati: “La partecipata è diventata uno strumento di lotta tra politici”. Nessuno progetta come recuperare i 52 mld non riscossi

Tags: Antonio Fiumefreddo, Ars, Riscossione Sicilia



PALERMO - Si trascinano da troppo tempo le polemiche legate alla vicenda della partecipata regionale Riscossione Sicilia, che dovrebbe riscuotere i tributi nella nostra regione al posto di Equitalia, che lo fa invece nel resto d’Italia. Il termine “dovrebbe” è d’obbligo perché le polemiche sono nate proprio attorno al fatto che vi sono miliardi di debiti non riscossi, quindi o Riscossione non ha fatto bene il suo lavoro nei tempi passati o non è stata messa nelle condizioni di poterlo fare. Ma c’è chi oggi sospetta che tutte queste polemiche non siano legate al malfunzionamento della società e che abbiano un fine politico.

In una nota unitaria i sindacati Ugl Credito, Fisac Cgil, Snalec Sinfub e Unisin hanno manifestato il loro pensiero: “Ancora una volta le vicende legate alla riscossione delle imposte in Sicilia diventano argomento di discussioni violente e controverse. Preferiamo non entrare nel merito delle singole questioni, pur rimarcando, come già detto in passato, che si è trasformata Riscossione Sicilia in strumento di lotta politica invece che pensare a come farla uscire dalle secche delle continue perdite che hanno provocato enormi danni ai siciliani, dato che quei costi ricadono su tutti i nostri cittadini. Riconfermiamo - hanno aggiunto - che il disastro operativo provocato dagli ultimi due anni di gestione è senza precedenti nella nostra storia, e che, soltanto grazie all’impegno costante dei dipendenti si è rimediato alla netta incapacità dei vertici aziendali. Ed è altrettanto noto che chi ha osato mettere in discussione l’operato dell’attuale vertice ha subito trasferimenti, procedimenti disciplinari, insulti”.

I sindacati hanno toccato il nervo scoperto della questione: “Quello che pare altrettanto chiaro - sostengono - è che qualcuno scientificamente sta cercando di sviare l’attenzione rispetto al vero problema della questione: se è opportuno e conveniente mantenere una società regionale per riscuotere le imposte, con le conseguenti ed inevitabili perdite milionarie a carico dei cittadini siciliani, oppure uniformare la gestione su tutto il territorio nazionale affidando il servizio a chi in questi anni ha investito in risorse e tecnologia e possiede il know-how necessario. Le lavoratrici e i lavoratori di Riscossione Sicilia hanno le idee chiare ed avanzano una sola richiesta: che l’Assemblea regionale siciliana e il governo decidano, già nella prossima discussione della Finanziaria 2017, di far confluire le funzioni ed il personale della società nel costituendo Ente nazionale, sotto il controllo dell’Agenzia delle Entrate, unificando il servizio di riscossione su tutto il territorio italiano”.

Intanto nel gioco delle parti ci si dimentica che i cittadini, pur avendo saputo che vi sono miliardi di debiti non riscossi, non sanno come la partecipata intenda recuperarli e soprattutto perché chiede continue ricapitalizzazioni. In alto mare la Finanziaria e il Bilancio di previsione 2017 all’Ars. La prossima seduta è prevista per il 28 marzo e in quella data probabilmente si approverà il quarto mese di esercizio provvisorio. Tuona il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone contestando la condotta del governo regionale che mercoledì scorso non ha preso parte ai lavori in commissione bilancio. “Non ammetterò che il governo presenti 200 emendamenti dove c’è tutto e il contrario di tutto. Se avessimo dato retta al governo avremmo approvato una Finanziaria secca, dove mancavano alcune cose come i soldi per i disabili. Quest’Aula ha il dovere di esaminare con attenzione gli articoli, perché questa sarà l’ultima finanziaria da consegnare alla prossima legislatura - prosegue Ardizzone - Lo ribadisco, staremo in aula ad esaminare articolo per articolo i testi di Bilancio e Finanziaria alla luce del sole”.

Sempre martedì 28  alle 12 si terrà la conferenza dei capigruppo, dove con ogni probabilità verrà formalizzata la richiesta di un altro mese di esercizio provvisorio. Infine Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia critica l’atteggiamento del Governo regionale.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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