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Un turista più etico, le prospettive per la Sicilia
di Maria Francesca Fisichella

Il 2017 è stato dichiarato dall’Onu anno internazionale del turismo sostenibile, ispirato al rispetto dell’ambiente. Andaloro (delegato regionale Wwf): “Mettere appunto strategie del turismo nel rispetto della fragilità ambientale, delle peculiarità culturali e naturalistiche

Tags: Turismo, Federturismo, Onu, Wwf Sicilia, Marco Andaloro, Turismo Sostenibile



CATANIA - Secondo i dati di Federturismo la scorsa estate più di 20 milioni di italiani (complice l’instabilità della situazione internazionale) sono rimasti in patria, e di questi sei su 10 hanno scelto località balneari, in particolare pugliesi, siciliane, sarde e romagnole, seguite da località montane e città d’arte. Mentre il presidente di Federturismo Confindustria, Gianfranco Battisti, dichiarava che i dati sull'occupazione nel Mezzogiorno diffusi dal Centro studi SRM di IntesaSanPaolo e da Confindustria parlavano di una ripresa al Sud trainata fortemente dal turismo e dalla cultura”.

Puntando a questi dati incoraggianti si guarda al 2017, individuato dall’Onu come anno internazionale del turismo sostenibile. Perché sostenibile? Perché ispirato dal rispetto verso l’ambiente e le persone dei luoghi in cui ci si trova a vestire i panni del viaggiatore.
Come spiega Franco Andaloro, delegato regionale Wwf Sicilia, per turismo sostenibile si intende “la messa a punto di una strategia del turismo che consideri la fragilità ambientale, le peculiarità culturali, naturalistiche, gastronomiche ed etnoantropologiche dei luoghi, che veda il coinvolgimento delle comunità locali garantendone il benessere e che possa convivere con la natura, non escludendo -se necessario - l’introduzione dei numeri chiusi nelle aree più sensibili.”

Il turismo sostenibile, dal canto suo, per poter sussistere deve contare su un turista responsabile, che - spiega il delegato regionale Wwf - è quello “che assume comportamenti attenti all’ambiente e alle specie che vi vivono, che ha cura e rispetto delle comunità residenti e della loro cultura, e che fa scelte informate sentendosi ospite di un luogo”.

Ma quali prospettive può avere il turismo sostenibile di fronte al “mordi e fuggi”? “Il turismo take-away c’è ed è in costante crescita” - spiega Franco Andaloro. Ne è complice la crisi economica che porta a vacanze sempre più brevi. Certo è che “il ruolo dei turisti può essere addirittura attivo nell’affermazione di un turismo sostenibile”, continua Andaloro. Come? “Rifiutando quanto può essere loro proposto di poco compatibile con la natura, se non addirittura proibito. è per questo che Wwf sta lanciando in Sicilia una campagna di sensibilizzazione dei turisti e dei cittadini sulle specie ittiche illegali, affinché non si mangino, pensandole leccornie, specie protette o vietate come il bianchetto, il pescespada sottotaglia o i ricci di mare e le aragoste nei periodi un cui ne è vietata la cattura”.

Ed ancora, continua Andaloro, “È importante non trascurare la formazione dei giovani, che è indubbiamente la migliore scommessa che possiamo fare per il futuro”. Per questo, aggiunge “siamo spesso presenti nelle scuole con la formazione ambientale.”

Ed ancora, la destagionalizzazione e la corretta informazione sull’offerta turistica al viaggiatore, se messe in pratica, chiudono virtuosamente il cerchio. Però, fa notare Andaloro, “capita spesso in inverno di non riuscire a prendere nemmeno un caffè in una località che invece è affollatissima d’estate”. Per questo, continua Andaloro, “è necessaria una maggiora partecipazione sia degli operatori siciliani che offrono vacanze ecologiche, sia delle aree protette siciliane nelle fiere del turismo internazionale”.

In questo scenario associazioni come l’Aitr (Associazione italiana turismo responsabile) a cui aderiscono piccoli tour operator specializzati nell’offerta di turismo responsabile, organizzazioni non governative e associazioni senza scopo di lucro, si pone come suo obiettivo di contribuire a diffondere le idee del turismo responsabile. Sul suo sito web si trova la “mappa del turismo responsabile per l’Italia”. Per il territorio siciliano nella categoria “oasi naturalistiche” figurano le quattro riserve regionali orientate gestite dal Wwf, ossia: Capo Rama, Torre Salsa, Gorghi Tondi e Saline di Trapani.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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