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Quotidiano di Sicilia

Accordo sui lavoratori della Formazione, l'ultima farsa
di Michele Giuliano

Polemiche sull’intesa tra Regione e sindacati: l’assunzione obbligatoria dall’albo “solo propaganda”. Arriva decisa la denuncia dell’Uslal: oggi all’albo può iscriversi chiunque

Tags: Formazione, Lavoro



PALERMO - Mentre continua a prolungarsi l’attesa per le sorti degli enti di formazione professionale rimasti fuori dall’Avviso 8 e, soprattutto, per i lavoratori rimasti a casa, continuano le polemiche sugli atti dell’Amministrazione Regionale. Non da ultimo, il sindacato Uslal, nelle parole del suo segretario regionale Antonio Spallino, denuncia l’ultima mossa “propagandistica” che dovrebbe tenere a bada centinaia di persone che, dopo anni di lavoro nel settore, si ritrovano con un pugno di mosche in mano e nessuna prospettiva per il futuro.

Spallino si riferisce in particolare all’accordo siglato tra i sindacati confederati e gli enti formativi, con l’approvazione dell’assessore regionale al ramo, che dovrebbe tutelare il personale iscritto all’albo. Questo documento sancisce un impegno di tutti i soggetti a far si che tramite l’Avviso 8 possa essere regolamentato l’assorbimento dei lavoratori dell’albo, limitando le assunzioni esterne ai casi in cui non si trovino le professionalità. Spallino definisce tale accordo “una sceneggiata”: “L’inghippo è il seguente – si legge nel comunicato -.  Gli Enti debbono assumere il personale disoccupato iscritto all’albo. Ma nell’albo risultano iscritti, in alcuni casi, soggetti che nulla hanno a che spartire con la Formazione professionale. Insomma, i ‘capi’ degli enti possono dire ai propri ‘amici’ che debbono assumere, magari segnalati da politici, visto che siamo a ridosso di tre campagne elettorali: elezioni comunali a giugno, elezioni regionali a novembre ed elezioni politiche nazionali nel marzo del prossimo anno”. Anche perché, allo stato attuale, grazie ad alcune sentenze del Tar chiunque può iscriversi all’Albo e quindi ricevere regolare assunzione senza aver mai svolto prima un solo giorno di lavoro presso un ente accreditato. Nulla di risolutivo, quindi, per i lavoratori, anzi, una ennesima presa in giro delle speranze riposte nelle istituzioni e nei sindacati. Che va a sommarsi alle precedenti, in questa atmosfera di tranquillità e serenità che il presidente della Regione Rosario Crocetta continua a professare. Nessun cambiamento, si legge ancora nel comunicato, neanche nella spesa effettiva per il settore, a dispetto del millantato risparmio: “Oggi – prosegue Spallino – rispetto agli anni passati, per il sistema formativo (Oif, Interventi formativi e sportelli multifunzionali) si spende tanto quanto si spendeva in passato. Con una grande e significativa differenza. Ai giovani siciliani, circa 40 mila ogni anno, veniva garantito il servizio e tutti gli operatori, circa 5 mila, lavoravano”. Unica differenza, la spesa non grava più sulla Regione bensì sul Fondo Sociale Europeo. E anche tutta la campagna sulla moralizzazione del settore ha portato ad un nulla di fatto, se non dove è intervenuta la magistratura.
 
Il comunicato si rivolge quindi direttamente al presidente della Regione, Rosario Crocetta: “Presidente – prosegue il sindacalista – lei sa sicuramente molto meglio di noi che in altri settori sono successe cose ancor più gravi rispetto a quelle che sono avvenute nel sistema formativo. Sanità, forestazione, disabili, precariato, pascoli, solo per citarne alcuni. Non ci risulta che nel prendere gli opportuni provvedimenti lei, Presidente, abbia di fatto licenziato padri di famiglia”. Un cambio di prospettiva quindi, che eviti la “macelleria sociale”, termine tanto in voga in campagna elettorale, e riporti ordine in un settore ormai allo sfacelo, in cui le cosiddette “soluzioni” non hanno fatto altro che portare a fondo una nave già destinata al naufragio.

Articolo pubblicato il 18 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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