Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Digitalizzazione dell'economia, nuovo contesto per le imprese
di Redazione in collaborazione con Simtel

Occorre creare differenziali a proprio vantaggio



La maggior parte delle imprese deve guardarsi dai rischi della digital disruption e al contempo cercare di sfruttare la digital transformation per creare differenziali a proprio vantaggio.

Le grandi case automobilistiche si trovano ad esempio ad affrontare minacce di disruption della natura più diversa.
Basti pensare all’entrata di competitori quali Google o Apple, con le selfdriving car; alla crescita delle auto elettriche, con la proliferazione di “nuove Tesla”; all’erosione delle vendite, per il successo del car sharing; alla compressione della profittabilità, per la quantità crescentedi componenti digitali che devono inserire nelle auto. Ma stanno tutte sfruttando le connessioni Internet per creare rapporti più diretti con chi possiede le loro auto e ridimensionare il potere dei concessionari. E quelle che si trasformano più celermente riescono ad aumentare le loro quote di mercato a spese di quelle più lente.

Il nuovo contesto per le imprese è la digitalizzazione dell’economia. Una tendenza che ha avuto un vero e proprio salto di qualità negli ultimi anni con l’accesso a Internet in mobilità e la crescita del numero di persone interconnesse, e che è destinata ad accelerare sulla spinta di Big Data, Cloud, Internet of Things, Addittive Manufacturing, e altro ancora.
La trasformazione richiesta non è solo tecnologica. Deve riguardare la visione e l’intera sfera organizzativa perché il digitale, come la corrente elettrica, circola e alimenta tutte le funzioni aziendali.

Il cambiamento non è un problema della sola funzione IT, ma una priorità per i vertici aziendali (a partire dal CEO e dai C-level), e richiede l’inserimento di competenze del tutto nuove, difficili da reperire e che impongono nuovi percorsi formativi. I cambiamenti si estendono dalle relazioni di filiera (azienda-clienti, azienda-fornitori, azienda- stakeholder esterni) sino a quelle fra azienda e dipendenti (smart working): con una maggiore autonomia delle persone nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

(continua)
Orazio Messina

Articolo pubblicato il 24 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus