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Raccolta Raee, sprint per la Sicilia ma l'obiettivo Ue è ancora lontano
di Rosario Battiato

Nel 2016 lo smaltimento di prodotti elettrici ed elettronici è cresciuto del 21,5%, più della media italiana. L’Isola all’ottavo posto nazionale con 13.705 tonnellate (il 5% del totale)

Tags: Raee, Raccolta Differenziata, Sicilia, Rifiuti



PALERMO – Arrivano buone notizie dalla raccolta Raee nel Mezzogiorno con le ottime prestazioni registrate anche dalla Sicilia che ha piazzato una crescita complessiva, tra il 2015 e il 2016, pari al 21,5%, un dato addirittura migliore della tendenza nazionale (13,6%). Resta ancora da colmare un gap comunque sostanzioso, dal momento che la porzione isolana sul totale italiano resta inferiore al 5%.

Gli ultimi dati, diffusi in anteprima nei giorni scorsi da Il Sole 24 Ore, sono stati presentati ieri dal Centro di coordinamento Raee che ha curato il IX rapporto dedicato al settore. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sono ciò che rimane di apparecchiature che per “un corretto funzionamento hanno avuto bisogno di correnti elettriche o di campi elettromagnetici e che sono state progettate – riportiamo dal sito dell’Arpa Veneto – con una tensione non superiore a 1.000 volt per la corrente alternata e a 1.500 volt per la corrente continua”. I Raee domestici si distinguono in cinque categorie differenti:
- R1 per freddo e clima (frigoriferi, condizionatori, congelatori, etc);
- R2 per i grandi bianchi (lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, cappe, forni, etc...);
- R3 per tv e monitor (televisori e schermi a tubo catodico, lcd o plasma, etc...);
- R4 per i piccoli elettrodomestici (computer e apparecchi informatici, telefonini, apparecchi di illuminazione, pannelli fotovoltaici, etc...);
- R5 per le sorgenti luminose (lampadine a basso consumo, lampade e led, lampade e neon, lampade fluorescenti, etc...).

La Sicilia ha complessivamente raccolto 13.705,4 tonnellate di Raee, poco meno del 5% delle 283 mila tonnellate a livello nazionale, anche se il tasso di crescita regionale è stato di oltre il 20%, uno dei primi sei tra le regioni italiane. Nella classifica in valore assoluta della raccolta, la Sicilia resta comunque un passo indietro rispetto alle migliori che sono la Lombardia (oltre 55 mila tonnellate), l’Emilia-Romagna (28 mila e 600) e il Veneto (circa 25 mila). L’Isola finisce anche alle spalle di Toscana, Piemonte, Lazio e Campania, piazzandosi, in definitiva, all’ottavo posto nazionale e comunque al secondo posto tra le meridionali. Le due categorie che hanno fatto registrare la migliore performance sono state la R1 e la R2, quindi freddo e clima, come frigoriferi e condizionatori, e grandi elettrodomestici.

A determinare la tendenza positiva anche la crescita del numero dei centri di raccolta. Nel 2012 erano soltanto 3.142 (68 in Sicilia con il coinvolgimento del 17,44% dei comuni), ma nel giro di qualche anno il dato è cresciuto fino a toccare quota 4.100. Nel 2015 in Sicilia erano 106 (+12,77% rispetto al 2014).

L’Europa ha sancito un obiettivo di raccolta pari al 45%. Nel 2015, considerando 2,5 milioni di tonnellate immesse nell’ultimo triennio, il tasso nazionale, pari al 37,23%, era inferiore di 7,77 punti percentuali rispetto al target comunitario (dati Cdc aggiornati al maggio 2016). Per i numeri nazionali dello scorso anno bisognerà ancora attendere di avere i risultati degli altri stakeholders, come hanno precisato dal Centro a Il Sole 24 Ore, e comunque la prospettiva più verosimile è che il risultato sia ancora inferiore al tasso di raccolta del 45% indicato dalla direttive Ue.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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