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Palermo - Sotto l’albero, per i palermitani c’è soltanto un cumulo di rifiuti
di Luca Insalaco

L’emergenza è esplosa nuovamente. Le parole del sindaco non convincono i lavoratori dell’Amia. Si chiude una settimana nera, aspettando lo sciopero di lunedì prossimo

Tags: Palermo, Rifiuti, Amia, Diego Cammarata



PALERMO – Cassonetti traboccanti, lunghe distese di sacchetti per le strade, immondizia data alle fiamme e sprigionante diossina. In città lo scenario sembra quello della scorsa estate, quando la bolla dei rifiuti esplose con prepotenza, con i conseguenti rischi dal punto di vista igienico-sanitario.

Il bubbone è sempre quello dell’Amia, con i suoi cronici problemi finanziari e lo spettro del fallimento che incombe. A far precipitare gli eventi, in ultimo, è stata la bocciatura dell’assestamento di bilancio che ha messo in crisi la Giunta del sindaco Diego Cammarata. E la situazione, ora, è destinata a peggiorare con lo sciopero indetto dai sindacati per lunedì prossimo.
A dissuadere le parti sociali non sono bastate le rassicurazioni del prefetto sulla corresponsione di stipendi e tredicesime, né i piani per il risanamento dell’azienda illustrati dal primo cittadino.

“Ho spiegato – ha detto Cammarata - che il contratto di servizio 2010 sarà rinnovato con il previsto aumento e che ho dato mandato agli uffici di predisporre la relativa delibera. Inoltre ho illustrato il piano di risanamento dell’azienda con la necessaria ripatrimonializzazione, tutte attività che sono in corso di pieno svolgimento e che non hanno avuto battute d’arresto. Inoltre è in corso di emanazione un’ordinanza di Protezione civile nazionale che ci consentirà l’anticipazione ad Amia di corrispettivi relativi al 2010”.

Alla base della protesta, definita “irresponsabile e inaccettabile” dal sindaco, c’è la richiesta di un impegno dell’amministrazione comunale per la ricapitalizzazione prima del 21 dicembre, per evitare la messa in liquidazione dell’ex municipalizzata.

Già, ma dove trovare le risorse? Per Davide Faraone, capogruppo dei democratici a Sala delle Lapidi, “i fondi non vanno ricavati dalle azioni di Amg, ma si possono spalmare suddividendoli su tre anni e desumendoli dal bilancio del Comune. La prossima settimana in Consiglio comunale predisporremo un ordine del giorno che impegni il sindaco a presentare il bilancio previsionale 2010 entro il 20 gennaio e che contestualmente al previsionale 2010 questa somma venga inserita anche nel bilancio previsionale triennale 2010/2012, in modo che il Consiglio possa approvare l’atto deliberativo, funzionale a far sì che si arrivi all’udienza del tribunale fallimentare con le carte in regola per evitare il fallimento”.
 

 
L’opposizione. I tagli per le manovre economiche
 
PALERMO – Tra i banchi dell’opposizione, intanto, consiglieri di Italia dei valori e del gruppo Un’altra storia rinserrano le fila e studiano delle misure per il contenimento delle spese superflue da inserire nella prossima manovra finanziaria. “Tra queste – annuncia Nadia Spallitta, capogruppo dei borselliniani – ci sarà anche il recupero dell’Iva che ogni anno il Comune paga alle società partecipate per un importo di circa 40 milioni di euro, che secondo la legislazione vigente, invece, sembrerebbe non essere dovuta. In particolare, se le società ad intero capitale pubblico (Amia, Amat, Amap ecc…) gestiscono direttamente servizi pubblici essenziali, non solo l’Iva non è dovuta ma se versata se ne può chiedere anche il rimborso. Presenteremo, inoltre, un’interrogazione per capire come mai l’amministrazione proceda con questi costi così rilevanti non avendo nessun obbligo di legge al riguardo”.

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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