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Lorenzin: "La Sicilia ha peggiorato le sue performance sanitarie rispetto al 2014"
di Redazione

Tags: Sanità, Beatrice Lorenzin, Sicilia



PALERMO - In una delle slide di presentazione di #RiparteSicilia, il movimento con il quale il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha iniziato la campagna elettorale per la ricandidatura al vertice regionale, la Sicilia viene posta al settimo posto nella classifica nazionale della Sanità. Il ministero della Salute, invece, proprio ieri, ha individuato nella Sicilia una delle cinque regioni italiane  (insieme con Calabria, Molise, Puglia e Campania) dove ancora non si raggiunge la “soglia minima” delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale, ovvero dei Livelli essenziali di assistenza, “nonostante un miglioramento dei conti negli ultimi anni”.

L’allarme è stato lanciato proprio dal ministro Beatrice Lorenzin: “Il punteggio minimo da raggiungere per essere adempienti rispetto all'attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ha spiegato, “è 160 ma dai primi risultati del 2015, anche se non ufficiali, sono ancora sotto soglia la Calabria (147 punti), il Molise (156 punti), la Puglia (155 punti), la Sicilia (153 punti) e la Campania con 99 punti”. Il dato della Campania poi, ha sottolineato, “è davvero preoccupante perché, rispetto al 2014, dove la regione raggiungeva un punteggio di 139, nell'ultimo anno si è notato un calo di ben 40 punti”. Ad aver peggiorato le performance rispetto al 2014, ha precisato, “sono però anche Puglia, Molise e Sicilia”.

“Una situazione assurda sulla quale devono intervenire le Corti dei Conti regionali”, commenta il Codacons, che annuncia un esposto alla magistratura contabile. “è la prova incontrovertibile che in Italia, sul fronte della sanità, ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B - attacca il presidente Carlo Rienzi - gli abitanti residenti in Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Campania, pagano le tasse al pari degli altri utenti, ma sul fronte sanitario ricevono un servizio sensibilmente inferiore sua qualitativamente che quantitativamente. Una disparità di trattamento inaccettabile per la quale gli organi competenti devono avviare le dovute indagini”.

Per questo il Codacons annuncia un esposto alle Corti dei Conti delle regioni Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Campania, affinché aprano una inchiesta per verificare come vengono spesi sul territorio i fondi destinati alla sanità pubblica e sanzionare eventuali sprechi e usi distorti di denaro pubblico.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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