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Sale la febbre elettorale. Totò Cuffaro: "Patto Pd-Fi"
di Raffaella Pessina

Conclusi i voti nei circoli del Partito democratico: Renzi al 72,35%. “Insieme a Matteo possiamo creare il Partito della Regione”

Tags: Ars, Elezioni, Totò Cuffaro, Matteo Renzi, Rosario Crocetta



PALERMO - Si sono conclusi i voti nei circoli del Pd che in tutta la Sicilia hanno visto la partecipazione al voto di oltre 24.000 iscritti. Al momento con i dati raccolti dall’organizzazione del partito, le tre mozioni hanno ottenuto: Matteo Renzi 72,35%, Andrea Orlando 22,28%, Michele Emiliano il 5,29%. Ed è cominciata così la febbre elettorale che in Sicilia vedrà al voto molto presto il rinnovo del sindaco del capoluogo e in autunno le elezioni regionali. Carmelo Miceli, segretario provinciale del Partito democratico di Palermo ha fatto sapere che in questi giorni verrà convocata la Convenzione dei delegati eletti nei Circoli della provincia e, a breve, verrà definita la nuova mappa dei gazebo per le primarie del prossimo 30 aprile”.

Giuseppe Berretta, deputato etneo del Pd e coordinatore regionale della mozione Orlando in Sicilia, si mostra soddisfatto: “Nella provincia di Catania abbiamo registrato uno dei risultati migliori d’Italia per Andrea Orlando, votato dal 40% degli iscritti al Partito democratico: un risultato di cui essere orgogliosi”. E ha proseguito: “Ora comincia la vera sfida, quella che ci porterà alle primarie del 30 aprile, aperte a iscritti e simpatizzanti, lavoreremo per coinvolgere tantissimi cittadini in un momento di vera democrazia e partecipazione”.
 
Sulla situazione è intervenuto l’ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro: “Se Renzi vince il congresso, il Partito della Regione, e cioè il progetto siciliano di Partito della Nazione, inizia a diventare progetto realizzabile. Se vince Orlando, invece, si va verso la ricomposizione tra il Pd e ciò che c’è alla sua sinistra”. Cuffaro auspica un partito dal Pd a Fi attraversando l’intero centro. Precisando di “non tornare a fare politica”, Cuffaro ha dichiarato che “il Movimento cinquestelle ha il 37% nei sondaggi. Lo si può fermare solo se si tagliano le ali estreme di sinistra e destra e si converge tutti al centro. La Sicilia è già stata il luogo dove sono stati sperimentati il primo centrosinistra e il primo centrodestra della storia. Perché non può succedere anche col Partito della Nazione?”.

Il partito della Regione “è la condizione necessaria, anche se non ancora sufficiente, per non far vincere al Movimento cinquestelle le elezioni siciliane di ottobre”, avverte Cuffaro. “È ciò che hanno in testa in tanti, compresi molti renziani e berlusconiani. Solo che non possono dirlo. Io posso dirlo”. In risposta il vice presidente del gruppo M5S in Senato, Michela Montevecchi, chiede se “Matteo Renzi non ha nulla da dire in merito alla possibile alleanza tra Pd e Forza Italia in Sicilia paventata dal condannato per favoreggiamento aggravato alla mafia Totò Cuffaro. “Perché - prosegue - non smentisce ufficialmente e non prende le distanze da un uomo condannato in via definitiva per aver favorito Cosa Nostra, per avere rivelato il segreto istruttorio e che è anche interdetto dai pubblici uffici in modo perpetuo?”. E ancora “Evidentemente c’è un filo di verità nelle parole dell’ex Presidente della Sicilia, che pur di contrastare e non far vincere il M5S, lancia l’ipotesi della nascita del Partito della Regione tra Fi e Pd, passando per il centro. Dopo l’alleanza con Alfano, Verdini, adesso anche quella con Cuffaro per Matteo Renzi. Salvo smentite ufficiali, che, però, tardano ad arrivare. La Sicilia ha bisogno di futuro, con il M5S, e non di un ritorno al passato. Sarebbe un incubo per la Regione”. Sulle dichiarazioni di Cuffaro, Saverio Romano, leader di Cantiere popolare in Sicilia, si mantiene su una posizione di mediazione :”Cuffaro ipotizza alleanze, non le propone. Non è soggetto politico. Rispondere ‘no grazie’ alla discussione su queste o quelle alleanze in Sicilia è legittimo ma credo debba prescindere dalle considerazioni di un uomo che ci tiene a marcare il suo spazio di libertà di espressione pur sapendo che ciò non lo impegna ne’ vincola altri”.

Domenica scorsa si è tenuto il primo congresso cittadino del Movimento Sicilia Futura a Gela, città dell’attuale presidente della Regione, Rosario Crocetta. Il leader del movimento, Salvatore Cardinale ha detto che “Ogni aspirazione è giusta tuttavia so che non esistono le condizioni per ricandidare Crocetta. Il nuovo candidato unitario del centrosinistra può venire da un tavolo di confronto dove si assumono decisioni, anche difficili, come si faceva una volta oppure dalle primarie di coalizioni. Chi vince sarà il candidato di tutti”. “Alle regionali - ha detto Cardinale - credo che arriveremo al 10%. Il nostro obiettivo è quello di aggregare l’area riformista, quella cosiddetta moderata che ha creduto nella rivoluzione liberale di Berlusconi, che non ha più punti di riferimento e che può essere avvicinata al centro sinistra. Nel dissenso del Pd prendiamo tutto ciò che andrebbe perso. Stiamo stimolando quest’area che militava all’interno di Forza Italia, Mpa, in movimenti e partiti e li stiamo stimolando affinché ritornino nel centro sinistra”.

Articolo pubblicato il 04 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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