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Bomba in metropolitana, terrore a San Pietroburgo
di Redazione

La Procura russa: “Terrorismo”. Sui social attivisti siriani esultano

Tags: Bomba, San Pietroburgo, Terrorismo, Putin



SAN PIETROBURGO - Una violenta esplosione nella stazione della metropolitana, almeno undici morti e circa cinquanta feriti. è il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, dell’attentato terroristico che ha sconvolto la città di San Pietroburgo, in Russia.

La deflagrazione alla sotterranea di San Pietroburgo è avvenuta tra le stazioni di “Sennaya Ploshad” e “Technologhiceskij institut”. Il presidente russo Vladimir Putin ha preso immediatamente il timone dei soccorsi dal momento che si trovava nella Capitale degli zar per una conferenza sui media russi. Aveva appena finito di parlare di Internet e della necessità di lasciarlo “libero”, pur vietando la circolazione di immagini pornografiche o incitamenti al suicidio, quando proprio sui social sono iniziate a circolare le prime fotografie dalla scena della deflagrazione.

Il comitato anti terrorismo ha evacuato la metropolitana di San Pietroburgo, che è considerata anche una meta turistica per alcune stazioni considerate tra le più belle al mondo. “Voglio esprimere il mio più sincero rammarico ai parenti delle vittime. Ho già parlato con i capi dei servizi. Con il direttore del FSB. I corpi di polizia e servizi speciali sono al lavoro, faranno di tutto al fine di individuare le cause dell'incidente, per dare una valutazione completa di quello che è successo”, ha detto Putin mentre concludeva un incontro con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko.

Nella metropolitana di San Pietroburgo è stata successivamente trovata un’altra bomba, questa volta inesplosa, in un’altra stazione della metropolitana: Ploshchad Vosstania, così come riporta il portale Fontanka sulla sua pagina Facebook. Vladimir Putin ha definito l’attacco terroristico la versione prioritaria per definire l’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo. Ossia “manifestazioni di natura terroristica”, ha detto il presidente russo, che allo stesso tempo, ha sottolineato che, si considerano altre versioni.

Il tragico evento ha scatenato la gioia e l’esultanza sui social media arabi degli attivisti dell’opposizione siriana. “Chiunque sia dietro questa esplosione, tutti dobbiamo gioire perchè la Russia sta bevendo ora dallo stesso calice di veleno che la nostra gente in Siria beve da due anni”, twitta un attivista siriana sul proprio account.

Sulla stessa linea anche Khalid, che cinguetta così: “La Russia ha aggredito gli arabi e chi ci aggredisce deve pagare: questa è la legge della Shariya”.

Un altro internauta invita i russi a ribellarsi al presidente Vladimir Putin: “Dopo queste esplosioni i saggi della Russia devono manifestare contro Putin per fermare i suoi raid aerei in Siria che stanno portando la Russia nell’inferno”.

Articolo pubblicato il 04 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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