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Quotidiano di Sicilia

Sostegno per le aziende vittime dei debitori
di Rosario Battiato

Da lunedì è possibile presentare le domande per la concessione di finanziamenti agevolati attraverso il sito di Invitalia dedicato. I soggetti beneficiari sono le Pmi che risultano essere in una “situazione di potenziale crisi di liquidità” a causa dei mancati pagamenti da parte di imprese debitrici imputate in un procedimento penale

Tags: Invitalia, Imprese, Pmi



PALERMO – Da lunedì scorso, grazie alla misura istituita con l’articolo 1 della legge n.208/2015 (legge di stabilità 2016), è possibile presentare le domande a valere sul Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti. Si tratta della norma che ha attivato il Fondo e che sostiene, attraverso la concessione di finanziamenti agevolati, imprese in una situazione di potenziale crisi di liquidità a causa dei mancati pagamenti da parte di imprese debitrici.

A chi è rivolto
I soggetti beneficiari sono le pmi che risultano essere in una “situazione di potenziale crisi di liquidità” a causa dei mancati pagamenti da parte di imprese debitrici imputate, in un procedimento penale in corso al 1° gennaio 2016, “dei delitti di cui agli artt. 629 (estorsione), 640 (truffa), 641 (insolvenza fraudolenta) del codice penale e di cui all’art. 2621 del codice civile (false comunicazioni sociali)”. Per rientrare nella dicitura “potenziale crisi di liquidità” è sufficiente che le pmi presentino “un rapporto non inferiore al venti per cento tra l’ammontare dei crediti non incassati nei confronti delle imprese debitrici imputate e il totale dei ‘Crediti verso clienti’ di cui alla lettera C) II - 1) dell’articolo 2424 del codice civile”.

L’accesso al Fondo
Per poter accedere al fondo i soggetti beneficiari devono comunque essere regolarmente costituiti  e iscritti nel registro delle imprese e risultare nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, in tal senso non posso risultare in stato di scioglimento o liquidazione e non devono essere sottoposti a procedure concorsuali per insolvenza o ad accordi stragiudiziali o piani asseverati o ad accordi di ristrutturazione dei debiti.

Il finanziamento
Le opportunità della misura consistono in un finanziamento agevolato che, in generale, non può essere superiore a 500 mila euro. In particolare, il finanziamento agevolato non può essere superiore “alla somma dei crediti documentati e non pagati vantati dall’impresa beneficiaria nei confronti delle imprese debitrici alla data di presentazione della domanda, – riportiamo dalla nota del Mise – in ogni caso nei limiti massimali di importo previsti, a seconda del settore di appartenenza dell’impresa beneficiaria, dai Regolamenti ‘de minimis’ n. 1407/2013, n.1408/2013 e n. 717/2014”. La durata del finanziamento non può essere inferiore ai 3 anni e superiore ai 10, considerando un periodo di preammortamento massimo di due anni.

Lo stanziamento del Fondo
Le risorse stanziate sono pari a 30 milioni di euro da distribuire per 10 milioni all’anno per il 2016, 2017 e 2018. Il 10% di queste risorse è destinato esclusivamente alle imprese che sono in possesso del rating di legalità. Quest’ultimo è uno strumento introdotto nel 2012 per le imprese italiane che, tramite l’assegnazione di un riconoscimento misurato in “stellette”, premia le imprese che si sono contraddistinte per l’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale. In altri termini rappresenta un riferimento riconosciuto del grado di rispetto della legalità delle imprese che ne hanno fatto richiesta.

Come partecipare
Le domande di accesso alle agevolazioni si possono presentare dallo scorso lunedì tramite procedura informatica (agevolazionidgiai.invitalia.it, sezione “accoglienza istanze dgiai”) che ne permette la compilazione in via telematica. Sono necessarie una casella Pec attiva e la registrazione nel Registro delle imprese. Il ministero specifica che “alcuni requisiti di accesso alle agevolazioni sono riscontrati nel Registro delle imprese già in fase di compilazione della domanda”. La documentazione necessaria è disponibile anche sul sito del ministero dello Sviluppo economico (sviluppoeconomico.gov.it).

Articolo pubblicato il 05 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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