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Valutazioni ambientali sommarie, l'Arpa evidenzia le criticità siciliane
di Rosario Battiato

L’Ispra ha diffuso il rapporto con le normative regionali in materia di Vas e i rilievi mossi dalle Agenzie. Nel mirino anche l’assenza di indicazioni sulle risorse per i Piani di monitoraggio

Tags: Sicilia, Ambiente, Arpa, Ispra



PALERMO – Nei giorni scorsi l’Ispra ha diffuso un rapporto che contiene il “quadro delle normative regionali in materia di Valutazione ambientale strategica (Vas)” e che definisce “ruoli e attività delle agenzie ambientali regionali e le criticità riscontrate nell’applicazione”. Diversi i punti evidenziati nel capitolo dedicato alla Sicilia.

La Vas è stata introdotta con la direttiva 2001/42/CE e costituisce un tassello determinante nell’attuazione delle “strategie comunitarie per lo sviluppo sostenibile – leggiamo sul sito dell’Ispra – rendendo operativa l’integrazione della dimensione ambientale nei processi decisionali strategici”. A livello nazionale la direttiva è stata recepita con la parte seconda del D.lgs. n.152/06 ed è entrata in vigore il 31 luglio 2007, anche se poi è stata modificata e integrata dal D.Lgs. 16 gennaio 2008 e dal D. Lgs. 29 giugno 2010, n. 128. La Vas si applica a piani e programmi che possono avere un impatto significativo sull’ambiente.

L’iter, che si avvia contestualmente ai piani o ai programmi da valutare,  comprende diversi aspetti: lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità; l’elaborazione del rapporto ambientale; lo svolgimento di consultazioni; la valutazione del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni; la decisione; l’informazione della decisione; il monitoraggio.

I piani o i programmi soggetti a Vas riguardano “la valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente – precisano dall’Ispra – per i settori agricolo, forestale, pesca, energetico, industriale, trasporti, gestione dei rifiuti e delle acque, telecomunicazioni, turismo, pianificazione territoriale o destinazione dei suoli, e che allo stesso tempo definiscono il quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione o comunque la realizzazione di opere o interventi i cui progetti sono sottoposti a Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr)”. Ad esempio, la Vas si applica a tutti piani regionali: energia, trasporti, rifiuti qualità dell’aria, paesaggistico.

In Sicilia, l’ultimo provvedimento in materia è il decreto presidenziale 8 luglio 2014, n.23 che riporta il “regolamento della Valutazione ambientale strategica (Vas) di piani e programmi nel territorio della Regione siciliana”.

Le criticità riscontrate sono state evidenziate dalle agenzie regionali sulla base dell’esperienza maturata.
Nell’Isola, in riferimento all’esecuzione della legge e del regolamento del 2014, “la valutazione ambientale strategica è avviata dall’autorità procedente – scrivono dall’Arpa Sicilia – contestualmente al processo di formazione del piano o programma”. Questo passaggio spesso comporta che il rapporto ambientale e la sintesi non tecnica “vengano compilati in maniera sommaria, generalizzata e priva dei contenuti connessi alle effettive scelte del p/p (piano/programma, ndr), riducendo la procedura Vas a un mero adempimento burocratico che spesso si conclude prima che il p/p sia completato in ogni sua parte”. Inoltre si registra “un basso coinvolgimento del pubblico nella formazione del p/p” e “ristretti termini temporali assegnati ai soggetti competenti in materia ambientale per la consultazione nelle diverse fasi della procedura Vas”.

Nel mirino anche due assenze pensati nella procedura: “una regolamentazione della partecipazione dei soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico dopo l’adozione/approvazione del p/p” e le “indicazioni sui ruoli dell’Autorità competente, dell’Autorità procedente/proponente, dei soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico nel monitoraggio dei piani e programmi”. Un altro aspetto importante si verifica in quanto “i piani risultano privi delle indicazioni relative alla disponibilità delle risorse finanziarie necessarie per l’esecuzione e la gestione del Piano di monitoraggio ambientale”.

Articolo pubblicato il 06 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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