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Riscossione Sicilia-Ars, guerra senza esclusione di colpi
di Raffaella Pessina

Approvato in commissione Bilancio emendamento che pone la società in liquidazione. L’amministratore unico della partecipata: “Brindano i criminali”

Tags: Antonio Fiumefreddo, Ars, Riscossione Sicilia



PALERMO - Ancora una volta al centro delle polemiche la diatriba tra Antonio Fiumefreddo, Amministratore Unico di Riscossione Sicilia, partecipata della Regione e Il Parlamento siciliano. In commissione Bilancio infatti l’altra notte si è decisa la liquidazione della società che si è occupata fino ad oggi di riscuotere appunto i tributi, compito che nel resto d’Italia è affidato ad Equitalia.
 
“L’emendamento con cui si è decisa la liquidazione di Riscossione Sicilia è un atto di prepotenza minacciato, pianificato e violentemente consumato – ha detto  Fiumefreddo - La casta di Palazzo dei Normanni si è compattamente difesa dalla lesa maestà subita in questi mesi con il pignoramento delle indennità dei loro inquilini”. Ed ha aggiunto:  “Brindano i poteri criminali che potranno tornare a dormire sonni tranquilli - attacca Fiumefreddo - brinda le casta degli impresentabili, brindano gli evasori seriali, piange la Sicilia degli onesti. Sono fiero d’aver servito i siciliani a testa alta e senza guardare in faccia nessuno”. Riscossione Sicilia, ente che produceva 18 milioni di euro all’anno di debito, dopo il probabile il via libera dell’Aula, sarà messa in liquidazione e superata. Al suo posto opererà il nuovo soggetto nazionale. Soddisfatto Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia: “Una svolta importante, quella decisa dall’Ars, che porterà maggiore gettito nelle casse pubbliche e un risparmio dei costi di riscossione, che darà minori balzelli ai cittadini siciliani e al tempo stesso un futuro di maggiore sicurezza ai dipendenti”. Si avvia così alla conclusione una vicenda che è durata circa due anni e che aveva preso le mosse dalla mancata ricapitalizzazione nel dicembre del 2015 della partecipata nella finanziaria di fine anno.
 
Sulla vicenda è intervenuto il Presidente della Regione Rosario Crocetta: “Relativamente alla liquidazione di riscossione Sicilia, occorre valutare le conseguenze di un percorso repentino e non concordato con lo Stato. È evidente che per fare un accordo con l’agenzia nazionale, occorre intanto che tale agenzia esista. In atto tutta l’attività di riscossione in Italia viene effettuata da Equitalia, che essendo in liquidazione, non può allargare le proprie competenze. Di fatto, si creerebbe una paralisi in una fase molto delicata che interessa centinaia di migliaia di siciliani che vorrebbero rottamare il proprio debito nei confronti di riscossione Sicilia.
 
L’altro elemento su cui riflettere è il fatto che, a partire dal 2017, attraverso l’accordo con lo Stato, la Regione preleva direttamente le proprie entrate fiscali senza passaggi intermedi nazionali. è evidente, che riportando la riscossione al sistema nazionale, si introduce un passaggio intermedio che priva la Regione di tale diritto. Voglio, infine, sottoporre alla vostra valutazione, la questione del contenzioso, in via di definizione, con Montepaschi, per centinaia di milioni di euro, che verrebbe sottratto alla regione, per diventare tutto di gestione nazionale.

Articolo pubblicato il 07 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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