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Elettricità e gas, slitta a luglio 2019 la fine del "mercato tutelato"
di Michele Giuliano

Il Governo ha deciso di congelare gli articoli del ddl concorrenza che tanto preoccupano i consumatori. L’ultima frontiera contro i soprusi delle aziende che operano sul mercato libero

Tags: Gas, Elettricità



ROMA - Il Ddl concorrenza non smette di preoccupare le associazioni dei consumatori: “è inaccettabile e pericolosa la possibilità che esso venga approvato nell’attuale stesura”, dicono Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons, Ctcu, Federazione Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori nella lettera che hanno inviato al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Preoccupazioni che sono state intanto recepite dal governo nazionale che ha deciso di congelare tutto e di posticipare al luglio del 2019 l'entrata in vigore di questo provvedimento. Le associazioni avevano proposto di stralciare gli articoli relativi alla soppressione del mercato tutelato. In particolare, i rappresentanti dei consumatori denunciano il “destino diabolico” per la tantissime famiglie del mercato tutelato, attualmente 24 milioni, che dal prossimo 1 luglio 2019 non avranno scelto il nuovo fornitore del mercato libero: “Verranno inquadrati d’imperio nel servizio di salvaguardia e gli verrà applicato, di conseguenza, un prezzo di elettricità e gas del 20/30 % superiore a quello sinora pagato nel mercato tutelato".

Se il Ddl in un prossimo e più lontano futuro venisse approvato così com’è a restare senza nessuna tutela sarebbero anche “i clienti vulnerabili, per i quali la stessa Commissione europea esprime la necessità che siano previsti particolari strumenti di tutela”. “Circa l’80% dei volumi di vendita dei consumatori domestici - si legge nella lettera -, sono appannaggio dei primi 4 gruppi societari italiani, tutti verticalmente integrati. Pertanto la concentrazione del mercato retail in pochi operatori verticalmente integrati, anziché produrre una maggiore concorrenza, produrrà un consolidamento di una situazione sostanzialmente monopolistica, con la inevitabile conseguenza di provocare un aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas per i clienti domestici”.
 
Anche la cessazione dell’attività dell’Acquirente Unico, invece di “rappresentare un elemento di maggiore liberalizzazione, determinerebbe l’eliminazione di un importante concorrente nel mercato elettrico e quindi una grave regressione della concorrenza”. Per contenere l’aumento dei prezzi, infine, non sarà sufficiente l’attività di vigilanza e sanzionatoria dell’Autorità per l’energia e dell’Antitrust, dato che “il loro eventuale intervento non potrà che avvenire dopo che gli aumenti si saranno verificati, cioè quando i consumatori i danni li avranno già subiti”.
 
Saranno soprattutto i consumatori vulnerabili quelli più esposti, perché poco mobili e meno capaci di valutare tutte le clausole di un contratto sul Mercato Libero. Non v’è dubbio che saranno proprio questi che pagheranno il conto più caro: troppo grande è la loro disparità di potere contrattuale, non compensabile dal semplice monitoraggio di tali prezzi da parte dell’Autorità per l’energia e da quella per la concorrenza per un periodo di tempo limitato. Le associazioni dei consumatori argomentano che, dovendo scegliere un nuovo contratto di fornitura sul mercato libero, è facile prevedere che le famiglie si rivolgeranno allo stesso operatore che finora le ha fornite sul mercato tutelato: già nel settore dell’energia elettrica, per i consumatori domestici sia liberi che tutelati, circa l’83 per cento dei volumi di vendita sono appannaggio dei primi 3 gruppi societari italiani, con il primo che raggiunge da solo addirittura il 76% (dati dalla Relazione dell’Autorità 2014).

Articolo pubblicato il 07 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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