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Catania - L'Unesco punta a valorizzare l'Etna coinvolgendo gli studenti catanesi
di Melania Tanteri

Presentata a Nicolosi la scuola che racconterà le bellezze del Vulcano

Tags: Etna, Unesco



NICOLOSI - Un sigillo che va utilizzato, promosso e che serva a creare sistema. Valorizzare il patrimonio naturale dell’Etna, sito Unesco dal 2013, è l’obiettivo del progetto “Una scuola sperimentale sull’Etna”, presentato ieri mattina a Nicolosi, organizzato dal Comitato giovani della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, e parte del progetto nazionale “UnescoEdu”, ideato in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Un’iniziativa che vede diversi partner istituzionali - Confcommercio giovani, Ingv, l’Ente Parco dell’Etna e con la Ferrovia Circumetnea, e rivolta agli studenti di due scuole del territorio, Liceo classico e scientifico Concetto Marchesi di Mascalucia e Liceo artistico Emilio Greco di Catania che potranno non solo conoscere meglio il vulcano più alto d’Europa, patrimonio dell’umanità Unesco dal 2013, ma anche contribuire alla sua promozione, alla sua tutela, raccontandone le bellezze, gli itinerari, le particolarità e valorizzandone molteplici aspetti, compreso quello antropico che, come evidenziato in conferenza stampa da Antonio Presti, ne costituisce uno degli aspetti più significativi.

“Il progetto è nazionale – ha spiegato Valentina Palermo, del Comitato giovani per l’Unesco – e coinvolge 44 città, più di 60 istituzioni, oltre 2 mila studenti, 77 Enti pubblici e 13 siti patrimonio dell’Umanità. Questo che riguarda l’Etna è il primo dei progetti organizzati in Sicilia: abbiamo deciso di partire da qui, sia per il rapporto che abbiamo creato con chi si occupa del vulcano in questo anno e mezzo, ma anche perché l’Etna rappresenta un sito di grande valore e dagli aspetti multidisciplinari che ci hanno permesso di coinvolgere diverse istituzioni scolastiche. L’intenzione – ha aggiunto - è quella di coinvolgere circa cento studenti che avranno modo di conoscere il sito, confrontandosi con studi e discipline differenti”.

“Una scuola sperimentale sull’Etna” si articola in tre fasi: lezioni frontali, visite didattiche e attività laboratoriali. Le prime due fasi sono pensate in maniera omogenea per i diversi indirizzi, l’ultima fase è invece delineata in relazione agli obiettivi specifici dei curricula degli Istituti. Alla fine del progetto saranno prodotti elaborati grafici, testuali, riproduzioni tridimensionali, ricerche e contenuti multimediali.
Un modo per diventare attivamente “Custodi del patrimonio – come ha sottolineato Paolo Patanè, responsabile del Cunes, il coordinamento dei comuni patrimonio Unesco, “ostacolando l’indifferenza, il primo grande ostacolo per la valorizzazione dei nostri beni culturali”.

“Bisogna tutelare questo patrimonio da tutte le aggressioni esterne – ha concluso Antonietta Maria Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna - promuoverlo e conoscerlo a fondo, anche perché proteggerlo equivale a proteggere una parte della storia dell’umanità e di quella che vive le sue pendici da secoli”.

Articolo pubblicato il 07 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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