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Sanità, la Sicilia spende meno ma peggiora le sue performance
di Patrizia Penna

Il ministero della Salute: “Sono migliorati i conti ma non il livello delle cure”. Diminuzione della spesa merito esclusivo dei Piani di rientro

Tags: Sanità, Sicilia, Baldo Gucciardi



ROMA - Lo aveva anticipato qualche giorno fa il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Ieri la conferma ufficiale è arrivata in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute 2016: Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Campania: sono le regioni in cui non si raggiunge la “soglia minima” delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale, ovvero dei Livelli essenziali di assistenza.

Una nota positiva è rappresentata peroò dal contenimento della spesa per il personale sanitario ma si tratta di un dato che ha riguardato in generale tutta la nostra Penisola.
L'incidenza della spesa per personale dipendente del Servizio sanitario nazionale (Ssn) sulla spesa sanitaria totale, si rileva nel Rapporto, “si è ridotta di 0,8 punti percentuali tra il 2013-2014, passando dal 32,2% al 31,4%; si conferma il trend già osservato tra il 2010-2013”. Il contenimento della spesa si è registrato, prevalentemente, nelle regioni sottoposte a Piano di Rientro (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia).
I commissariamenti, dunque, “hanno migliorato i conti ma non il livello delle cure”.

Il punteggio minimo da raggiungere per essere adempienti rispetto all'attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ha spiegato il ministro, “è 160 ma dai primi risultati del 2015, anche se non ufficiali, sono ancora sotto soglia la Calabria (147 punti), il Molise (156 punti), la Puglia (155 punti), la Sicilia (153 punti) e la Campania con 99 punti”. Il dato della Campania poi, ha sottolineato, “è davvero preoccupante perché, rispetto al 2014, dove la regione raggiungeva un punteggio di 139, nell'ultimo anno si è notato un calo di ben 40 punti”. Ad aver peggiorato le performance rispetto al 2014, ha precisato, “sono però anche Puglia, Molise e Sicilia”.

Nel 2014, la spesa per il personale ammonta a oltre 35 miliardi di euro, il 31,4% della spesa sanitaria totale, e fa registrare, nel periodo 2010-2014, una riduzione pari all'1,6% medio annuo, a fronte di una riduzione media annua della spesa sanitaria dello 0,5%.
La diminuzione della spesa, si spiega, “è sostanzialmente il risultato delle politiche di blocco del turnover attuate dalle regioni sotto Piano di Rientro e delle misure di contenimento della spesa per il personale, portate avanti autonomamente anche dalle altre regioni”.
 

 
Rete ospedaliera: l’assessore Gucciardi illustra gli step di attuazione

PALERMO - I manager degli ospedali siciliani, dopo l’imminente pubblicazione sulla Gurs della rete ospedaliera, potranno procedere alla stabilizzazione del personale precario, già prima dell’inizio della stagione estiva.
Lo ha assicurato l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, nel corso di un incontro ad Alcamo.
L’esponente del governo regionale ha illustrato gli step che scandiranno il percorso di attuazione della rete ospedaliera: il primo entro il 31 dicembre 2017, il secondo entro il 30 giugno 2018 e il terzo entro il 31 dicembre 2018.
“L’assessore Gucciardi - dichiara Franco Gargano presidente del Collegio Ipasvi di Palermo - ci ha garantito che entro la fine dell’anno saranno sbloccati i concorsi, per dare ristoro anche ai tanti giovani infermieri disoccupati”.
“Abbiamo sottolineato la necessità - continua Gargano - di velocizzare in tutte le aziende il reclutamento dei dirigenti infermieristici perché l’efficienza, l’appropriatezza e la qualità dell’assistenza dipendono direttamente dall’autonomia professionale e dunque dall’organizzazione del lavoro”. All’assessore regionale alla Salute il coordinamento Ipasvi ha anche espresso preoccupazione per la paventata riduzione delle ambulanze con infermiere capo equipe o per le ambulanze in cui non e’ prevista la figura dell’infermiere.
“Le nostre sollecitazioni - commenta il coordinamento Ipasvi per la Sicilia - sono state accolte dall’assessore Gucciardi. Adesso ci aspettiamo che questo si traduca in atti concreti a salvaguardia del diritto a un’assistenza sanitaria efficiente per gli utenti, che passi dalla valorizzazione delle professionalita’ esistenti nel settore”

Articolo pubblicato il 11 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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