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Giorgio Santonocito: "Efficienza economica e prestazioni di qualità"
di Elio Sofia

Forum con Giorgio Santonocito, direttore generale dell’Arnas Garibaldi di Catania

Tags: Giorgio Santonocito



L’azienda Garibaldi è risultata la prima della Sicilia qual è la “misura” di questo successo?
“Non si tratta solo di efficienza economica, ma della capacità di stare in parametri di efficienza sanitaria nazionali. Per alcuni dei parametri ci classifichiamo fra il settimo e l’ottavo posto a livello nazionale, come per esempio nel trattamento di particolari tipologie tumorali quali quelli dell’intestino, del retto e del colon. Questo significa che l’azienda ha rispettato la sua qualificazione di Arnas (Azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione) ed è una delle poche del Centro-Sud che riesce, nonostante un quadro di crisi finanziaria generale, a mantenersi stabile. Penso che questa sia la misura del nostro successo”.

Nel 2014, nel nostro precedente Forum, rivendicava la necessità di avere altri e nuovi primari, la situazione è cambiata?
“La situazione si è solo aggravata per effetto delle naturali cessazioni di lavoro. Attualmente sono oltre 12 i primariati carenti, bloccati e si provvede con l’interim mediante una scelta tra i soggetti che hanno i titoli all’interno della struttura stessa. Questo impedisce il vero ricambio generazionale, che si fa solo mediante un concorso pubblico a cui tutti possano accedere. L’assessore regionale alla Sanità ha mostrato una grande sensibilità in questo senso, perché nonostante ci sia al momento il blocco assoluto delle assunzioni e del conferimento degli incarichi, ci ha autorizzato due concorsi, uno dei quali è in atto e l’altro è in procinto di essere bandito: si tratta di Chirurgia oncologica e del Pronto soccorso/accettazione emergenze/urgenze. La precarietà in sanità non va mai bene, la sanità ha bisogno di leadership”.

Avete provveduto alla digitalizzazione delle cartelle cliniche?
“Questo è un punto delicato, anche dal punto di vista dell’investimento: occorre infrastrutturare il tutto perché la massa di dati è assai significativa. Una Tac non è un Pdf e un software che possa immagazzinare e leggere dati simili non è semplice. Siamo nella fase in cui abbiamo praticamente terminato la infrastruttura di rete, stiamo dialogando anche con l’Università di Catania per capire i passaggi successivi, e penso che entro la fine di quest’anno saremo in possesso di una cartella clinica che ci consentirà il passaggio di dati. Al momento, ogni sala operatoria è dotata di schermi multidimensionali dai quali si può vedere il paziente dal punto di vista del proprio percorso clinico”.

Nuova Metropolitana e problema parcheggi, quali novità per il Nuovo Garibaldi?
“Per quanto riguarda i parcheggi, ci stiamo movendo realizzando una nuova entrata e dei nuovi stalli. Abbiamo bisogno che tutti gli accessi siano monitorati e di sapere, quando una persona entra, dove va, che percorso fa a piedi e che percorso fa in macchina. La metropolitana aumenterà il numero di pazienti che arriveranno con mezzi pubblici. D’altronde, l’87% degli accessi ai nostri Pronto soccorso avviene per accesso diretto e quindi non mediato dal 118. Ciò significa che i flussi di traffico porteranno un incremento certo su Nesima per quanto riguarda il pediatrico e l’ostetrico-ginecologico. Dalla chiusura del grande pronto soccorso dell’Ospedale Vittorio Emanuele nella tarda primavera ci aspettiamo un maggiore flusso sul Garibaldi Centro, di circa un + 30%”.

Quali sono le accortezze prese per evitare fenomeni di violenza all’interno delle strutture sanitarie?
“Abbiamo raddoppiato il numero dei vigilantes, sul Garibaldi Centro li abbiamo triplicati, sul Pronto soccorso ne sono stati dispiegati tre, di cui uno in servizio nella corsia, disarmato onde evitare problemi all’interno dei luoghi protetti. Altrettanto personale di vigilanza disarmato è al Garibaldi Nesima. Entrambi i Pronto soccorso sono forniti di servizio di video sorveglianza e al Garibaldi Nesima è in fase di installazione un sistema con particolari telecamere parametriche, capaci di individuare il soggetto oltre ogni dubbio con immagini estremamente dettagliate. Un’innovazione in termini di controllo dei flussi è poi quella dell’introduzione di ‘braccialetti’ per determinare in sicurezza il flusso di persone presenti all’interno delle strutture ospedaliere di nostra competenza. Se prima stampavamo il cosiddetto ‘braccialetto del paziente’ ora provvediamo alla stampa e alla consegna anche di quello dell’unico accompagnatore ammesso. Le aggressioni che i fatti di cronaca hanno registrato si sono verificate allorché gli accompagnatori erano più di uno”.

Da poco è stato aperto il centro di procreazione assistita, una novità importante per il settore pubblico…
“I centri di procreazione assistita sono stati per anni a totale appannaggio di strutture private e rappresentano un settore molto costoso per l’utente in riferimento a tutte le analisi pre-post impianto. Il fatto che il pubblico entri in questo scenario con un investimento di oltre un milione di euro come quello dell’Azienda Garibaldi è molto importante. Nel nostro primo mese di attività abbiamo già avuto 43 pazienti trattati e le prenotazioni sono piene fino a giugno. Fra qualche mese nasceranno i primi bambini delle coppie che abbiamo aiutato”.

Quello delle liste d’attesa lunghe è un problema comune a tutta la Sicilia?
“L’Azienda Garibaldi ha tempi di attesa nella media regionale e non particolarmente lunghi. Ovviamente, dove ci sono punti di eccellenza le liste si allungano in considerazione del primario e della sua notorietà, alla quale si lega la volontà di molti utenti di affidarsi a quel determinato dottore. Purtroppo, fintanto che la domanda degli utenti sarà ‘ospedalocentrica’ rispetto alla dicotomia Azienda sanitaria provinciale di primo livello e di riferimento e Arnas di secondo livello, si continuerà a creare quell’ingorgo che non giova al servizio”.

Articolo pubblicato il 11 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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