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Riscossione Sicilia, i Cinquestelle in difesa: "La chiusura è un'operazione senza alcuna logica"
di Raffaella Pessina

Tancredi e Cancelleri: “La partecipata regionale deve essere ristrutturata attraverso un serio piano industriale”. L’au Antonio Fiumefreddo: “Alla Sicilia 50 mln € grazie a rottamazione delle cartelle”

Tags: Giancarlo Cancelleri, M5s, Catania, Riscossione Sicilia, Sergio Tancredi, Antonio Fiumefreddo



PALERMO - La partecipata regionale Riscossione Sicilia non va chiusa. è quanto sostiene il Movimento cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana. I deputati Sergio Tancredi e Giancarlo Cancelleri hanno detto che l’ipotesi di chiudere Riscossione Sicilia  è “una operazione senza alcuna logica, che va contro quella potestà statutaria che va invece potenziata. E che ci getta nelle braccia della detestata Equitalia”. I grillini affermano che sarebbe come  “svendere la nostra potestà statutaria, che il M5S vuole invece potenziare” e che tale operazione “sembra più figlia di una resa dei conti personale che non una reale esigenza nell’ambito della riscossione e dell’accertamento dei debiti a vantaggio dei siciliani”.

Cancelleri e Tancredi avevano infatti votato in commissione Bilancio contro il provvedimento di mettere in liquidazione la partecipata e hanno motivato la loro presa di posizion così: “Sarebbe inoltre estremamente stupido liquidare una società che ha un contenzioso civile con Monte Paschi che potrebbe portare 65 milioni di euro nelle sue casse, contenzioso a cui vanno sommati almeno altri 45 milioni di euro derivanti dall’aggio delle rottamazioni, che nell’isola valgono circa un miliardo di euro. Insomma, non c’è bisogno né di liquidare la società. né di ricapitalizzarla, Riscossione va ristrutturata con un serio piano industriale che questa amministrazione regionale non è capace di fare”.

E hanno avvertito che in caso di vittoria alle regionali, “la struttura rimarrà in esistenza, modificandone sia la gestione che la struttura organizzativa, per renderla uno strumento che sia al servizio dei cittadini siciliani e dei suoi bisogni. Insomma, tutto il contrario di quella mostruosa e disumana macchina, nella quale i partiti ci vogliono catapultare, che risponde al nome di Equitalia”.

“La decisione di liquidare Riscossione - ha precisato Cancelleri - è un regolamento dei conti fatto sulla base delle esternazioni del presidente Antonio Fiumefreddo, che dovrebbe occuparsi di riscossione e non di fare politica, ma oggi la politica sta rispondendo nel modo più stupido e più brutto che è quello di una vendetta trasversale”.

L’amministratore unico, in una lettera inviata al presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, al presidente Rosario Crocetta e all’assessore dell’Economia, Alessandro Baccei, chiede che la partecipata non venga chiusa e ne spiega i motivi: “La ‘rottamazione’ delle cartelle per le istanze che la società ha già introitato produrrà un aggio in favore di Riscossione Sicilia pari a circa 50 milioni di euro. La partecipata regionale, dunque, non soltanto raggiunge l’attivo di bilancio, ma soprattutto potrà investire nella modernizzazione dell’infrastruttura tecnologica ed anche dare lavoro senza dover pesare più sulle finanze regionali”.

“È un risultato straordinario - sottolinea l’amministratore unico di Riscossione Sicilia - che i deputati regionali devono conoscere prima di decidere sulla liquidazione di una società giunta all’attivo, mentre la si lasciava in vita quando produceva solo perdite, evitando provvedimenti ‘contra personam’ che creerebbero un danno enorme ai cittadini siciliani”.

Articolo pubblicato il 12 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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