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Ecoreati, in Sicilia nessun gettito. Nel resto d'Italia 4 milioni di euro
di Rosario Battiato

I numeri di AssoArpa in merito agli effetti della legge 68/2015: due terzi delle azioni in quattro Regioni. Tra 2015 e 2016 l’Arpa Sicilia non ha effettuato prescrizioni; 40 le asseverazioni

Tags: Assoarpa, Ambiente, Ecoreati, Sicilia, Arpa Sicilia



PALERMO – Gli effetti della legge 68/2015 sui reati ambientali, in termini di prescrizioni, asseverazioni (cioè certificazioni) delle prescrizioni di altri organi e gettito economico delle Agenzie per la protezione ambientale, si sono concentrati principalmente in quattro regioni. L’Arpa Sicilia, tra il 2015 e il 2016, non ha effettuato prescrizioni e ha asseverato 40 (10 nel 2015 e 30 nel 2016) prescrizioni di altri organi di controllo con un gettito economico derivato che vale zero. La quota complessiva, nel resto del Paese, è stata pari a 4 milioni di euro per 1.800 prescrizioni e un altro migliaio di asseverazioni di altri organi di controllo.

L’ultimo aggiornamento sugli effetti della legge 28/2015 in materia di reati ambientali è arrivato lo scorso febbraio grazie alla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti che ha organizzato un convegno sul tema.

Le Agenzie regionali sono state chiamate in causa direttamente nelle fasi di accertamento degli illeciti e in quelle di elaborazione e asseverazione delle prescrizioni. Per procedere in maniera omogenea è stato redatto dal gruppo di lavoro interagenziale il documento “Indirizzi per l’applicazione della procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali ex Parte VI-bis, Dlgs 152/2006”, che poi è stato approvato dal consiglio federale del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa),

È stato Luca Marchesi, presidente di AssoArpa, a definire il quadro generale sulla base delle azioni delle Agenzie regionali. Da questi dati è emerso come “la cultura e la prassi dell’attività di Pg siano ancora assai differenziate sul territorio nazionale. I due terzi delle attività, infatti, provengono da quattro sole Arpa: Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Piemonte”. In queste quattro realtà si registrano i numeri più rilevanti in termini di gettito economico nel 2016: oltre un milione di euro per l’Emilia Romagna, mezzo milione per la Toscana, più di 300 mila euro per il Veneto e poco meno di un milione per il Piemonte. In Sicilia caselle vuote su tutti i fronti, se si escludono le 40 asseverazioni in due anni.

In campo restano diverse criticità. Marchesi ha richiamato, in particolare, la necessità di “prestare la massima attenzione nell’emanazione dei decreti attuativi della nuova legge 132/2016, istituiva del Snpa, a partire dalla implementazione del ‘regolamento sulle ispezioni’ perché non si perda, nell’attuazione regionale, quella spinta alla uniformità ottenuta con la legge 132/2016, che potrebbe far superare le differenze che oggi registriamo”.

Altro aspetto particolarmente rilevante riguarda la “procedura estintiva introdotta dalla L68/2015”, che è “efficace per risolvere le violazioni contestate”, ma anche “impegnativa ed onerosa per le Agenzie”. In tal senso sarebbe opportuno non solo lasciare a disposizione delle Snpa “gli introiti derivanti dall’applicazione della procedura estintiva dei reati (Parte VI bis del Dlgs 152/2006)”, ma anzi poterli destinare, in particolare, all’implementazione di personale specializzato.

In tal senso, dall’entrata in vigore della legge 68 e fino al dicembre dello scorso anno, le Agenzia hanno effettuato oltre 1.800 prescrizioni e asseverato oltre mille prescrizioni di altri organi di controllo (Noe, Cfs ecc.) per un totale di oltre 4 milioni di euro di introiti derivati. Si può fare di più, infatti, secondo una stima di AssoArpa, continuando a lavorare per altri due/tre anni per definire un campo operativo sostanzialmente omogeneo per tutte le Arpa/Appa e fornendo la possibilità di inserire nei ranghi del personale con qualifica di Ufficiale di polizia giudiziaria, si potrebbero ragionevolmente raggiungere circa 5 mila prescrizioni annue con un gettito annuo di circa 10 milioni di euro. Tutto questo, si legge nella nota, al netto di “un successivo effetto deterrente e dissuasivo per i crimini ambientali innescato dalla normativa sugli ‘Ecoreati’”.

Articolo pubblicato il 12 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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