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Turismo e B&B, aiuti alle imprese siciliane
di Michele Giuliano

Dopo cinque anni di silenzio nuovi strumenti e agevolazioni economiche per le aziende che vogliono creare strutture ricettive. Partito a gennaio lo strumento “Nuove imprese a tasso zero”, che ha messo a disposizione del settore 50 milioni di euro

Tags: B&b, Turismo, Sicilia



PALERMO - Un aiuto per le imprese siciliane che vogliono investire nel turismo, nella creazione di strutture ricettive come i Bed and breakfast, realtà agili e snelle spesso preferite dai turisti che vogliono risparmiare rispetto al classico albergo, che offre maggiori servizi ma implica una spesa più sostanziosa. L’ultima occasione per usufruire di agevolazioni era stata ben 5 anni fa, con la misura 3.2.2.4, colta da 130 aziende sul territorio isolano, che hanno potuto ricevere finanziamenti per l’avvio delle proprie attività, contributi da restituire in minima parte, vista la concessione del 60 per cento a fondo perduto.

Nuove possibilità sembra stiano per concretizzarsi, in questo mese di aprile, a seguito della pubblicazione della misura 6.4 del Psr Sicilia, riservata alle aziende agricole; ancora, ci si aspettano novità in qualche altra misura all’interno del Po Fesr 2014-2020, ma niente di programmato al momento. A gennaio 2016, invece, è partita la misura “Nuove imprese a tasso zero”, un aggiornamento della misura Autoimprenditorialità, che ha messo a disposizione di chi volesse avviare una attività in campo turistico 50 milioni di euro. Gli incentivi sono rivolti alle imprese partecipate in prevalenza da donne o da giovani tra i 18 e i 35 anni. Le agevolazioni concesse possono coprire al massimo il 75 per cento della spesa prevista totale, mentre il resto deve essere garantito dall’impresa.

I contributi dovranno essere restituiti, a tasso di interesse pari a zero, in un periodo della durata massima di 8 anni
. I fondi saranno disponibili non sono per le formule ricettive tradizionali, ma anche per chi volesse cimentarsi nella gestione di agriturismi, strutture sempre più diffuse sul nostro territorio, ricco di tradizione enogastronomica, offrendo agli ospiti non solo camere per dormire, ma coinvolgendo i propri clienti nelle attività tipiche delle abitazioni di campagna (coltivare, accudire gli animali, tagliare la legna ecc).
 
In questa ottica, frequente è, in queste strutture, la produzione e la vendita di prodotti tipici. Diversi come concetto ma vicini nell’offerta di un ambiente “casalingo” i Bed and Breakfast, mettono a disposizione delle camere nella stessa struttura in cui i proprietari e gestori risiedono. Si tratta di un concetto di ospitalità che si pone a metà strada, una nuova forma di struttura ricettiva che ha preso piede negli ultimi decenni, facile da gestire da chi non ha magari una grande esperienza nel settore, di semplice fruizione per chi desidera viaggiare a costi contenuti, e richiede alla struttura ospitante non tanto servizi e benefits, ma una buona posizione rispetto alle attrazioni turistiche del luogo.
 
Con il passare degli anni queste strutture si sono evolute in qualcosa di più vicino ad un albergo, ed è stato necessario istituire un sistema di valutazione, con un sistema di stelle, che permetta di differenziare le tariffe rispetto alla qualità della struttura. Questo sistema è stato da poco rivisto da un decreto dell’assessorato regionale del Turismo, che fissa i requisiti minimi che un B&B deve avere per ottenere da una a tre stelle. Il massimo si ottiene con bagni privati e completi (vasca o doccia, lavabo, wc e bidet) per ogni camera, cambio delle lenzuola a giorni alterni e televisione privata. Per ottenere due stelle sono necessari servizi igienici completi in ogni piano, televisione comune e cambio di lenzuola e federe almeno due volte per ogni settimana; una stella viene assegnata a chi garantisce il bagno per ogni piano e il cambio di lenzuola e federe una volta a settimana. Tutti devono avere riscaldamento e prima colazione.

Articolo pubblicato il 18 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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