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Quotidiano di Sicilia

Alessandro Baccei e l'ottimismo che non convince
di Raffaella Pessina

L’assessore in Aula: “L’indebitamento è sano, basso e sotto controllo”. Finanziaria alle battute finali nel malcontento generale

Tags: Alessandro Baccei, Ars, Finanziaria



PALERMO - Settimana dedicata all’approvazione della Finanziaria regionale a Palazzo dei Normanni. Le discussioni accese sono state la caratteristica principale delle sedute d’Aula che finora si sono susseguite a Sala D’Ercole, con un presidente dell’Assemblea, Ardizzone, che cerca inutilmente di mediare. La conferenza dei capigruppo, convocata per snellire la mole degli 800 emendamenti, molti dei quali soppressivi, ha trovato un’intesa per arrivare al voto entro questa settimana. Due norme contenute nel collegato, ma ritenute urgenti, passeranno nel testo della manovra: riguardano la programmazione dei fondi comunitari e la rendicontazione delle somme ex art.128. “La conferenza dei capigruppo in assenza del governo ha trovato un’intesa, si sono privilegiate le norme che hanno una scadenza ben precisa”, ha detto Ardizzone. “Non c’è alcuna difficoltà a incardinare il collegato prima del voto alla Finanziaria - ha poi aggiunto concedendo questa richiesta al Governo- e se riuscissimo a esitare la Finanziaria entro questa settimana, potremmo ritornare in Aula i primi di maggio, altrimenti se non faremo in tempo, ci riuniremo di nuovo intorno al 9 maggio”.

Tra le priorità individuate vi sono le assegnazioni ai Comuni, ai Liberi consorzi, ai disabili. Senza possibilità di recupero il commento dei Cinquestelle che bocciano sonoramente il documento: “Una Finanziaria da bocciare senza appello alcuno. Invitiamo anche gli altri partiti a fare lo stesso, a bocciarla per mettere fine ad una esperienza di governo che definire fallimentare è un eufemismo”.

Il grillino Francesco Cappello ha detto che è una “Finanziaria messa in piedi da un governo che ha continuamente snobbato il Parlamento e che non ha tenuto conto di nessuna delle esigenze che arrivavano da fuori dal Palazzo, in primis quelle dei Comuni, ormai ridotti in braghe di tela”.

In Aula, ieri mattina, c’era l’assessore regionale all’economia, Alessandro Baccei, che ha sottolineato come “la Sicilia, con la riduzione delle aliquote fiscali che ci sarà nel 2017, diventerà una delle regioni più virtuose d’Italia”. Secondo l’assesore, “alcune regioni che riscuotono una considerazione molto più alta della nostra nell’immaginario collettivo, come il Piemonte o il Lazio, hanno una pressione fiscale dell’addizionale regionale che arriva a 3 punti percentuali, contro il nostro 0,27%”. “La pressione fiscale per quanto riguarda le aliquote regionali per il 2017   - ha detto Baccei - azzera lo 0,97% dell’addizionale Irap e porterà l’addizionale Irpef da 0,50% allo 0,27%. Pertanto la riduzione sarà in tutto di 1,2 punti percentuali”. Ed ha proseguito dicendo che, contrariamente a quanto è stato sostenuto, l’indebitamento della Regione siciliana rimane basso e sotto controllo e le rate dei mutui sono regolarmente pagate”.

Secondo Baccei “i giudizi delle agenzie di rating manifestano che il livello di indebitamento della Sicilia è basso o sotto controllo. Ficht parla di un debito basso, Standard & Poor dice che il debito della Regione siciliana, nonostante l’aumento causato dalle anticipazioni bancarie richieste dal governo, è sano e sotto controllo”. Parole anche sul Pil: “Dopo 7-8 anni di diminuzione del Pil e dell’occupazione di 10-15 punti, negli ultimi due anni c’è stata un’inversione di tendenza di 4,8 punti di Pil in tre anni, ma c’è anche chi stima questa inversione di tendenza in tre anni di tre punti e mezzo”. L’assessore ha precisato che non si tratta di dati ufficiali, ma di stime e modelli di analisi che “in ogni caso segnano un’inversione di tendenza per l’economia dell’Isola”.

Elencati anche i dati di bilancio: il consuntivo delle entrate tributarie del 2014 era di 9 miliardi e 800 milioni: la previsione per il 2017 è di 12 miliardi 200 milioni. Sono due miliardi e 400 milioni in più ogni anno. Ci sono poi 700-800 milioni di minori spese sul bilancio regionale e 700 milioni in più che la Regione dà allo sviluppo, o meglio che non toglie allo sviluppo, perché fino al 2015 i fondi di sviluppo e coesione sono stati utilizzati per coprire i buchi del bilancio, ora saranno dedicati agli investimenti.

“Quando sono arrivato - ha concluso Baccei - c’erano 100 milioni di euro in cassa e quasi due miliardi di euro di mandati di pagamento. Oggi fatti tutti i pagamenti, ci rimane sempre un riserva di 700-800 milioni di euro in cassa. Siamo in grado di pagare i fornitori nei tempi. Trasferiamo il 95% delle risorse della Sanità entro l’anno, cosa fino al 2014 impensabile. Sono stati cancellati dal bilancio della Regione 6 miliardi di euro di residui attivi, un macigno che tante volte la Corte dei conti aveva evidenziato, questa operazione di pulizia è stata fatta”.

Articolo pubblicato il 21 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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