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Quotidiano di Sicilia
Salvini: "Sicilia discarica di disgraziati"
di Eleonora Fichera

Il leader della Lega Nord ha visitato ieri Messina e Catania: “Qui è in atto un’invasione di migranti senza precedenti”. E sulle Regionali: “Guardare avanti. Questa terra non è rappresentata da Cuffaro e Crocetta”

Tags: Matteo Salvini, Sicilia, Lega Nord



CATANIA – È tornato in Sicilia il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Dopo la visita a Lampedusa dei giorni scorsi, ieri è stata la volta di Messina e Catania. Per prima cosa ha voluto mettere a tacere le polemiche sulla sua visita. Proprio qualche giorno fa, infatti, la Giunta Accorinti aveva manifestato qualche riluttanza. “La visita di Matteo Salvini - si leggeva in una nota del Comune -  ci pare una mera occasione di propaganda elettorale in un territorio che non può dimenticare la ben nota tradizione antimeridionalista del partito che rappresenta”. Ma Salvini, appena sbarcato sull’Isola, ha tagliato corto: “L’accoglienza da parte della gente che ho trovato in Sicilia è sempre stata commovente, quindi tornerò fino a quando questa terra non sarà orgogliosa di se stessa”.
 
E sull’hotspot che dovrebbe sorgere proprio nella città dello stretto ha aggiunto: “Questo è un business, è schiavismo. Il problema non è metterne un po’ a Messina o un po’ a Milano: non deve più sbarcare alcun invasore. Dove c’è un amministratore della Lega non si darà alcun permesso e dove siamo all’opposizione venderemo cara la pelle. Con sette milioni di italiani in condizioni di povertà l’accoglienza possibile è zero”. “Questo - ha continuato - al di là del voto. Lo faccio per giustizia sociale. Un’immigrazione fuori controllo toglie diritti ai lavoratori, ai pescatori, agli agricoltori, ai camionisti e agli operai, agli infermieri, agli studenti da Nord a Sud. La mia emergenza in questo momento è bloccare quella che è una vera e propria invasione programmata, organizzata e finanziata”.

Proprio i migranti sono stati il tema centrale delle dichiarazioni del leader della Lega, che dopo aver visitato Messina si è spostato nel capoluogo etneo. Prima un incontro con i giornalisti, poi uno stop alla Cattedrale di Sant’Agata e infine un giro al mercato ittico. “La Sicilia – ha dichiarato rincarando la dose sulla questione immigrazione - è vittima di un’invasione senza precedenti, potrebbe essere la capitale mondiale del turismo e qualcuno la vuole trasformare in una discarica di disperati e di disgraziati. Chiedo a tutti i siciliani e agli altri italiani di essere con noi e di rialzare la testa. Il 2 giugno, giorno della celebrazione della Repubblica, chiederemo a tutti di fermarsi 10 minuti contro la retorica della festa e per protestare silenziosamente contro quest’inaccettabile invasione. Rischiamo di lasciare ai nostri figli una guerra civile. Dobbiamo fermarli prima che sia troppo tardi”. “L’Europa – ha aggiunto - è complice, perché organizza e finanza l’immigrazione senza controllo, e il governo italiano è servo dei complici. Il Cara di Mineo continua a restare scandalosamente aperto. Se fossi Alfano non verrei più in Sicilia, cambierei cittadinanza, anzi Continente”. Pugno di ferro anche sulle Ong. “Arrestateli tutti – ha dichiarato - non bastano denunce e segnalazioni”.

Il deputato della Lega Nord ha usato parole molto dure anche nei confronti del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. “A Lampedusa – ha detto - ho conosciuto donne che per diventare madri hanno dovuto spendere 15mila euro perché per loro la sanità dell’isola non c’è e il riconoscimento dell’Unesco per la pace alla sindaca è un premio all’ipocrisia. L’Onu è un carrozzone inutile”.

Spazio anche per la campagna elettorale, in vista delle imminenti elezioni. “In Sicilia – ha dichiarato - non guardiamo indietro, se qualcuno pensa che il futuro nella Regione passi da Cuffaro, sbaglia. Non credo che questa terra si senta rappresentata dai Crocetta o dagli Orlando o dai Cuffaro. Sulle alleanze e candidature alla Regione decideranno gli organismi siciliani del nostro movimento: io non impongo candidati. Noi vogliamo guardare avanti. Siamo disponibili a confrontarci su tutto. Per il momento ci sono le amministrative e noi abbiamo candidati ottimi in diverse città, come Palermo, Genova, Padova, Como, L’Aquila”. E riferendosi all’autonomia della Regione ha aggiunto: “O la si applica al massimo, al 100%, o è meglio porre fine a questa farsa”.

“Sul ponte dello Stretto – ha concluso - devono decidere i siciliani. Per me autonomia è questa. Per il Sud ci vogliono infrastrutture innanzitutto. Qui si deve puntare su turismo, agricoltura, pesca, commercio, industria. Se dovessi intervenire punterei prima sulle ferrovie, vorrei che chi viaggia in treno in Sicilia non debba metterci dieci ore per poter andare da Trapani a Ragusa e poi parliamo di tutto il resto”.

Articolo pubblicato il 21 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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