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Quotidiano di Sicilia

Nisseno da rilanciare facendo rete
di Nicola Digiugno

Forum con Ruvolo e Modaffari (sindaci Caltanissetta e San Cataldo), Iacono (Asp), Lomaglio (Cefpas) e D’Antona (Pro loco). QdS e istituzioni locali a confronto per favorire crescita e occupazione



Nuova tappa nissena per la Campagna etica Risorgimento Sicilia del QdS, avviata nel dicembre 2013. Un’iniziativa, l’unica di questo genere avviata da un quotidiano siciliano, nata con l’obiettivo di stimolare la Classe dirigente e favorire il rilancio dell’Isola tramite un’effettiva ripresa economica.

Attenzioni puntate su Caltanissetta e il suo comprensorio, dunque, con il vice direttore Raffaella Tregua che ha coordinato il secondo Forum collegiale promosso sul territorio, cui hanno preso parte il sindaco del capoluogo, Giovanni Ruvolo; il primo cittadino di San Cataldo, Giampiero Modaffari; il direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Carmelo Iacono; il direttore del Cefpas (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario), Angelo Lomaglio; il presidente della Pro loco, Giuseppe D’Antona.

A distanza di due anni dall’ultimo Forum, cos’è cambiato per il territorio? Per il sindaco del capoluogo, Ruvolo “si è entrati nella logica del fare sistema. Ciò l’ho vissuto in tanti aspetti della mia Amministrazione, come per esempio nel campo della sanità, dove c’è stata un’interlocuzione sempre molto positiva con la Conferenza dei sindaci e il direttore dell’Asp. In primo piano, anche il lavoro sulla valorizzazione della presenza universitaria nel territorio di Caltanissetta e il sistema con gli altri sindaci. È cambiata la mentalità della città sola. Oggi esprimiamo l’idea di territorio, di sistema. Sistema culturale, economico e infrastrutturale. Un’idea partita dal nisseno e che si è estesa al concetto di Sicilia centrale. La logica di rete riguarda anche il sistema delle Consulte, che rappresentano i vari ambiti della città e hanno un riconoscimento istituzionale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore dell’Asp, Iacono: “Tutta l’attività svolta si può riassumere con la riproposizione della riorganizzazione della rete ospedaliera. La sintesi di un’attività importante fatta sul territorio e con il territorio. C’è il riconoscimento della centralità della provincia di Caltanissetta e in particolar modo di Caltanissetta, come ospedale Sant’Elia e Raimondi di San Cataldo, di riferimento regionale. È opportuno specificare che è l’unico capoluogo di area non metropolitana ad aver ottenuto questo risultato, che porta nuove discipline. Un obiettivo di territorio, che comprende anche l’ospedale di Gela. Altro elemento importante riguarda le aree dei piccoli ospedali, Mazzarino, Niscemi e Mussomeli, che si sono viste riconoscere le loro istanze con soluzioni tecniche. In tali aree è stato mantenuto l’ospedale e il presidio di Pronto soccorso”.

Soddisfatto anche il direttore del Cefpas, Lomaglio: “Il primo obiettivo era quello di far uscire il centro Sicilia da una condizione d’isolamento, in cui veniva considerato non solo a livello cittadino, ma regionale. Un obiettivo che, credo, sia stato raggiunto. Grazie alla rete si sono costruiti fatti concreti. Voglio ricordare il Campus universitario realizzato al Cefpas, per settanta giovani, con una mensa e altri servizi. Abbiamo ospiti che non sono siciliani. Bisogna ricordare anche il Salus festival, un’esperienza che consideriamo appassionante e utile. Il terzo obiettivo che riteniamo di grande importanza riguarda il riconoscimento di un ruolo preminente al Cefpas, da parte della Regione. Sono stati affidati, infatti, diversi percorsi formativi di una certa rilevanza”.

Ottimista il presidente della Pro loco, D’Antona: “Per nostra natura lavoriamo sempre in rete. Ritengo importantissimo il riconoscimento di punto informativo autorizzato. Un risultato che giudico eccezionale anche in proiezione futura. Abbiamo un centro informativo veramente qualificato. Abbiamo contribuito anche al successo della Vara dell’Ultima cena all’Expo di Milano, che ha dato grande visibilità al nostro territorio. Abbiamo il polso della situazione sulle presenze turistiche in città. Vi assicuro che c’è stato un aumento di una certa entità. Un indicatore? Sono aumentati del doppio il numero dei cosiddetti b&b, oggi una trentina. Rispetto agli anni passati l’incremento è stato straordinario. Poi c’è anche il turismo di passaggio, che va tenuto nella dovuta considerazione”.

Positivo anche il bilancio del sindaco di San Cataldo, Giampiero Modaffari, secondo il quale “negli ultimi due anni abbiamo cercato di recuperare il senso d’appartenenza che sembrava perduto fra i concittadini e siamo riusciti a riavvicinarli alle istituzioni. Vicinanza reale, anche attraverso i social network a tutte le ore. In tale contesto sono stati ottenuti brillanti risultati per il decoro della città e la valorizzazione culturale e ambientale. La raccolta differenziata a marzo ha fatto registrare il 44,9 per cento. La città è pulita, e ciò viene riconosciuto da più parti. Si è valorizzato il sito minerario di Gabbara, un bosco, con il coinvolgimento di tutta la città, oggi pienamente visitabile. All’interno c’è anche la rievocazione storica della vita del minatore. Finora oltre tremila i visitatori. Il turismo si acquisisce con il tempo, ma stiamo lavorando intensamente in questa direzione. Sottolineo, anch’io, l’importanza della rete e della collaborazione fra le singole realtà territoriali, senza questioni di campanile”.

Anche sulle strategie per il futuro è stata evidenziata una chiara unità d’intenti, con il sindaco del capoluogo, Ruvolo, che ha tracciato una strada comune. “In questi anni – ha detto - si è lavorato per migliorare la qualità dei servizi e per un netto cambiamento di mentalità, senza dimenticare il supporto alle fasce deboli della popolazione. “Oggi Caltanissetta vanta un welfare diffuso e garantiamo a più di settecento famiglie un reddito sicuro mensile, attraverso strumenti che abbiamo saputo valorizzare e utilizzare. Queste persone hanno raggiunto un livello di qualità della vita accettabile”.

“Il territorio della Sicilia centrale – ha aggiunto - sta cominciando ad acquisire una propria identità, anche Caltanissetta come città di riferimento più grande sta assumendo un ruolo nella dimensione regionale. Quale ruolo? Pensiamo alla proposta culturale: oggi facciamo parte della rete delle Città della cultura, un riconoscimento frutto di un grande lavoro fatto in questi anni. Sulla cultura abbiamo investito parecchio e a Caltanissetta sta succedendo qualcosa di nuovo, con eventi e manifestazioni importanti. C’è una crescita del turismo importante, soprattutto durante la Settimana Santa, e ora stiamo realizzando con Cremona un gemellaggio per la promozione del torrone. Attorno a questa idea stiamo aggregando tutto ciò che è collegato alla filiera del torrone: la mandorla, il pistacchio e il miele”.
“Ciò che prima era un’ipotesi - ha concluso - sta diventando realtà”.
 

 
Ruvolo, sindaco di Caltanissetta
“Serve il supporto dei giovani per la valorizzazione del turismo”
 
“La presenza universitaria è anche un volano di economia. Stiamo lavorando, nonostante le difficoltà, per dare più forza al Distretto biomedico sul territorio. E stiamo discutendo con l’Università di Palermo per un corso di Agraria, che sarebbe di supporto alla crescita delle filiere agroalimentari”. In tema di progetti, il sindaco nisseno ha annunciato la realizzazione di un sistema che, coinvolgendo “tutti i Comuni con territorio vasto”, come quello di Caltanissetta, affronti diverse problematiche, e soffermandosi sull’importanza del paesaggio e sulla promozione del territorio ha aggiunto: “Le risorse esistenti, se messe a sistema, possono diventare attrattive per quel turismo che cerca l’originalità”. Con il sindaco di San Cataldo e con quello di Montedoro, “si è messo in campo un itinerario che comprende il Museo mineralogico, il Sacrario dei Carusi, Gabbara, l’Osservatorio astronomico di Montedoro, in un circuito che abbiamo chiamato ‘Ciaula scopre la luna’. I giovani hanno la possibilità di organizzarsi per sostenere queste filiere del turismo”.
 


Iacono, direttore generale Asp
“Il concetto di eccellenza fa spesso rima con routine”
 
“Quando parlo di eccellenza in medicina, per eccellenza intendo la routine. Porto un esempio: abbiamo un piccolo ospedale, quello di Mussomeli, che opera su tre province, dove c’è un’unità operativa complessa di Ortopedia che lavora moltissimo e a servizio di un territorio che ne ha necessità”. Il direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Iacono, ha sintetizzato così il concetto di eccellenza nell’ambito sanitario del nisseno, “che significa anche prestazione di base”. Iacono si è soffermato su un altro aspetto riferendosi sempre alla realtà di Mussomeli, operante in un centro che conta poco più di diecimila abitanti, in una zona collinare interna a Est del fiume Platani, denominata area del Vallone, definendola una risorsa importante, che “porta mobilità attiva”, compensando “quella passiva”, che “si è ridotta”. E sulla “mobilità passiva”, Iacono ha sottolineato che “viene indotta da una serie di situazioni, anche dai luoghi comuni”. Il direttore dell’Asp ha evidenziato, inoltre, l’importanza dell’immagine e della comunicazione anche all’interno del comparto sanitario.
 

 
Modaffari, sindaco di San Cataldo
“Convenzione con gli istituti di credito per ristrutturazioni in centro storico”
 
“Abbiamo cercato di attivare una serie di meccanismi per stimolare l’economia locale, incentivando il privato, anche l’impresa, a investire all’interno del centro storico della città”. Giampiero Modaffari, sindaco di San Cataldo, venticinquemila abitanti, a pochi chilometri da Caltanissetta, ha così ricordato “uno dei primi atti dopo l’insediamento, nel 2014”, che “ha riguardato l’approvazione di un regolamento per incentivi destinati a coloro che ristrutturavano o a edificavano nel centro storico. L’abbattimento degli oneri concessori del 75 per cento, l’esenzione dal pagamento dei tributi locali per tre anni e altro”. Il regolamento, come evidenziato dallo stesso primo cittadino “non ha dato i frutti sperati, per le difficoltà economiche dei singoli sancataldesi”. Modaffari ha spiegato che “c’è difficoltà a investire a San Cataldo”, come altrove e per questo l’Amministrazione ha pensato “a una convenzione con gli istituti di credito, relativa a mutui a tassi agevolati per acquisti e ristrutturazioni sempre nel centro storico cittadino”. Una convenzione che “sarà operativa a breve”.
 

 
Lomaglio, direttore Cefpas
“Costruire un rapporto proficuo con le Università dell’Isola”
 
“Quasi tutte le organizzazioni dei medici, dei sindacati della Sicilia, hanno chiesto che la specializzazione in Medicina generale venga realizzata al Cefpas”, ha sottolineato con orgoglio il direttore Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale sanitario, Angelo Lomaglio. “A Caltanissetta – ha aggiunto - si stanno formando gli operatori del Nue, Numero unico d’emergenza, il 112. Avviata già la formazione per la Sicilia orientale, lo faremo anche per la Sicilia occidentale. Bisogna operare in questa dimensione, costruendo un rapporto proficuo con l’Università, che è fondamentale, e con tutte le Aziende sanitarie. Stiamo realizzando in house, da Ragusa a Messina, fino a Trapani, programmi formativi che rispondono alle esigenze specifiche di quelle aziende”. Il Cefpas collabora anche con l’Istituto superiore di sanità per la realizzazione di eventi destinati alla dirigenza del servizio sanitario e realizza azioni di sviluppo nel campo della ricerca e delle Scienze sanitarie, in materia di prevenzione e promozione della salute, formazione con interventi specifici.
 


D’Antona, presidente Pro loco
“Comunicazione fondamentale per la promozione del territorio”
 
“Bisogna investire di più sul turismo, perché ritengo che trascini dietro di sé anche altre attività. Abbiamo grosse potenzialità e abbiamo lavorato, in questi anni, per far conoscere il nostro territorio. Il concetto di rete è sempre fondamentale, anche on-line. Il nostro sito internet è collegato, infatti, con quello del Comune di Caltanissetta”. Il presidente della Pro loco, Giuseppe D’Antona, è fermamente convinto che “il nisseno abbia molto da offrire, ma è fondamentale la comunicazione”, come dimostra anche il numero di eventi realizzato dalla stessa Pro loco, “trentotto a Palazzo Moncada”. Proprio sul fronte della comunicazione, D’Antona ha auspicato che alberghi e altre strutture ricettive possano essere dotati a breve di “dépliant e brochure sull’offerta turistica della città, come avviene in altri centri d’Italia, “perché è importante che il visitatore venga messo a conoscenza di tutto ciò che è fruibile”. La Pro loco, impegnata nella promozione del territorio, ha creato anche pagine sui social network, che contano circa 3 mila e cinquecento iscritti, per informare sulle iniziative cittadine.
 

Articolo pubblicato il 22 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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