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Siracusa, smog a livelli intollerabili
di Giuseppe Solarino

La denuncia di Legambiente: “Il sistema di leggi in vigore non ha ancora dato i risultati sperati”. Enzo Parisi: “Gli episodi a forte impatto odorigeno sempre più frequenti”

Tags: Ambiente, Siracusa, Inquinamento, Smog, Legambiente, Enzo Parisi



SIRACUSA - “Chiediamo nuove norme contro le emissioni industriali, il Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria e prescrizioni più stingenti per le industrie”. È quanto richiesto da Legambiente per bocca del direttore generale nazionale Stefano Ciafani, del vicepresidente regionale Enzo Parisi, e del presidente del circolo di Siracusa Paolo Tuttoilmondo.

L’impegno di tante associazioni, comitati, singoli cittadini e, più recentemente, di politici locali, regionali e nazionali ha prodotto un corpus di norme e di prescrizioni non indifferente. Tra queste si possono annoverare il D.Lgs n.152/06 (T.U. sull’Ambiente) e il D.Lgs. n.155/10 che stabilisce i valori limite per le concentrazioni nell’aria dei diversi inquinanti, individua gli obiettivi di qualità dell’aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente. Ad essi vanno aggiunti il “Protocollo d’intesa per il monitoraggio e la prevenzione dei fenomeni di inquinamento atmosferico nell’area ad elevato rischio ambientale della provincia di Siracusa”, sottoscritto presso la Prefettura aretusea nel 2005; il Ddus dell’assessorato  regionale al Territorio e all’Ambiente n. 7/06 con il quale è stato approvato il Piano d’azione con le misure (riduzione marcia impianti, cambio combustibili, fermo totale, ecc.) da attuare nel breve periodo.

Enzo Parisi afferma che: “Questo sistema di norme, purtroppo, non ha ancora dato i risultati sperati. Gli episodi di emissioni inquinanti a forte impatto odorigeno anziché diminuire si verificano con sempre maggiore frequenza. Ne sono un recente esempio le elevatissime emissioni di idrogeno solforato ed idrocarburi, che sono state segnalate in questi giorni nel quadrilatero industriale di Siracusa-Priolo-Melilli-Augusta, che stanno provocando malessere nelle popolazioni che vi risiedono. Tutto questo ci dimostra il deficit nelle misure per contenere e ridurre quegli inquinanti non normati che hanno effetti negativi sulla qualità dell’aria e la salute delle persone”.

“È una nostra antica rivendicazione - prosegue il vicepresidente - quella di adeguare la normativa vigente introducendo limiti e/o valori obiettivo per alcuni inquinanti come idrocarburi non metanici, idrogeno solforato, che ad ottobre 2016 ha trovato conforto nella presa di posizione di Arpa Sicilia che ha investito della questione il Ministero ed altri Enti, a cui purtroppo non è seguito alcun intervento concreto. Per questo è il momento di alzare il tiro e chiedere interventi immediati e non più rimandabili”.

“Su alcuni obiettivi - conclude - che ci piace definire misure salvavita, già proposti negli anni passati e ancora più recentemente, chiediamo un impegno forte, concreto e misurabile di tutte le istituzioni, da quelle locali fino a quelle nazionali”. Tra le misure richieste da Legambiente figurano: la revisione dei provvedimenti Aia per le emissioni atmosferiche finora concessi e la verifica che essi siano stati poi realmente adottati; la realizzazione presso le industrie di sistemi tali da recuperare in tutto o in massima parte gli off-gas per evitarne l’invio alle torce; il controllo e la revisione degli impianti di desolforazione con il divieto di utilizzo di acido solfidrico nei forni, e l’eliminazione graduale del pet-coke nei forni delle cementerie, puntando sull’obbligo del monitoraggio in continuo delle emissioni di diossine, dibenzofurani, Pcb, Ipa, Pm 10 e Pm 2.5 e metalli pesanti, come avviene in altre realtà industriali italiane e non come si fa attualmente ogni quattro mesi.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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