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Francia, Macron e Le Pen: due programmi agli antipodi
di Redazione

Il dibattito televisivo previsto mercoledì 3 maggio

Tags: Marine Le Pen, Emmanuel Macron, Francia



PARIGI - I programmi politici di Emmanuel Macron e Marine Le Pen, che si affronteranno il 7 maggio nel secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, sono agli antipodi sulla maggior parte delle questioni, e in particolare sull’Europa.

UNIONE EUROPEA, INDIETRO O AVANTI TUTTA
La presidente del Front National (FN) punta a negoziare con Bruxelles l’uscita dall’euro e dallo spazio Schengen per poi sottoporre a referendum, al termine dei negoziati, l’appartenenza stessa all’Unione europea. Le Pen vuole anche abolire la direttiva sui lavoratori distaccati e rifiuta l’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Ue.
Sul fronte opposto, Emmanuel Macron propone di lanciare in tutta l’Unione europea, dopo le elezioni tedesche del 24 settembre, delle convenzioni democratiche che si concluderanno con un progetto adottato da tutti i Paesi che lo desiderano. Auspica per tutta la zona euro un bilancio comune, con un parlamento e un ministro delle Finanze. Macron vuole limitare a un anno la durata del soggiorno autorizzato di un lavoratore distaccato e difende il trattato CETA.

IMMIGRAZIONE, LE PEN VUOLE TETTO ANNUALE E FRONTIERE CHIUSE

L’altro grande tema che oppone i due candidati all’Eliseo è quello dell’immigrazione. Marine Le Pen vuole limitarla in modo drastico con un saldo annuale massimo di 10.000 persone. Ha anche evocato a fine campagna una “moratoria” sull’immigrazione legale. Vuole limitare le condizioni di asilo, il ricongiungimento familiare e inasprire la regolarizzazione dei clandestini.
Prevede l’espulsione automatica dei criminali stranieri e vuole eliminare totalmente lo ius soli per acquisire la nazionalità francese. Nel suo programma vi è il divieto di indossare il velo o il burkini negli spazi pubblici.
Emmanuel Macron promette invece la presa in esame delle domande di asilo in meno di 6 mesi, appelli compresi.

LAVORO: LE PEN PER PENSIONE A 60 ANNI, MACRON PER TAGLI NELLA PA

Per quel che riguarda il lavoro, Marine Le Pen, a differenza del suo avversario, vuole riportare il diritto alla pensione a 60 anni e abolire la riforma El Khomry, detta anche Jobs acts alla francese. Entrambi i candidati sono a favore dell’orario a 35 ore. Emmanuel Macron prevede l’accorpamento dei regimi pensionistici e il passaggio dei sussidi alla disoccupazione (attualmente gestiti dai sindacati) sotto l’ombrello dello Stato.
Un disoccupato che rifiuta due offerte di lavoro “decenti” consecutive vedrebbe i suoi assegni sospesi. Il candidato centrista vuole sopprimere 120.000 posti nel pubblico impiego, ma salvare il settore della Sanità e creare 10.000 posti di lavoro di agenti di polizia e 4-5.000 insegnanti. Marine Le Pen vuole più personale a livello statale e negli ospedali, meno nelle amministrazioni locali, e l’assunzione di 21.000 uomini nelle forze di polizia e dogana.

DUELLO SULLE TASSE
Sul fronte economico Marine Le Pen vuole tassare al 35% i prodotti delle aziende che delocalizzano le loro fabbriche e penalizzare l’assunzione di lavoratori stranieri. Vuole ridurre inoltre del 10% le imposte sul reddito per le tre fasce di reddito più basse; abolire l’introduzione del prelievo alla fonte, prevista nel 2018, mentre Macron vorrebbe sperimentare questa misura per un anno. Macron inoltre vuole esonerare l’80% delle famiglie per tre anni dalla tassa sulla prima casa e trasformare l’imposta sulla “fortuna” in una “tassa sui beni immobili” che lasci fuori il patrimonio finanziario. Le Pen invece non la toccherebbe.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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