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Alle imprese del Sud 100 milioni per ridurre emissioni e consumi
di Rosario Battiato

Dal 26 aprile è possibile richiedere gli incentivi per progetti di tutela ambientale nei settori energivori. In Sicilia solo un’impresa su 4 ha fatto eco-investimenti: Isola all’8° posto nazionale

Tags: Impresa, Ambiente, Green Economy, Invitalia, Agevolazioni



PALERMO – A partire da mercoledì scorso è possibile richiedere gli incentivi per i programmi di tutela ambientale che puntano a ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas. A disposizione delle imprese di Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia ci sono 100 milioni di euro a valere sul Pon “Imprese e Competitività” 2014-2020. Una grande occasione per una Sicilia che tra il 2010 e il 2016 ha visto soltanto un’impresa su quattro fare eco-investimenti.

Il contratto di sviluppo per i programmi di tutela ambientale nasce per favorire le imprese che vogliono realizzare investimenti per ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas che alterano il clima (Asse IV Pon Imprese e Competitività 2014-2020).

Le agevolazioni, si legge sul sito di Invitalia, sono rivolte alle “imprese di ogni dimensione che presentano progetti per la tutela ambientale nei settori energivori” e alle “imprese qualificabili come a forte consumo di energia e incluse nell’elenco istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea)”. L’investimento minimo deve essere di 20 milioni di euro (7,5 per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli), ma sono esclusi i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Le domande possono essere presentate soltanto online sulla piattaforma di Invitalia, seguendo una procedura molto lineare: registrazione sulla piattaforma dedicata ai servizi online di Invitalia (anche con un indirizzo di posta elettronica ordinario) e quindi accesso all’area riservata per compilare direttamente online la domanda.

La tipologia di finanziamento ha quattro opzioni differenti: contributo a fondo perduto in conto impianti, contributo a fondo perduto alla spesa, finanziamento agevolato e contributo in conto interessi.

Si tratta di una delle numerose agevolazioni che potrebbero incentivare le imprese isolane a migliorare il proprio profilo sostenibile, dal momento che gli ultimi dati confermano una tendenza particolarmente negativa nell’Isola in relazione alla imprese che hanno effettuato eco-investimenti nel periodo 2010-2015 e/o l’hanno fatto nel 2016 in prodotti e tecnologie green. A fare il quadro ci ha pensato la Fondazione Symbola nel rapporto GreenItaly 2016, pubblicato lo scorso ottobre. La Lombardia è la regione con il più alto numero di imprese eco-investitrici, circa 70 mila, quasi un quinto del totale nazionale, seguita dal Veneto con 37 mila unità, e quindi da due regioni con 33 mila o poco più di imprese a testa, ossia Emilia-Romagna e Lazio. La Sicilia è all’ottavo posto nazionale con circa 24 mila imprese, ma il dato in valore assoluto non rende il giusto peso al ritardo delle Pmi isolane nel settore della sostenibilità.

A offrire un risultato più veritiero è la quota delle imprese che investono in tecnologie verdi sul totale delle imprese green di ciascun territorio. Al primo posto della classifica c’è il Trentino Alto Adige con il 31,3% di imprese della regione che punta sull’ecoefficienza. Seguono Molise (29,6%) e Piemonte (28,5%) e quindi Liguria, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia (tutte al 28,1%). Al di sotto di questa soglia, nell’area compresa tra il 27 e il 27,7%, si trovano Puglia, Lombardia e Basilicata. Nel penultimo gruppo (24/25%) si collocano, invece, Lazio, Sicilia e Umbria (24-25%), peggio di loro soltanto Sardegna e Campania (23% circa).

Articolo pubblicato il 28 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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