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Quotidiano di Sicilia

Dal 17 al 26 gennaio l'esperienza di alternanza scuola-lavoro del Liceo scientifico E. Vittorini di Gela
Per un futuro migliore necessario il progressivo abbandono delle fonti di energia fossile verso quelle rinnovabili. Nasce da qui il progetto “R.E.O. Service”

Tags: Eni, Alternanza Scuola Lavoro



Quest’anno siamo stati protagonisti di un coinvolgente progetto d’alternanza scuola lavoro svolto al Centro Formazione Eni della nostra città di Gela. Siamo stati impegnati dal 17 gennaio 2017 al 26 gennaio, per una durata complessiva di 70 ore. Per noi “studenti” del Liceo Vittorini, nonché “Gelesi”, la Raffineria di Gela, poiché situata a poche centinaia di metri dal centro abitato è ben visibile da tutta la città, ha sempre suscitato grande interesse e curiosità.

Durante le ore di formazione svolte sia in aula che sul campo, siamo riusciti a capire a grandi linee il funzionamento di una raffineria e siamo riusciti a capire, altresì, come con l’evolversi dei tempi sia necessario che anche le fonti energetiche, debbano evolversi, nel senso che l’Uomo debba cercare tutte le soluzioni possibili offerte dalla nuova tecnologia per poter vivere in “sintonia” con l’ambiente circostante.

Durante le ore di lezione in aula ci sono state impartite le nozioni fondamentali sugli idrocarburi, e solo successivamente, ad attente riflessioni e conseguenti delucidazioni forniteci dai formatori messi a disposizioni dall’Eni, siamo arrivati a comprendere che per un futuro “migliore” sia necessario abbandonare progressivamente le fonti di energia fossili a cominciare dal carbone e concentrarci sulle fonti di energia rinnovabili. Da qui è nato il nostro progetto: “R.E.O. Service”. Ci siamo immaginati una società che ha come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente e la trasformazione dei rifiuti in energia.

Infatti, la R.E.O. è concepita come azienda operante nel settore ecologico, la cui missione aziendale è salvaguardare l’ambiente recuperando prodotti di scarto dell’industria alimentare per esempio  oli di frittura esausti e da questi ricavare energia pulita.
Abbiamo condotto delle ricerche da cui è emerso che 1 litro di olio di frittura “usato” (che prende il nome di olio esausto) riesce a creare una patina nella superficie marina di circa 1km2 impedendo di fatto ai raggi solari di filtrare, con danni alla flora e fauna  dell’intera area coinvolta. L’azienda in questione si occuperebbe anche della raccolta dei suddetti oli, gratuitamente sia dai privati che dalle aziende operanti nel settore food, grazie all’utilizzo di un apposito recipiente dotato di filtro anti odore fornito gratuitamente dall'azienda, di un’applicazione e di un sito web, quest’ultimi creati da noi stessi. L’applicazione e il sito web diventano strumenti indispensabili per poter prenotare il ritiro.

Di fatto, la nostra azienda non solo si occuperebbe della questione ambientale ma cercherebbe, in qualche modo, di alleviare anche un problema che affligge la nostra Città: la disoccupazione.
Infatti l’azienda offrendo il servizio di raccolta porta a porta degli oli avrebbe la necessità di assumere un numero non indifferente di personale.

Gli studenti del gruppo di lavoro:
D’Arma Cristina Grazia, Di Benedetto Alessandro Santo, Dispinzeri Andrea, Farina Giulia,  Paqualino Giuliana Annarita, Trainito Massimiliano, Trespoli Giuseppe, Trigona Francesco Maria,  Trigona Ignazio Albero

Articolo pubblicato il 28 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Premiazione lavori finali - Liceo Scientifico
Premiazione lavori finali - Liceo Scientifico "E. Vittorini", Gela (Cl)