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Palermo - Cinque anni tra tagli e spese: per Leoluca Orlando è tempo di bilanci
di Gaspare Ingargiola

Il sindaco ha presentato la relazione di fine mandato: pressione fiscale in saliscendi ed entrate in calo. In diminuzione i costi per il personale ma pesa il crollo dei trasferimenti correnti

Tags: Palermo, Leoluca Orlando



PALERMO - Una pressione fiscale che fa saliscendi, trasferimenti statali e regionali in picchiata con l’Amministrazione comunale che ha fatto di necessità virtù tagliando dove possibile, una spesa per il personale in costante calo. Dopo i feroci attacchi degli avversari di Leoluca Orlando alle amministrative è questa la fotografia della situazione finanziaria del Comune di Palermo che emerge dalla relazione di fine mandato del sindaco inviata alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti e messa online sul sito istituzionale.
 
A Palermo nel 2016 c’erano 673.735 abitanti e al Comune lavoravano 7.509 dipendenti più 272 lsu (totale 7.781, nel 2012 erano 8.656), inclusi 74 dirigenti (nel 2012 erano 82) di cui 12 a contratto (14 nel 2015), con una spesa pro capite in progressivo calo dal 2012 in poi: da 433,68 euro a testa è scesa a 375,78. Adesso c’è un dipendente comunale ogni 89,72 abitanti, cinque anni fa il rapporto era di uno a 78,31 abitanti. Nel 2012 i lavoratori a tempo indeterminato erano 6.579 mentre oggi sono 5.947, quelli a tempo determinato erano 670 mentre oggi sono 658, gli lsu erano 311 mentre oggi sono 272, il personale Coime erano composto da 1.014 unità, oggi da 815. In generale, il limite dell’incidenza della spesa per il personale sulla spesa corrente è stato sempre rispettato.

L’Amministrazione può vantarsi di essersi tirata fuori dalle secche del rischio dissesto e pre-dissesto, di aver sempre rispettato il patto di stabilità interno e di aver avviato alcuni strumenti interessanti dal punto di vista fiscale come il cassetto tributario o una task force per la lotta all’evasione, ma anche alcuni pagamenti e procedure burocratiche interamente online e la firma digitale. Il problema principale, però, ruota sempre attorno ai soldi: il crollo dei trasferimenti correnti, passati da 446 a 117,2 milioni in cinque anni, ha fatto sì che le entrate complessive di Palazzo delle Aquile siano diminuite da 1,105 miliardi a 822,6 milioni (-25,62%), raggiungendo il punto più basso nel 2015 con 780,4 milioni. Un calo di circa 283 milioni, e guarda caso la riduzione dei trasferimenti ammonta a circa 276 milioni: quasi l’intera torta. A fronte della diminuzione dei trasferimenti di capitale e dei prestiti, a compensare i tagli ci ha pensato la crescita delle entrate tributarie (da 337 a 354,8 milioni), con un picco di 487,5 milioni nel 2014, e di quelle extratributarie (da 55,3 a 117,2 milioni). Immutate le aliquote Ici e Imu e l’addizionale Irpef, mentre la tassa sui rifiuti nelle sue varie declinazioni di Tarsu, Tares e Tari è aumentata fino al 2014 (da 153,57 euro pro capite a 193,27) per poi contrarsi fino a 175,05 euro pro capite. L’Amministrazione ha imposto un freno alle spese, passate da 1,028 miliardi a 762,3 milioni (-25,85%) con il minimo nel 2015 con 760,6 milioni: la spesa corrente è scesa da 703,4 a 685,9 milioni in cinque anni, quella in conto capitale da 163,5 ad appena 49,9 milioni. Pur nel rispetto dei parametri previsti dalla legge, è cresciuto anche l’indebitamento, dai 275,8 milioni del 2012 ai 307,4 dell’anno scorso con un rapporto residuo debito/popolazione residente salito da 421,33 a 456,34. I debiti fuori bilancio riconosciuti nel 2016 arrivano a un totale di 27,7 milioni ma nella relazione si legge che “esistono debiti fuori bilancio ancora da riconoscere per un importo pari a 7,4 milioni”.

L’indice di indebitamento rimane comunque sotto controllo essendo pari all’1,48% a fronte di un limite massimo del dieci. Le partecipate non hanno rispettato i vincoli di spesa né risultano misure di contenimento delle dinamiche retributive.

Tra i provvedimenti amministrativi che Orlando ha sottoposto all’attenzione dei giudici contabili ci sono la riforma dei criteri di assegnazione dei beni confiscati alla mafia, la rivisitazione della disciplina dei concorsi, la lotta all’evasione, il riconoscimento Unesco e quelli di Palermo Capitale dei Giovani 2017 e della Cultura 2018, le pedonalizzazioni, le isole pedonali e la Ztl, il lavoro per l’accoglienza dei migranti insieme a Prefettura, associazioni, Croce Rossa e forze dell’ordine, il contrasto all’abusivismo edilizio di concerto con la Procura, la manutenzione delle aree verdi.

Articolo pubblicato il 29 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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