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Quotidiano di Sicilia

Imprenditoria agricola, possibile diversificare
di Michele Giuliano

Prende le mosse la sottomisura 6.4 del Psr 2014/20: sostegno diretto per la ristrutturazione delle imprese. I beneficiari sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati, e i coadiuvanti familiari

Tags: Agricoltura, Sicilia, Psr 2014-2020



PALERMO - Nuove possibilità di finanziamenti per quegli imprenditori agricoli che vogliono, partendo dalla tradizione e dalla tipicità locale, ristrutturare la propria impresa e diversificare le proprie attività al di là del “semplice” lavoro della terra, per sfruttare il più possibile ciò che il nostro territorio, in termini di ricchezza paesaggistica, cultura e bontà del clima ci offre in maniera copiosa e gratuita.

A questo punta la sottomisura 6.4 del Piano per lo Sviluppo Rurale, che vuole investire in particolare sulle attività extra-agricole, ancora spesso sottovalutate. Un contributo fornito direttamente alle aziende, finalizzato alla valorizzazione delle filiere locali, a partire dalle specialità enogastronomiche, indissolubilmente legate al concetto di produzione alimentare di qualità, e quindi tutto ciò che lega l’agricoltura al settore turistico, fino all’ammodernamento delle tecnologie relative alle fonti di energia rinnovabile. Una pluralità d’investimenti, quindi, dedicati allo sviluppo di molteplici settori che vanno dall’artigianato al turismo, dalla ristorazione alla didattica, dall’ambiente al commercio e al sociale.

Potranno usufruire della sottomisura 6.4 gli imprenditori agricoli singoli o associati e i coadiuvanti familiari. Quest’ultimi, anche se non sono lavoratori agricoli dipendenti, devono svolgere prevalentemente un’attività agricola nell’azienda del familiare ed essere iscritti negli elenchi previdenziali. Il sostegno è destinato nello specifico a diversi tipi di interventi: l’agricoltura sociale, che comprende le attività rieducative e terapeutiche, dall’inserimento nel mondo del lavoro all’inclusione sociale. Ancora, sarà possibile investire in tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (Tic): attraverso l’utilizzo di servizi di e-commerce o l’utilizzo di nuovi strumenti digitali, si dà la possibilità alle aziende di far fronte agli svantaggi legati all’isolamento geografico.

Quindi, le imprese potranno utilizzare i fondi anche per realizzare e utilizzare le energie rinnovabili, per sostenere sia le attività agricole che extra-agricole, compreso l’eventuale trasformazione o stoccaggio di materiale per l’alimentazione di detti impianti e per il compostaggio.

Tra le spese ammissibili, pertanto, troviamo la ristrutturazione, il recupero e l’adeguamento di fabbricati e manufatti aziendali esistenti e l’installazione e ripristino d’impianti termici e telefonici. Ancora, l’acquisto di nuovi macchinari, attrezzature e mobilio, e l’acquisizione di hardware e software di gestione. Inoltre, tra le spese generali, fino a un massimo del 12 per cento sul totale, sono comprese anche gli onorari di professionisti o consulenti, necessari per la progettazione e realizzazione degli interventi per il quale si richiede il finanziamento.

I contributi andranno a coprire una percentuale pari al 75 per cento dell’intero importo di tutta l’operazione, che non potrà superare i 200 mila euro. La domanda per la partecipazione al sostegno potrà essere presentata sia online direttamente dal sito della Regione Siciliana Dipartimento Regionale Agricoltura-Ispettorato dell’Agricoltura competente per territorio, oppure inviata a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento entro la data che sarà stabilita nel bando all’atto della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. A pena decadenza dal contributo, è necessario che il progetto possa essere messo a cantiere entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria.

Articolo pubblicato il 29 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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