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Formazione: il nodo dell'Avviso 8 dubbi su un criterio della selezione
di Michele Giuliano

Appare di difficile applicazione il parametro “A2” stabilito sul numero degli allievi formati. è uno dei motivi della revisione della graduatoria dei corsi finanziati stabilita dal Tar

Tags: Formazione, Avviso 8, Lavoro, Sicilia



PALERMO - Una lenta e inarrestabile agonia, quella dell’Avviso 8. Il bando, al quale sono appesi i destini di migliaia di lavoratori della formazione professionale su tutto il territorio siciliano, subisce l’ennesimo ritardo.

Lo richiede il Tar, che ha affermato la necessità di rivedere la graduatoria, a seguito della valutazione negativa del parametro A2, che concede agli enti un massimo di ben 12 punti, un numero rilevante e decisivo per il posizionamento tra chi ha diritto al finanziamento e chi rimane fuori. Tale parametro definisce il grado di efficienza delle attività formative svolte, e si traduce nel rapporto tra allievi iscritti e allievi formati. Maggiore il numero di allievi che concludono positivamente il corso, maggiore il punteggio acquisito. Un parametro, a primo acchito, di buon senso, ma che perde efficacia nel momento in cui non considera il numero di corsi gestiti dagli enti. Maggiore il numero di corsi, infatti, maggiore la possibilità che gli allievi si ritirino e abbandonino. Favoriti, quindi, i piccoli enti, con un numero ridotto di corsi, rispetto ai grandi, gli enti storici, con un numero di attività formative nettamente superiore.

Quindici giorni per rivedere il tutto. Il M5S, in un ordine del giorno presentato all’Ars, ci va giù pesante, e richiede il ritiro della graduatoria irregolare dell’Avviso 8 e contestuale emanazione di una nuova che tenga conto del criterio valutativo riformulato, in modo da limitare il più possibile l’ultimo, ma probabilmente non definitivo, ritardo.

“Una frenata comunque prevedibilissima - afferma il deputato Giancarlo Cancelleri – dal momento che avevamo riscontrato e immediatamente segnalato le numerose falle nei criteri adottati per la formulazione delle graduatorie, comprese quelle riscontrate dal Tar. Nessuno, però, ha voluto ascoltarci, col risultato che ora nuove attese e sofferenze si profilano all’orizzonte dei lavoratori del settore”. L’ordine del giorno presentato da Cancelleri impegna il governo pure a fornire “chiarimenti sul riparto delle risorse nel territorio regionale, specificate per singoli ambiti provinciali e in relazione al fabbisogno formativo registrato e al tasso di disoccupazione”.

In tutto questo marasma, l’assessore non sembra comunque perdere la calma e si ritiene, anzi, soddisfatto, per la mancata sospensione dell’avviso, così come era stato richiesto a gran voce. Non hanno trovato seguito, secondo gli orientamenti dei legali della Regione, le varie motivazioni di invalidità del bando per l’assegnazione di determinati punteggi. In particolare, gli enti rimasti fuori dai finanziamenti avevano formulato ricorsi riguardo ai punteggi premiali per chi opera in paesi svantaggiati territorialmente o a quelli che avevano personale dipendente “storico”, ma il Tar non ha valutato come influenti le loro osservazioni. Rimane in gioco la rivalutazione del criterio A1 e A2, e il nodo, adesso, diventa il sistema con il quale la Regione ha intenzione di intervenire in tempi brevi senza danneggiare ulteriormente enti che sono rimasti fuori dai giochi ricevendo grave danno.

Come verranno raccolti i dati necessari per l’attribuzione del punteggio? Ci si affiderà a dichiarazioni degli enti, con il rischio di atteggiamenti non del tutto puliti, o ci si muoverà alla raccolta diretta dei dati, procedimento che richiede un lavoro non indifferente e che difficilmente potrà essere svolto in pochi giorni? E tutto a danno dei lavoratori e delle loro famiglie, abbandonati a sè stessi ormai da troppi mesi, e il cui destino sembra ormai essere segnato negativamente.

Articolo pubblicato il 04 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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