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Regione, Cinque Stelle o doppio turno
di Carlo Alberto Tregua

Legge elettorale e trasparenza

Tags: Regione Siciliana, Elezioni, M5s



Abbiamo più volte rilevato l’iniquità dell’attuale legge per l’elezione del presidente della Regione; elezione a un solo turno che ha portato alla presidenza Cuffaro, Lombardo e Crocetta con un basso numero di voti. Per quest’ultimo, appena il 15%.
L’elezione a un turno è una palese violazione della Democrazia, che esige la convalida con almeno metà più uno dei votanti. Questo risultato si è conseguito con l’elezione dei sindaci, per cui ciascuno di essi è sempre legittimato dagli elettori, in quanto riceve, appunto, almeno la metà più uno dei voti validi, al secondo turno.
La modifica indicata non presenta vantaggi o svantaggi per questo o quel partito, anzi è equa perché non favorisce nessuno. Non si capisce perché 46 deputati dell’Ars non la votino per restituire ruolo e dignità alla Democrazia siciliana.
In Francia, la riforma De Gaulle del 1962, ha previsto il doppio turno sia per l’elezione del Presidente della Repubblica che per quella dei deputati in collegi uninominali.  

In base ai sondaggi, per quello che valgono, il Movimento 5 Stelle è accreditato in Sicilia del 37% dei voti, il Partito democratico del 20%, la Destra del 15%. Non vi è dubbio quindi che, con l’attuale legge, Giancarlo Cancelleri (se sarà lui il designato da Grillo) diverrà il 33° presidente della Regione. Precisiamo che negli Usa dal 1787, cioè in circa 230 anni, sono stati eletti appena 45 Presidenti.
La modifica della legge elettorale dovrebbe riguardare anche l’elezione dei deputati regionali con l’introduzione di 70 collegi uninominali nei quali viene eletto il candidato che al secondo turno riceva la metà più uno dei voti validi.
Questo è un vero sistema democratico perché il cittadino-elettore ha la facoltà di scegliere chi voglia al primo turno, ma poi calcola di scegliere il meno peggio al secondo turno. Una selezione rigorosa ed inequivocabile che non presta il fianco al mercimonio delle preferenze, agli accordi con la criminalità organizzata, perché diventa trasparente qualunque sia l’accordo tra le parti.
È ovvio che imbrogli e imbroglioni ci sono con qualunque legge elettorale, ma laddove c’è trasparenza, è più facile scoprirli da parte dell’opinione pubblica.
 
La legge elettorale è fondamentale per la Democrazia perché seleziona gli eletti con modalità diverse. La conseguenza è che quando gli elettori non possano scegliere attraverso una selezione a due turni, è più facile che vengano imbrogliati perché si illudono che il proprio voto sia efficace.
Avere la possibilità di esprimersi secondo il proprio sentimento ma, al secondo turno, di votare secondo la ragione e non più con la pancia, consente una migliore selezione del personale politico.
Ricordiamo che l’attuale legge prevede che il presidente eletto si trascini 8 deputati. Inoltre, il primo della seconda lista, viene eletto deputato regionale.
Il cosiddetto listino costituisce un premio di maggioranza che il presidente ha diritto di avere per assicurargli un minimo di raccordo con l’Assemblea regionale. Ma non è sufficiente, perché nel bilanciamento tra esecutivo e legislativo, è quest’ultimo ad avere la prevalenza quando al suo interno non vi è una maggioranza compatta che lavori in accordo col presidente della Regione.

È vero che in Francia è capitato che il Presidente della Repubblica fosse di una parte politica e la maggioranza della Camera dei deputati della parte opposta. Ma nel Paese transalpino le cose funzionano anche con questo disaccordo.
Peraltro una situazione del genere si è più volte presentata negli Usa laddove il Congresso aveva una maggioranza di colore opposto a quella del Presidente eletto.
Ma Usa e Francia sono Paesi evoluti, la Sicilia è ancora agli albori della civiltà politica, nonostante pomposamente da alcuni si voglia accreditare il mito (non dimostrato) che il Parlamento siciliano risalga al XIII secolo e sia quindi uno dei più antichi del mondo. Ma anche i greci 24 secoli fa erano la prima civiltà di quel mondo ed oggi sono all’ultimo posto dell’Unione europea.
Non bisogna vivere di ricordi del passato ma essere calati nella realtà odierna. Il dilemma dunque è: alla Regione il M5S o, col doppio turno, un’altra parte politica.

Articolo pubblicato il 06 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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