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Ristorazione, la Sicilia in forte crescita
di Michele Giuliano

Unioncamere-Infocamere: dal 2010 al 2015 +15% di attività imprenditoriali nell’Isola, percentuale sopra la media nazionale (10%). A fine 2015 si contavano 22 mila imprese isolane (+2.799 unità nell’ultimo quinquennio)

Tags: Unioncamere, Infocamere



PALERMO - Ottimi risultati per la Sicilia nel campo della ristorazione che danno l’impressione di un territorio che sta cominciando a capire che imprenditorialmente in questo momento l’investimento va fatto in chiave turistica. Nell’ultimo quinquennio, in un quadro nazionale di crescita ottima, che sfiora il 10 per cento, la regione ha registrato la variazione percentuale maggiore, attestandosi su un aumento di quasi il 15 per cento.
 
È quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere-Infocamere sui dati del Registro delle imprese italiane tra il 31 dicembre 2011 e il 31 dicembre 2015. Alla fine del 2015 si contavano 367 mila attività, tra ristoranti (197 mila imprese) e caffetterie (170 mila), sparse sul territorio nazionale, in crescita di oltre 31 mila unità rispetto a cinque anni prima. Solo in Sicilia, è stato registrato un aumento in termini numerici di 2.799 imprese, portando il numero totale da 19.208 a 22 mila.

Subito a seguire  l’Isola, hanno registrato ottimi risultati in termini percentuali, di gran lunga superiori alla media nazionale, la Campania, con il 13,7 per cento, l’Umbria, con il 12, 30 per cento, il Lazio (11,10 per cento) e la Puglia, che supera il 10 per cento di incremento percentuale.

Se andiamo ad analizzare i dati distinguendo tra ristoranti e bar, la Sicilia registra un incremento ancora maggiore nel campo della ristorazione, arrivando ad una percentuale del 15,6 per cento, che viene ridimensionata da una comunque ottima crescita del numero dei bar, che giunge ad una percentuale sul totale del 13 per cento. Un quadro assolutamente positivo, quindi, per una realtà turistica e di ristorazione che cresce insieme alla consapevolezza della necessità di sfruttare al meglio tutte le ricchezze paesaggistiche, culturali che si accompagnano a quelle enogastronomiche disseminate su tutto il territorio siciliano. Potenzialità che sembrano stare venendo all’attenzione del turismo interno, nazionale ed internazionale solo negli ultimi anni, in cui ci si è resi conto che la vera forza della Sicilia è la sua storia, la sua bellezza, la sua tradizione.

A livello provinciale, in termini sia numerici che percentuali, la provincia di Palermo si posiziona prima tra le nove siciliane, con dati che si attestano oltre le 2.500 imprese distribuite sul territorio. Non solo, Palermo è in ottima posizione anche in una ideale classifica nazionale, appena sotto le grandi metropoli italiane quali Roma, Milano, Napoli e Torino. Anche Catania si trova nella parte “alta” della classifica generale. A seguire, con numeri comunque buoni in termini assoluti, troviamo Messina, con oltre 2 mila attività e Trapani, con 1.316 imprese. Allo stesso livello, Siracusa, Agrigento e Ragusa, con oltre mille attività nel settore. Più bassi, ma giustificati anche dalla tipologia del territorio e dalla sua estensione, Caltanissetta e Enna, con, rispettivamente, 640 e 423 attività commerciali ristorative o bar.

D’altra parte, c’è il risvolto della medaglia. Se sono sempre di più gli imprenditori pronti a scommettere sui piaceri della cucina e di una buona tazza di caffè, solo in pochi riescono a tenere in piedi la propria attività a 5 anni dalla nascita. Delle imprese nate nel 2011, a livello nazionale, tre su  quattro hanno abbassato la saracinesca entro cinque anni e oltre il 45 per cento non è riuscita a resistere al terzo anno di vita. Tuttavia non è così dappertutto: in alcune grandi città italiane i numeri migliorano sensibilmente. A Milano, Napoli, Roma e Firenze i livelli di mortalità delle attività iscritte nel 2011 sono inferiori alla media nazionale, sia per bar che per attività di ristorazione.

Articolo pubblicato il 09 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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