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Messina - G7, tempi strettissimi per i lavori al giardino pubblico di Taormina
di Massimo Mobilia

Verrà ricostruito il muro della passeggiata crollato in seguito all’alluvione del settembre 2015. Nessun intervento previsto per l’area attrezzata di giochi e svago e per il verde

Tags: G7, Taormina



TAORMINA (ME) – Sono finalmente partiti, da qualche giorno, i lavori al giardino pubblico di Taormina, legati agli altri interventi previsti per il G7 del 26 e 27 maggio. Il dubbio se fosse possibile includere nell’investimento del Governo italiano anche la messa in sicurezza del Parco comunale, si è trascinato fino alla fine e l’approvazione definitiva al progetto è arrivata soltanto il 27 aprile, dopo uno scontro di competenze burocratiche tra il Comune e la Soprintendenza di Messina.

Così come per le due elipiste, ancora in fase di costruzione, e la ristrutturazione del Palazzo dei Congressi, i lavori da effettuare al giardino pubblico sono finiti in mano all’Aeronautica Militare con gli specialisti del 3° reparto, 16° gruppo Genio Campale di Bari Palese, coadiuvati da una ditta di Aragona alla quale è stato affidato l’appalto.

L’intervento servirà a ricostruire il muro della passeggiata crollato dopo l’alluvione del settembre 2015, e mai più ripristinato né messo in sicurezza. Non c’erano fondi sufficienti, sosteneva Palazzo dei Giurati. Per i lavori in corso è stata stimata invece una spesa di 138 mila e 446 euro, che provengono dai 15 milioni di euro che erano stati stanziati da Palazzo Chigi per rimettere a nuovo Taormina in vista del G7. In particolare, gli operai stanno provvedendo a ricostruire il muro di sostegno che sarà alto quattro metri, per un tratto di circa quindici metri, che corrisponde all’area del giardino chiusa ormai da oltre due anni. Il progetto ha avuto anche l’ok del Genio Civile di Messina e del Corpo Forestale, trovando la definitiva approvazione con la delibera di Giunta n. 79 del 3 maggio.

Il Parco Giovanni Colonna Duca di Cesarò, che nel 2013 era stato premiato come Parco più bello d’Italia nella speciale classifica di TripAdvisor per i “Travelers Choice Attractions”, dovrebbe così ritornare ai fasti di un tempo prima dell’arrivo dei sette Capi di Stato.
In realtà, i lavori in corso serviranno solo per rimettere in sicurezza l’area e consentire la piena fruibilità del giardino, ma continueranno a sussistere tutti gli altri problemi mai risolti. Nessun intervento, ad esempio, è previsto per rendere nuovamente agibili le antiche torrette, che furono residenza dell’antica nobiltà inglese nell’Ottocento. Crepe evidenti costringono anche in questo caso a mantenere le transenne, in attesa di speciali interventi.

Il Parco ospitava anche la migliore area attrezzata di giochi e svago per bambini in città, ma col tempo è caduta anch’essa in disgrazia e ancora oggi i piccoli taorminesi non hanno un posto dove poter giocare, nonostante i continui impegni presi dall’amministrazione del sindaco, Eligio Giardina, per “riportare il luogo ai fasti di un tempo”.

Si potrebbe poi continuare la black list parlando del verde che lascia a desiderare, delle gabbie per volatili abbandonate a se stesse, una vasca di pesci rossi ormai diventata stagno e servizi igienici risalenti agli anni Settanta. C’è anche una zona adibita a bar che rimane chiusa e abbandonata, da quando l’ultimo gestore ha dovuto lasciare il sito per la scadenza dei termini contrattuali. Il Comune non ha più provveduto ad appaltare il servizio.

“Il premio dev’essere uno stimolo per fare meglio”, aveva detto il sindaco dopo il premio ricevuto nel 2013, ma si è dovuto aspettare il G7 per intervenire solo parzialmente al recupero dell’area.

E' caduto nel dimenticatoio anche il bando della Regione siciliana per il “recupero finalizzato al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei Comuni della regione”: Palazzo dei Giurati aveva deciso di accedervi nel maggio del 2015, per accogliere manifestazioni d’interesse proprio in relazione al restyling del Parco Colonna, affidandone la progettazione definitiva ed esecutiva. Nulla di fatto. Per il momento ci si deve accontentare dell’aiuto militare.

Articolo pubblicato il 10 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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