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Regione: "Sfoltire il bacino", ecco la strategia per la Formazione
di Michele Giuliano

Rilanciata l’idea dei prepensionamenti: istanze per chi rientra tra i beneficiari slittate a luglio. A casa i lavoratori nati tra il 1951 e il 1956: al via anche gli esodi incentivati

Tags: Formazione, Regione Siciliana, Bruno Marziano, Avviso8



PALERMO - Da poco approvata la Finanziaria al governo regionale ecco che si torna a lavorare per risolvere i problemi della formazione professionale dove il pentolone rischia di scoppiare da un momento all’altro. Un pentolone fatto da ben 8 mila operatori, dipendenti degli enti di formazione, ancora oggi non tornati al lavoro a causa del blocco delle attività formative legate ai “corsi tradizionali” da finanziarie attraverso l’Avviso 8. In ballo ci sono 136 milioni di euro che però sono ancora fermi nel cassetto del bilancio regionale a causa dei tantissimi ricorsi al Tar da parte degli enti di formazione che hanno avanzato dubbi sulla graduatoria varata dall’assessorato regionale alla Formazione: “Aspettando che si sblocchi l’Avviso 8 sospeso fino al 4 luglio dal Tar - sostiene l’assessore Bruno Marziano -, l’esigenza oggi oltre che a fare ritornare i dipendenti al lavoro, è sfoltire il bacino dei formatori, dando una prospettiva a tutti. Che non significa la stessa soluzione per tutti ma una soluzione per tutti”.

In realtà nelle mire del governo regionale c’è l’intenzione di dimezzare questo personale, passando dagli attuali 8 mila a 4 mila lavoratori in capo agli enti. Dunque una selezione che porterà inevitabilmente con sè anche la soppressione di un numero consistente di enti che allo stato attuale risultano essere ancora regolarmente accreditati. Per arrivare a questo obiettivo restano sempre due i percorsi da tempo individuati ma ancora da concretizzare: “Uno è il prepensionamento per i nati fra il 1951 e il 1953 che ne abbiano i requisiti - sostiene Marziano - che è partito lo scorso 1 maggio e che la presentazione delle domande ha fatto slittare al 15 luglio 2017, prepensionamento a carico dello Stato. Per i nati fra il ‘54 e il ‘56 invece il prepensionamento sarà a carico della Regione con 50 milioni.

L’altro percorso è quello di prevedere forme di incentivo attraverso un bando per la fuoriuscita da questo bacino e la realizzazione di attività in proprio. Con questa operazione prevediamo uno sfoltimento di 2.500 lavoratori. Altri 1.800 sono sportellisti che rientrano nelle politiche attive del lavoro presso i centri per l’impiego dell’ente in house Ciapi nelle prossime settimane.
Restano 4 mila lavoratori che troveranno posto nei corsi dell’obbligo formativo appena sarà sbloccato l’Avviso 8, altri 2.800 circa nella formazione ordinaria per la quale sono previsti 110 milioni l’anno fino al 2020”.

Nei prossimi giorni all’Ars sarà per questo ed altri motivi discussa una mini-finanziaria bis. Nonostante questo “lavoro” che viene sostenuto dal governo Crocetta l’intero mondo della formazione professionale siciliana è schierata decisamente contro palazzo d’Orleans. La tensione non è mai venuta meno ed ancora oggi è palpabile dal momento che degli 8 mila lavoratori degli enti qualche centinaio è ancora in servizio per i ritardi del nuovo piano contenuto nei vari Avvisi. Da un recente controllo della situazione generale è stato acclarato che il personale che orbita attorno alla formazione in Sicilia è passato dai 5 mila dipendenti assunti nei vari enti nel 2000 agli attuali 9 mila e 200, così come è stato appurato dal Dipartimento della Formazione professionale e anche dai sindacati. I costi inevitabilmente sono lievitati dal momento che si sono “ingrassati” gli enti in termini di forza lavoro.

Articolo pubblicato il 16 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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