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Quotidiano di Sicilia

Raee, dal Ministero un sostegno per spingere la filiera del riciclo
di Rosario Battiato

Pubblicati due bandi da 2,1 mln: l’obiettivo è ridurre gli impatti negativi dei rifiuti elettrici ed elettronici. L’Isola nel 2016 ha raccolto circa 14 mila tonnellate contro le 55 mila della Lombardia

Tags: Rifiuti Tecnologici, Raee



PALERMO – Arriva dal ministero dell’Ambiente un deciso impulso al riciclo e riutilizzo dei rifiuti elettronici ed elettrici. Il ministro Galletti ha firmato nei giorni scorsi due bandi da 2,1 milioni di euro per finanziarie le nuove tecnologie legate all’economia circolare. Una grande occasione per una Sicilia che, a fronte di una tendenza in crescita nella raccolta, necessita ancora della spinta giusta per avviare una vera filiera del riciclo.

Sul sito del ministero dell’Ambiente sono presenti le due iniziative di prevenzione e riduzione degli impatti negativi derivanti dalla gestione di alcuni particolari categorie di rifiuti: “Il primo bando, da 900 mila euro – si legge nella nota del ministero –, è destinato al cofinanziamento di progetti di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie di recupero, riciclaggio e trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici (i raee), mentre il secondo da 1,2 milioni si rivolge a quelle categorie di rifiuti non rientranti tra quelle già servite dai consorzi di filiera, all’ecodesign dei prodotti e alla corretta gestione dei relativi rifiuti”.

Il governo, insomma, è pronto a fare la sua parte all’interno di un contesto europeo che ha assegnato all’economia circolare un ruolo sempre più determinante. “L’Italia – ha spiegato Galletti – ha già accettato la sfida dell’economia circolare, nel contesto del forte impegno continentale che si sta concretizzando nel Pacchetto europeo sulla ‘Circular Economy’: proprio per questo abbiamo bisogno di lavorare sull’innovazione e soprattutto in quei terreni nei quali c’è più bisogno di elevare le performance ambientali”. Un’opportunità che vale per pubblico e privato, una grande spinta per l’innovazione.

Andando più nel dettaglio, i bandi puntano su quelli che sono i filoni più innovative degli ultimi tempi: uso efficiente delle materie prime, sviluppo e potenziamento della circolarità tra la gestione dei rifiuti e il mercato di prodotti e materiali nell’ottica del reimpiego in nuovi cicli produttivi. “L’obiettivo – si legge nella nota del ministero – è l’incentivazione su scala industriale di tecnologie innovative e sostenibili per il trattamento di materiali provenienti da prodotti complessi a fine vita, come anche lo sviluppo dell’ecodesign dei prodotti per facilitare l’industria dello smontaggio, la separazione delle singole componenti e l’avvio al riciclo delle matrici ambientali”.
Altre considerazioni specifiche riguardano la tipologia dei progetti da presentare che dovranno essere caratterizzati da “elevata replicabilità” e dalla “possibilità di un rapido investimento dei risultati all’industria per l’attuazione degli interventi”.

Per ogni progetto presentato e ammesso a finanziamento, il contributo dovrà essere compreso tra centomila e trecentomila euro. Per scaricare i moduli bisogna collegarsi col sito minambiente.it alla sezione “bandi e avvisi”.

La Sicilia, pertanto, ha la grande occasione di recuperare i ritardi nel settore della raccolta del raee e anche di avviare una filiera ben più consistente. I dati raccolti dal Centro di coordinamento raee, che ha curato il IX rapporto dedicato al settore lo scorso marzo, hanno collocato l’Isola all’ottavo posto nazionale con il 5% del totale italiano, pari a 13.705 tonnellate (oltre 55 mila la Lombardia, ad esempio), a fronte comunque di una discreta crescita che, tra il 2015 e il 2016, ha superato il 20%.

Articolo pubblicato il 16 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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