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Beppe Grillo su Crocetta: "Insussistente"
di Raffaella Pessina

“L’Isola è incatenata. Ricca ma povera, autonoma ma senza autonomia”. Miceli (Pd) replica: “Affermazioni di una gravità inaudita”

Tags: Rosario Crocetta, Ars, Beppe Grillo



PALERMO - Beppe Grillo ha detto la sua sulla situazione politica siciliana, in particolare sul Pd e il presidente Crocetta. “Parlare di un prima e di un dopo Crocetta conferirebbe al Pd una consistenza che non ha mai avuto, né in Italia e tanto meno in Sicilia. La loro filosofia, nelle regioni con una storia di criminalità organizzata consolidata, si riassume nelle figure di Crocetta qui e De Luca in Campania”. Lo riporta l’Ansa, facendo riferimento ad un’intervista rilasciata dal comico genovese ad un mensile.

In riferimento al presidente, Grillo ha detto: “Io lo avrei assunto subito, ma come fermacarte, la sua insussistenza è un messaggio preciso del Pd alla mafia siciliana: ‘Noi non disturberemo’”. Per il leader del Movimento cinquestelle la Sicilia è “un’isola è in catene” perché, spiega, “è autonoma, ma senza autonomia; ricca, ma povera”. Ed ha aggiunto: “Ha il maggior numero di patrimoni dell’umanità dell’Unesco in Italia e Catania e Palermo sono sommerse dai debiti. L’Italia non ha fatto bene alla Sicilia. Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l’Italia, quest’Italia, può solo affondare. ‘U pisci feti da testa’ (il pesce puzza dalla testa, ndr). E la testa è a Roma”. Grillo parla anche del Ponte sullo Stretto, definendolo un “distrattore di massa e specchietto per i meno scaltri fra i grandi faccendieri industriali, che ancora giocano a prometterne la costruzione a qualcuno”. E su Berlusconi ritiene che “l’unica scelta strategica da fare veramente è ignorarlo”. Sui migranti ribadisce che “le cose da approfondire sono il ruolo e le attività delle Ong”, ma su questo, osserva Grillo, “bisogna attendere l’esito delle indagini”.

Dura la reazione Carmelo Miceli, segretario provinciale Pd a Palermo: “La gravità delle affermazioni di Grillo - aggiunge - travalicano la normale e legittima dialettica politica. Insinuare che il Pd possa avere favorito in qualsivoglia maniera la mafia è un'affermazione di una gravità inaudita. Falsa, volgare e irrispettosa nei confronti di tutte quelle donne e uomini del Pd che, seguendo le orme dei grandi dirigenti comunisti del passato morti per mano mafiosa, fanno della lotta a cosa nostra il momento fondante della loro azione politica. Le parole di Grillo non sono supportate da fatti, circostanze e motivazioni. Sono campate in aria, così come la stragrande maggioranza delle sue stralunate e quotidiane mistificazioni. Chiediamo, inoltre - conclude Miceli -, al candidato sindaco di Palermo del M5S, Ugo Forello, di prendere le distanze dalle parole del suo leader politico e di chiedere scusa alle donne e uomini del Pd”.

Infine è notizia di ieri l’archiviazione di 45 posizioni tra ex deputati ed ex capigruppo all’Ars coinvolti nell’inchiesta sulle cosiddette spese pazze all’Assemblea regionale siciliana nella precedente legislatura (dal 2008 al 2012). Deputati hanno dichiarato di aver speso i soldi dei gruppi parlamentari per finalità politiche e istituzionali. In alcuni casi non è stato dimostrato, ma non è stato riscontrato dolo.
 
Escono dall’inchiesta l’attuale presidente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone, l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. Archiviate anche le posizioni di Roberto Ammatuna, Pino Apprendi, Giovanni Barbagallo, Marcello Bartolotta, Vincenzo Barbaro, Francesco Cascio, Giuseppe Cipriani, Salvatore Coppolino, Roberto De Benedictis, Antonino Di Guardo, Gregorio Diliberto, Cinzia Di Pasquale, Giuseppe Di Giacomo, Anna Drago, Fausto Fagone, Davide Faraone, Giuseppe Federico, Massimo Ferrara, Giuseppe Galvagno, Luigi Gentile, Baldassare Gucciardi, Sergio Iraci, Giuseppe Laccoto, Giuseppe Lupo, Elena Mancuso, Vincenzo Marinello, Ignazio Marinese, Bernardo Mattarella, Vito Messana, Margherita Messina, Riccardo Minardo, Camillo Oddo, Vincenzo Oliva, Giovanni Panepinto, Salvino Pantuso, Raimondo Sciascia, Giuseppe Spampinato, Calogero Speziale, Giuseppe Sulsenti, Salvatore Termine, Gaspare Vitrano. Altre 18 posizioni erano state archiviate nel mese scorso.

Soddisfatto l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici. "Si chiude con l’archiviazione l’indagine che ha segnato i quattro anni più lunghi della mia vita. Non posso nascondere di aver vissuto giorni difficili, appesantiti da una campagna mediatica devastante verso chi come me è tra le personalità più esposte della politica".

Articolo pubblicato il 23 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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