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Il lato oscuro dell'innovazione digitale
di Adriano Agatino Zuccaro

Il primo Diario di Agis/Censis sul tema fa emergere l’allarme lavoro: il 37,8% degli italiani teme il saldo negativo di posti. La maggior parte di chi vive in famiglie a basso livellio socio-economico e di chi è privo di titoli di studio superiori ritiene inoltre che i processi innovativi amplieranno la forbice tra ceti sociali

Tags: Innovazione, Occupazione, Lavoro



ROMA - Il 66,7% di chi vive in famiglie di basso livello socio-economico e il 59,2% di chi è privo di titoli di studio superiori (diploma o laurea) ritiene che i processi innovativi finiranno per ampliare la forbice tra i ceti sociali. Lo dice il Diario dell’Innovazione Agi/Censis “Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale” presentato durante le celebrazioni dell’#internetday il 28 aprile scorso a Roma. La reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi fotografata da Agi e Censis fa emergere l’allarme lavoro: “Il 37,8% degli italiani ha timore che i processi di automazione sempre più spinti e pervasivi determineranno un saldo negativo di posti di lavoro”, si legge nel rapporto. Il 33,5%, invece, ritiene che le opportunità aumenteranno in uno scenario di nuovi lavori ancora per gran parte inesplorato. Il 28,5% ritiene che i posti di lavoro nel complesso non varieranno in termini numerici, il cambiamento riguarderà semmai il tipo di lavoro che saremo chiamati a svolgere.

La maggioranza relativa degli italiani (44,6%) ritiene che il Paese - pur a fronte di alcune eccellenze – non stia riuscendo a tenere il passo dei paesi più avanzati in tema di innovazione. Inoltre, più della metà della popolazione italiana (55,0%) concorda nel ritenere opportuna una legge in grado di tassare i profitti generati in Italia dai grandi soggetti web (Google, Facebook, E.Bay, ecc.) con sede legale all’estero in paesi a fiscalità privilegiata.

“Spaventa il tema dell’occupazione e della tutela personale - spiega Giorgio De Rita, segretario generale del Censis. Le donne e i più giovani che abitano nelle città più piccole hanno più difficoltà ad accettare questi cambiamenti”. “In questo rapporto - prosegue De Rita - cerchiamo di capire l’altro lato della metabolizzazione. La tecnologia corre ma la società ha ritmi diversi di adattamento. Più del 90% dei ragazzi di 14 anni ha lo smartphone ed è connesso a internet”. L’obiettivo del Diario dell’innovazione, dice ancora De Rita “guarda a tre aspetti: la reazione del sistema paese, come gli italiani guardano a se stessi, e in che termini le politiche pubbliche rispondono”.

Presenti all’evento il presidente della Casaleggio associati, Davide Casaleggio, e il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. “Le transizioni non possono essere fatte in modo brutale” e non su “una base ideologica ma pragmatica”, ha sottolineato Calenda, “Il tasso di cambiamento deve essere accettabile per le persone”. “Oggi - prosegue Calenda - siamo in una grandissima fare di reflusso. L’innovazione per prima volta è sentita da una parte della popolazione come un pericolo. Questi fenomeni non vanno interpretati in modo ideologico né in un senso né nell’altro: bisogna studiarli, governandoli, e bisogna spiegarli ai cittadini come sono, non come vorremmo che fossero”.

Quello su “Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale”, è il primo di quattro rapporti Agi/Censis dedicati a specifici temi di attualità: dagli impatti della tecnologia sul mercato del lavoro, all’evoluzione del rapporto tra gli italiani e la Pa digitale, da come le tecnologie stanno cambiando il modo di abitare le città, alla panoramica dei comportamenti sullo sfondo della decarbonizzazione dell’economia urbana. L’Agi riporta che il progetto nasce dalla realizzazione di una più ampia ricerca annuale e costituirà parte del “Rapporto sulla Cultura dell’Innovazione” promosso dalla Fondazione Cotec e presentato al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata dell’Innovazione.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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