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Catania - Bilancio, debiti spalmati fino al 2042
di Desirée Miranda

Il Piano di rientro torna in Consiglio. Rate da 5,5 mln l’anno. L’assessore Andò: “Nessun aggravio di spese”

Tags: Catania, Bilancio, Salvo Andò



CATANIA - Sta finalmente per arrivare al vaglio del Consiglio comunale la rimodulazione del Piano di rientro già approvato nel 2013, per quanto concerne i debiti fuori bilancio del 2012: i famosi 140 milioni di euro. Grazie al cosiddetto decreto milleproroghe è possibile pagare il debito in trent’anni anziché in dieci.

“Nulla a che vedere quindi con la rimodulazione dell’intero Piano”, specifica l’assessore al Bilancio Salvatore Andò. Quello infatti è fermo al Ministero da mesi e probabilmente ci starà ancora un po’ dato che la rimodulazione dei debiti influisce sulla rimodulazione del Piano. La seduta per votare il documento sui 140 milioni di euro è programmata in prima convocazione il 30 maggio e in seconda il giorno successivo, giusto in tempo per rispettare la scadenza imposta dalla legge.

“Si tratta di un’ottima opportunità per il Comune - afferma l’assessore - che riguarda solo il disavanzo accertato e che pagheremmo con date costanti senza aggravio di spese per il Comune. È giusto che il Consiglio sia informato e ne discuta prima di votarlo, ma non credo che il documento dovrebbe trovare ostacoli”. Andò, inoltre, specifica che i tempi di pagamento della cifra secondo il vecchio Piano, in realtà sono più corti di quanto si pensi. “Non sono davvero dieci anni visto che nei primi tre l’importo era azzerato per poi salire di anno in anno fino a oltre 30 milioni di euro. Un meccanismo soffocante per il Comune. Con una rateizzazione costante ma più lunga invece, il pagamento si gestisce molto meglio”, sostiene.

La rate da pagare fino al 2042 ammontano a quasi 5,5 milioni di euro annui. Manca ancora una settimana alla votazione, ma si sente già parlare di emendamenti e di proteste nei confronti della proposta dell’Amministrazione. I consiglieri Carmelo Coppolino, Manlio Messina e Ludovico Balsamo pur parlando di “ottimo strumento che la legge mette a disposizione dei comuni in difficoltà economica”, hanno già pronto un emendamento perché le cifre risparmiate annualmente vengano accantonate nel Fondo di riserva per le partecipate e nel Fondo di riserva per rischi e oneri. Una scelta che si reputa opportuna “in virtù dell’impossibilità effettiva di prevedere l’andamento della riscossione piuttosto che della vendita del patrimonio immobiliare”.

Il vicepresidente del Consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono decide invece di attaccare l’Amministrazione tramite il suo profilo su Facebook. “Sia chiaro a tutti: Catania affogherà nei debiti fino al 2042. Mentre il sindaco - si legge - si intrattiene con i suoi ospiti fra feste, pranzi e musica nel Palazzo, il Consiglio comunale sarà chiamato ad assumere questa grave decisione. Come nel Titanic!”. Se per le accuse l’assessore al Bilancio sorride ribadendo l’opportunità messa a disposizione del decreto, per quanto riguarda l’emendamento “potrebbe essere inserito in bilancio in fase di assestamento, non adesso. Fortunatamente - conclude - quest’anno abbiamo approvato il preventivo in tempo utile per possibili verifiche e modifiche”.

Articolo pubblicato il 26 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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