Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Infrastrutture, via libera a 47 miliardi in 15 anni
di Marcello Campo

Gentiloni ha firmato il decreto di ripartizione del Fondo di investimento

Tags: Paolo Gentiloni, Infrastrutture



ROMA - “Oggi diamo il via libera ad un grande piano di investimenti pubblici per infrastrutture e altre opere pari a 47 miliardi per i prossimi 15 anni: siamo tutti consapevoli che gli investimenti sono decisivi per dare ossigeno alla ripresa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, firmando il decreto presidenziale di ripartizione del Fondo di investimento previsto dal comma 140 dell’ultima Legge di Bilancio che consente una programmazione di lunga durata di molte spese in conto capitale.

Secondo Palazzo Chigi si tratta un’occasione per migliorare la competitività del Paese, la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini. “Uno Stato che investe in opere pubbliche a lungo termine - ha sottolineato il premier - è uno Stato che investe in sicurezza. Così facendo spero che si avvicinino il lavoro e le tasse dei cittadini alla vita delle nostre comunità con una migliore qualità diffusa del nostro territorio”.

Il premier ha quindi osservato che oltre 20 miliardi di questo fondo “sono destinati a strade e ferrovie, con particolare attenzione a trasferimenti locali e ai porti”. “Poi il settore più rilevante è quello della messa in sicurezza con un’attenzione particolare alla scuole ma che riguarda diversi uffici pubblici per un totale di 8 miliardi. Quindi acqua e sanità, periferie - ha spiegato Gentiloni - sulle quali lavoriamo anche con un secondo decreto. Poi il settore della difesa e dell’informatizzazione della giustizia”.

Nel dettaglio, sono sei le misure contenute nel decreto: le prime tre riconducibili alla competitività, le altre tre alla qualità della vita e alla sicurezza. Il primo blocco, pari a 20,4 miliardi, verrà impiegato su infrastrutture ferroviarie, infrastrutture stradali rete Anas, trasporto pubblico locale e ferrovie non interconnesse, infrastrutture portuali e Mose. Ci sono poi miliardi di investimenti a sostegno della competitività e delle esportazioni (informatizzazione della giustizia e potenziamento credito all’esportazione) e di investimenti nella ricerca (nel settore spaziale, nella ricerca scientifica, tecnologica e sanitaria).

Il secondo blocco di 23 miliardi riguarda invece investimenti per migliorare qualità della vita, infrastrutture per la sicurezza dei cittadini e “Casa Italia”. Previsti anche investimenti per la sicurezza nazionale e l’alta tecnologia a cura del Ministero dello Sviluppo e della Difesa. Il dpcm di Gentiloni è stato accolto con grande soddisfazione nel Pd: “Chi dubitava del tesoretto lasciato dal governo Renzi nella legge di stabilità, oggi dovrà ricredersi. Il piano da 47 miliardi firmato da Gentiloni è un’ottima notizia per l’Italia”, afferma il senatore Andrea Marcucci.

Articolo pubblicato il 30 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus