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Formazione, ecco i "Poli tecnici". Si sblocca la graduatoria
di Michele Giuliano

Del 2014 il decreto della Regione che mirava a istituire attività in raccordo tra scuole e imprese. Autorizzati dal governo regionale soltanto 14, altrettante proposte restano fuori

Tags: Formazione, Lavoro



PALERMO - Potranno finalmente cominciare la propria attività i Poli tecnici professionali di filiera. È stata approvata la graduatoria provvisoria del bando, pubblicato ormai nel lontano febbraio 2014, che aveva come obiettivo la valorizzazione e l’aumento dell’offerta di istruzione tecnica e professionale di qualità, per rispondere ai fabbisogni espressi dal sistema produttivo.

Un sistema formativo innovativo, che mette insieme in reti territoriali istituti scolastici, tessuto produttivo, servizi territoriali per il lavoro ed enti di formazione accreditati. I Poli tecnico-professionali sono intesi come la interconnessione funzionale tra i soggetti della filiera formativa e le imprese della filiera produttiva, e si identificano come “luoghi formativi di apprendimento in situazione”, fondati su accordi di rete per la condivisione di laboratori pubblici e privati già funzionanti.

Saranno ben 14 su tutto il territorio siciliano (altrettanti non sono stati ammessi a finanziamento, ndr), distribuiti in tutte le province e in diversi settori produttivi. Quattro saranno dedicati alle attività turistiche, e si troveranno a Taormina, Palermo, Favara e Palazzolo Acreide. I poli nautici si troveranno a Messina, Trabia, Trapani e Siracusa. L’ambito delle energie rinnovabili si troverà a Catania, mentre il polo dell’agroalimentare, tra enologico e biologico, lavorerà sul territorio di Sciacca, Marsala e Enna.

Il Polo tecnico-professionale sarà un ambiente di apprendimento in contesti applicativi e di lavoro, dove si raccolgono e si coordinano saperi, tecnologie, intelligenze e professionalità. Allo stesso tempo, si tratterà di un contesto didattico strutturato nelle risorse, nei ruoli, nel percorso, che tenga conto delle esigenze delle imprese, per l’individuazione e il potenziamento delle opportunità di lavoro, attraverso la disponibilità delle imprese a favorire il contratto di apprendistato ed altre forme di assunzione agevolata previste dalla legislazione vigente.

In particolare, tali strutture consentiranno di sviluppare una complementarietà nelle diverse offerte formative dei distinti attori che concorrono alla sua costituzione e di qualificare nell’apprendimento in situazione gli obiettivi specifici dei singoli percorsi. Allo stesso tempo, permetteranno di attivare azioni di orientamento al proseguimento degli studi e al lavoro, accompagnando i giovani adulti nel rientro nel sistema educativo di istruzione e formazione. Per i docenti, saranno realizzati interventi di formazione congiunta di carattere scientifico, tecnico e tecnologico.

Il raccordo tra sistema della formazione e sistema del lavoro potrà così offrire al territorio reali opportunità di sviluppo del mercato, promuovendo una gamma di servizi idonea a rafforzare l’occupabilità dei giovani, soprattutto attraverso il rafforzamento delle reti tra soggetti che a vario livello agiscono sui territori, identificando opportunità e risorse da gestire insieme.

Il funzionamento dei poli consentirà di migliorare l’efficienza nell’utilizzo di risorse sia professionali sia strumentali, assicurata dall’integrazione delle risorse professionali, logistiche e strumentali di cui dispongono gli istituti tecnici, gli istituti professionali, le strutture formative accreditate dalle Regioni e gli istituti tecnici superiori nella legislazione vigente; l’impegno delle imprese a mettere a disposizione proprie risorse professionali e strumentali; la flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche e formative attraverso il pieno utilizzo degli strumenti di flessibilità esistenti.

Articolo pubblicato il 30 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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