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Scuola, i posti raddoppiano ma il rientro è complesso
di Michele Giuliano

Il ministero ha deciso di destinare all’Isola 1.800 cattedre. Lo spazio garantito dai pensionamenti resta minimo

Tags: Scuola, Docenti, Miur



PALERMO - Una nuova speranza per tutti i docenti che lavorano fuori e vogliono rientrare in Sicilia, dalle loro famiglie, sulla propria terra. Sono raddoppiati i posti disponibili in Sicilia per immissioni in ruolo e trasferimenti. Eppure, quella che sembra essere una buona notizia in realtà offre ben poco. Basta fare un po’ di conti per comprendere che per chi attende il trasferimento in Sicilia alla gioia iniziale potrebbe seguire la delusione causata dai freddi numeri.

In base ai contratti nazionali siglati di recente, le oltre 3.500 cattedre siciliane utili per assunzioni, trasferimenti, passaggi di cattedra e di ruolo, verranno suddivise in tre quote differenti: il 60 per cento (oltre 2.100 posti) per le assunzioni, il 30 (pari a oltre mille cattedre) per i trasferimenti e il 10 per cento (poco più di 350 posti) per i “passaggi”. Con questi numeri, gongolano coloro che sono in procinto di essere assunti e che potranno spartirsi quasi mille e 600 posti comuni e 540 di sostegno. Per gli oltre 5mila assunti nelle regioni del Nord e nelle regioni dell’Italia centrale gli spazi per coltivare il sogno di un celere rientro a casa sono rappresentati da poco più di mille cattedre: 790 comuni e 270 di sostegno. E sul sostegno si gioca una partita complessa.

Quest’anno, per effetto delle assegnazioni provvisorie (incarichi provvisori di un solo anno) straordinarie sono rientrati a casa circa 3.500 docenti di sostegno che occupano una grande fetta dei 4.600 posti in deroga assegnati alla Sicilia dai tribunali. La restante parte (circa 1.100 posti) è occupata da docenti senza titolo. I quali aumenteranno certamente se da settembre i nostri docenti di sostegno con il titolo saranno bloccati al nord. Alcuni giorni fa, Flc Cgil, Cisl e Uil scuola e Snals siciliani proprio su questo punto hanno lanciato l’allarme auspicando una consistente fetta di stabilizzazioni su sostegno. Ma da Roma ne arriveranno poco più di 830. Poche speranze anche dai pensionamenti. Dai primi dati provvisori forniti dal Miur emerge che i pensionamenti dei docenti per il prossimo anno scolastico saranno solo 1.507 in tutto, suddivisi in 1.074 per la secondaria, 297 per la scuola primaria e 136 per la scuola dell’infanzia.

Il 60 per cento di questi posti saranno destinati alle immissioni in ruolo, mentre il restante 40 per cento andrà alla mobilità, suddivisi per il 30 per cento alla mobilità interprovinciale e il 10 ai passaggi di ruolo e di cattedra. Appena 452 posti, quindi, una inezia, se si pensa che saranno oltre 10 mila i docenti siciliani che produrranno domanda di mobilità interprovinciale, di cui almeno la metà proveniente da altre regioni. “Paradossale — dice Leonardo Alagna, docente di sostegno assunto a Roma e coordinatore del gruppo Osservatorio diritti scuola - che soltanto il 30 per cento dei posti venga destinato al trasferimento lasciando fuori provincia migliaia di siciliani”. Le condizioni peggiori si presentano per la scuola primaria e per l’infanzia, per la quale hanno superato la prova scritta per il concorso a cattedra in circa 700, mentre i posti disponibili sono molti meno. Le assunzioni avverranno nel corso di questa estate con decorrenza dei contratti dal primo settembre. "La scuola merita questo riconoscimento. Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa - sottolinea la ministra dell'istruzione Valeria Fedeli - scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti”.

Articolo pubblicato il 31 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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